15 gennaio 2017

il sepolcro




ed ecco ci siamo tutti riuniti l'intera famiglia
quando gli inservienti del cimitero hanno reciso
un raggio incerto dietro l'ultimo di noi
ci siamo rincontrati come negli ultimi tempi
del gioco in borsa
delle corse in carrozza
dei balli domenicali al club fuori città
siamo coricati sul pavimento duro
sotto una coppa di marmo
pesante per le foglie secche e l'acqua piovana
comunque in compagnia dignitosa
a destra un magnate dello zucchero
a sinistra un tenore d'opera
non sentiamo l'acqua che scorre il vento che sibila ma
a volte in una notte sorda tremiamo
quando i giovani intonano una canzone indolente
ritornando nei sobborghi operai
a ora tarda dal ballo



Jurij Andruchovic

13 gennaio 2017

Dreamlike and Surreal Photography by Viktor Dikanchev

12 gennaio 2017

23


Se noi vivessimo
quanto la rosa, con la sua intensità,
il profondo profumo dei corpi
sarebbe maggiore.

Ah, breve, intensa vita
di un giorno eterno di rose,
sei passato per la casa
uguale, uguale, uguale
a una meteora ferita, fragrante
di bellezza e verità.

L'orma che hai lasciato è un abisso
di rose disfatte
ove un profumo persistente spinge
i nostri corpi ad andare lontano
.



Miguel Hernández

11 gennaio 2017

Snowy forest - photo by ginaups. (http://ift.tt/2ftIjWz

10 gennaio 2017

tramonto al pascolo  - photo by Maria Cecilia Camozzi

9 gennaio 2017

Se una tua mano schiva la sventura,
Con l’altra mano scopri
Che non è il tutto se non di macerie.

È sopravvivere alla morte, vivere?

Si oppone alla tua sorte una tua mano,
Ma l’altra, vedi, subito t’accerta
Che solo puoi afferrare
Bricioli di ricordi.


                                   Giuseppe Ungaretti



photo by Cecilemoli

8 gennaio 2017

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono cosí e non si possono spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine cosí, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.


Pierluigi Cappello

7 gennaio 2017

Trees - photo by SejmenovicMevludin

6 gennaio 2017

23

Se noi vivessimo
quanto la rosa, con la sua intensità,
il profondo profumo dei corpi
sarebbe maggiore.

Ah, breve, intensa vita
di un giorno eterno di rose,
sei passato per la casa
uguale, uguale, uguale
a una meteora ferita, fragrante
di bellezza e verità.

L'orma che hai lasciato è un abisso
di rose disfatte
ove un profumo persistente spinge
i nostri corpi ad andare lontano
.




Miguel Hernández

5 gennaio 2017

Reflection shot from Hollufgård, Odense - photo by heinrich71

3 gennaio 2017

2 gennaio 2017

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Utopia, Italy
Artista sinestetica - ricercatrice di verità