27 febbraio 2012

LA
POESÍA
MORIRÁ
SI NO
SE LA
OFENDE

hay
que poseerla
y humillarla en público

después se verá
lo que se hace


                     Nicanor Parra


26 febbraio 2012

 
Solo Dancer in Bali - photo by Alec Ee

25 febbraio 2012

24 febbraio 2012


Lava Mountain - photo by kevin walke

23 febbraio 2012

Look at all the tiny Frogs - photo by Kham /Reuters

22 febbraio 2012

Perdonami di non poterti lasciare andare
ancora, sotto questo cielo
risalendo con gli occhi la sua luce, alla sua prima luce
per me,
               lì dove tutto s’abbandona.
                                                                    E tu dici,
impara ad essere chiamato dal mondo, impara
come esso ti chiama, impara quella sola cosa che tu sei
e vivi, vivi crescendo, e sappi aspettare, ma cammina
cammina sempre, e fermati quando saprai di doverti pensare,
allora ama se devi amare, e scrivi se devi scrivere,
                                                                                  e,
sposati,
infine, se riuscirai a farlo.



Jacopo Ricciardi
 

21 febbraio 2012

Molle clivo, dove traluce a raso
delle albe morte l’ora del mio cammino?
Dove la stella il fragile novembre
precede e scioglie al rivo tutto il clivo?
Ed io vivo per te, per te m’aggiro
fuori e lungi dal mondo,
fuori sospiro.
Non è finito il mio destino
anche se mi si lascia qui a perire
con le distese dell’autunno
cui vanamente mi volli offrire.

Andrea Zanzotto



Survivor - photo by Simon Butterworth

20 febbraio 2012

Terrier in the Heather

19 febbraio 2012

Cantilena di novembre


I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella pioggia.
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo
che specchia i tempi che se ne vanno.

O tristi pagliai anneriti,
dov’è l’estate, dove sono le frecce di fuoco e le danze?
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo,
filtrano dell’autunno lacrimose fragranze.

I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella nebbia.
Ancora una volta il mondo si fa più desolato
e questo cuore ancora una volta muore sfinito.

Gyula Juhász


Bardenas - foto di T. Saso

18 febbraio 2012

Fantasia


Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.

John Keats


 
Lavender Fields - foto di Mayla Kay

17 febbraio 2012

Prassi quotidiana



Ho messo un cantiere nel cervello
perché il resto non era in cantiere
Ho messo foglie da parte perché
la mia estate era vana.
Predicavo giorno e notte perché la mia
fragilità venissero in tanti a consumarla.
Altri che vincessero e perdessero
e fossero contenti.
Ma la mia morte fu un guaio per tutti
tranne che per me
Perché il mio viso trattiene le lacrime
Come la terra la pioggia o forse no
Ho un viso terreo che non ha nulla di terreno
Nemmeno se a forza assecondo
l’umano sciacquettìo di proverbi stinti
Macino moli di me
Macino un sacco di me
Nel fondo delle cose e del mondo inanime
Nemmeno esangue più sarebbe…
Troppo aver dato è come nulla
Di mano in mano il grano
polverizza la mente e i contadini
giacciono sotto gli alberi conosciuti
Siamo facili alle lusinghe e alle losanghe sillabiche
Siamo esseri
di pietra

Andrea Amoroso

The Secret of Secrets - photo by JenMurray

16 febbraio 2012

Prince's Street



Le grandi ombre sospese nella nebbia
toccano il suolo, vanno
nell'erica degli alti territori,
i Re a cavallo
con fiaccole di fosforo,
i Maghi, gli Emblemi, i Cavalieri.
Non ho l'unguento da mettere sui margini
né la statua che colmi questa nicchia
quando il falco ha fatto il suo viaggio
dal pugno a un cuore.
Copriti il buio del petto, il vuoto sibilante
se il vento entra in Prince's Street come
in un lungo sentiero illuminato.
Nella tasca del nero
impermeabile che sventola al mio fianco
c'è il fiammifero spento, c'è il leggero
tabacco che fumano i fantasmi.

Bartolo Cattafi


Edimburgo, 1952 


 
foto di our long nights

15 febbraio 2012

L’ETÀ MODERNA

Il mondo era moderno al quarto piano,
come un’era adulta, ma più sotto
era l’antro dei sogni dell’infanzia.
Non era addio ma arrivederci, a più tardi,
l’amica era la vita e libertà
                             di affetto adolescente
che ti porta via piano, e va lontano,
in fiaba eterna
di una piccola me contenta,
come l’entrare e uscire da una porta,
una soltanto q u e l l a
perché un padre aspetta, al piano
che non s’apre più
aspettava stava.

Ora il salto dei piani si è smarrito,
l’ascensore scende direttamente
al pian terreno in un’uscita sola,
nessuno abita né solitario attende
alcuna voce dice,
È tardi va’ a dormire, oppure,
Cosa vuoi per pranzo l’indomani.
Alcuno a notte lascia letterine scritte
in uno stampatello chiaro, di grafia leggera,
messaggi d’amore delicati dove
sentirsi al centro della vita,
non già più in salita, ma una mano
che entra nella tua soave, piano.

Maria Pia Quintavalla


 
Kersenbloesem - foto di soleá

14 febbraio 2012

Due cure per l’amore



Prima:
Non vederlo. Non chiamarlo, né scrivergli una lettera.
Seconda:
Piú semplice. Impara a conoscerlo meglio.


Wendy Cope
 

13 febbraio 2012

Nebula Camozzi - foto di Maria Cecilia Camozzi

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Artista sinestetica - ricercatrice di verità