23 febbraio 2014

A un tu che ho inventato io


Pensare a te è cosa tenue
È diluire una tinta spessa e ricca
e renderla finemente acquosa
col pennello di martora.

È pesare semi di niente su una bilancia minima
intrecciare un fil di ferro cauto e attento
proteggere la fiamma contro il vento
pettinare i capelli sottili di un bambino.

Sbrogliare fili da cucito,
correre sulla lana senza che nessuno se ne accorga
gabbiano che plana come labbro che sorride.

Penso a te con tanta tenerezza
quasi fossi vetro o pellicola di porcellana
che solo col pensiero potrei romperti.
 


Antonio Gedeão


Le Louvre - photo by Coralie Mercier

2 commenti:

  1. Il pennello di martora lo usavo anch'io per fare i ritocchi sulle stampe in bianco e nero... Altri tempi... :-)
    Delicata poesia.

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    1. Adesso la fotografia è diventata meno faticosa per alcuni versi, per altri (come per la fotografia naturalistica) rimane impegnativa. :-)

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Artista sinestetica - ricercatrice di verità