17 ottobre 2017

16 ottobre 2017

 
garlic and chili - photo by Grace Anne Vergara 

15 ottobre 2017

Specchio



Un salone bianco nel vivo di una festa
e io stavo con amici
sotto un grande specchio dalla cornice dorata
leggermente inclinato in avanti
sopra al caminetto.
Bevevamo whisky
e alcuni tra noi, non provando dolore,
disquisivano
su quale fosse l'esatta sfumatura di giallo
che il sole cadente conferiva ai nostri bicchieri.
Chiusi gli occhi solo per un poco
poi alzai lo sguardo allo specchio:
una donna vestita di verde stava
appoggiata alla parete più lontana.
Pareva assente,
le dita di una mano
giocavano nervose con la collana,
e lei guardava fisso nello specchio
non me, ma oltre di me, uno spazio
che poteva essere colmato da qualcuno
che ancora doveva arrivare, che in quell'istante
forse iniziava il viaggio
che l'avrebbe condotto da lei.
Poi, d'improvviso, gli amici
dissero che era ora di muoversi.
Sono passati anni,
e anche se ho scordato
dove andammo e chi fossimo,
ricordo ancora l'istante in cui alzai lo sguardo
e vidi la donna guardare fisso oltre di me
un luogo che potevo solo immaginare
e ogni volta provo una pena acuta,
come se in quel momento uscissi
dalle profondità dello specchio
ed entrassi nel salone bianco, ansimante e ardente,
soltanto per scoprire troppo tardi
che lei lì non c'è.



Mark Strand 

 

14 ottobre 2017

13 ottobre 2017

Inizio d’autunno:

nel mare e nei campi

un verde solo.


                      Matsuo Basho

 

12 ottobre 2017

10 ottobre 2017

9 ottobre 2017

Detail of fresh dew drops on green plant in the morning - photo by  

8 ottobre 2017

La bellezza creata dalla pena



Perché negli occhi giovani ci son fiumi di lacrime?
Perché nei cuori giovani tempeste di sospiri
quando amori più o meno veri muoiono,
pene e timori immaginari incombono?

Si chiede ciò chi ha visto soltanto primavere –
l'aspra voce del tempo agli altri ha già risposto!
Con gli anni aumenta l'infelicità,
che genera egoismo ed avvizzisce

la giovanile tenerezza – in guerra
nell'aspra morsa della Morte gli occhi
del soldato son ciechi all'altrui pena.

E così il disperato al male umano.
Lo spirito ferito trae dal male conforto.
È un cuore torturato che genera il tiranno.



Patrick Branwell Brontë

 

 

7 ottobre 2017

6 ottobre 2017

E vi era un cullare, vi era un
respiro e trascorreva nelle chiome
degli alberi sì che le foglie si
piegavano, si rizzavano, impetuose

e tremanti quando il vento dell’autunno
comprimeva i rami finché lentamente
il fremito si affievoliva e più leggero
fluttuava solo il bordo di un giardino:
io ero vissuto vicino a questo fremere
singhiozzare, precipitare e più fredde erano
ora le notti sì che le dalie erano appannate
di brina bianca, scendevano
le cornacchie dai monti nel villaggio
e stavano sulla sommità dei tetti
però invano si allineava immagine
ad immagine per formare un racconto, ché

del tutto solo restava l’oscuro gorgogliare
della fontana e abbandonati se ne stavano
i luoghi con l’odore del freddo, dei
cavalli – sentivo mettergli la ferratura

nelle stalle, sentivo l’odore del fumo della
ramaglia bruciata, la coperta di nuvole ora
si strappava, ora si ricomponeva e così
se ne andavano i giorni, se ne andava l’anno


Michael Donhauser

5 ottobre 2017

 
Buffalo in the snow, Yellowstone National Park, Montana, 1966 - by William Albert Allard (1937), USA 

4 ottobre 2017

Ruined Window, Seoul - photo by Youngsoo Han, 1956
 

3 ottobre 2017

Hotel Insomnia


Mi piaceva quel mio piccolo buco
con la finestra che dava su un muro di mattoni.
Nella stanza vicina c’era un piano.
Un vecchio storpio veniva a suonare
My Blue Heaven
due tre sere al mese.

In genere, però, era tranquillo.
Ogni camera con il suo ragno dal soprabito pesante
che cattura la mosca nella rete
fatta di fumo e cerimonie.
Era così buio laggiù
che non riuscivo a vedermi nello specchio del lavabo.

Di sopra, alle 5 del mattino, scalpiccìo di piedi nudi.
Lo « Zingaro » che legge la fortuna
(ha il negozio all’angolo)
va a pisciare dopo una notte d’amore.
Una volta, persino il singhiozzo di un bambino.
Era così vicino che per un attimo
pensai di singhiozzare io.

 

Charles Simic

Nocturnal Photography by Jonathan May

2 ottobre 2017

Quei due abbracciati sulla riva del Reno a Gottlieben
potevamo essere anche tu ed io,
ma noi due non passeggeremo mai più
su nessuna riva abbracciati.

Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia. 

Izet Sarajlić

 
Photography by Marko Nadj

Archivio blog

chi sono

La mia foto
Utopia, Italy
Artista sinestetica - ricercatrice di verità