Non a lungo avrai ancora sete,
mio cuore bruciato.
C’è una promessa nell’aria,
mi soffia contro da bocche sconosciute:
il grande fresco viene.
A mezzogiorno il mio sole era caldo
sopra di me. Benvenuti, voi che venite:
voi venti improvvisi,
voi freschi spiriti del pomeriggio.
L’aria corre straniera e pura.
Non mi guarda la notte
di lato, con un obliquo
sguardo di seduzione?
Resta saldo, mio cuore ardito,
non chiedere perché.
Friedrich Nietzsche
16 maggio 2013
Liguria, Italy - photo my Maurizio Fontana
15 maggio 2013
sleepy kitty is sleepy - photo by ~henrikronn
14 maggio 2013
Viviamo nel fondo di una conca, il giorno passa, si fa sera, si riempie a poco a poco di tenebre, poi si accendono le stelle. Brillano in eterno sopra di noi, come se portassero un messaggio urgente, ma quale, e da parte di chi? Cosa vogliono da noi, o forse piuttosto: cosa vogliamo noi da loro?
Sboccia ai suoi piedi la primavera, il tintinnio delle erbe fa strada a minuti calici dove beve aria l’immobile nettare che ravviva la pienezza dei sensi. Nel giardino di rose dissipa il rossore l’ondata mortale della carne e tutto è profumo offerente, lieve inno che rivela la brace di fusione sospesa di silenzio. E nasce, nel rossore, la bianchezza.
Cercetèo*
Qui, dove passarono i partigiani, sono cresciuti gli abeti.
Piú giú ci sono le tombe. Il fiume anonimo scorre, dice
i loro nomi.
Noi sediamo sulle ardesie calde; guardiamo il
mare in fondo,
sciogliamo il tovagliolo, mangiamo il pane d’orzo, secco
– quello impastato con l’anice dalle madri nere,
cosparso con un po’ di sesamo, vi hanno anche inciso una
croce col coltello –
le madri nere che ci insegnarono senza parlare a
non tirarci indietro,
a non tralasciare neppure questa piccola farfalla bianca,
ch’è venuta a posarsi sui capelli neri di Thanassis tremando
dalla gioia.
Karlòvasi, 21.VIII.81
*Monte dell’isola
di Samo
Ghiannis Ritsos
Nepal | Phewa Lake | Fewa Lake | Pokhara - photo by Wazari Wazir
08 maggio 2013
Poi piove come
se non dovesse smettere,
agosto non riprendesse la corsa,
le stagioni sull’orlo della grotta
fermate al fronte, e la mente che pensa:
“fosse cosí, non prendesse la mola
a macinare ancora (il gesto in aria),
non dovesse la macina schiacciare
ancora una stagione maturata”.
Diventa blu e cenere la stella
polare della vita, si riveste
di tenerezza il manto già regale.
Cominciano a venire dalle porte
gli invitati mandati fuori a un gesto,
i già esclusi dal tempo a rifiorire.
Daniele Piccini
07 maggio 2013
Maha Shivaratri festival, India - Fonte:
sheisfromindia
06 maggio 2013
Un giorno spezzerò tutti i ponti Che legano il mio essere, vivo e totale, All’agitarsi del mondo dell’irreale, E calma salirò fino alle fonti.
Andrò fino alle fonti dove dimora La pienezza, il limpido splendore Che mi fu promesso ad ogni ora, E nel volto incompleto dell’amore.
Andrò a bere la luce e del sole il sorgere, Andrò a bere la voce della promessa Che a volte come un volo mi attraversa, E là compirò tutto il mio essere.
Non posso ricordare. Ma quei momenti puri dureranno in me come in fondo a un vaso troppo pieno. Non penso a te, ma sono per amore tuo e questo mi dà forza. Non ti invento nei luoghi che adesso senza te non hanno senso. Il tuo non esserci è già caldo di te, ed è piú vero, piú del tuo mancarmi. La nostalgia spesso non distingue.