6 dicembre 2005

Nuova scoperta nello studio delle balene

Sfruttando la Convenzione IWC (Commissione Baleniera Internazionale), che permette agli stati di cacciare balene per legittimi scopi scientifici, il Giappone uccide, ogni anno, oltre 500 balene per “fini di ricerca”. Purtroppo la caccia continua anche a scopi puramente commerciali essendo la carne di balena un alimento pregiato nella cucina giapponese.
Da oggi, però, gli scienziati giapponesi devono fare i conti con una nuova scoperta che permetterebbe di studiare il contenuto dello stomaco di balena senza uccidere l’animale.
La scoperta viene dall’Australia e mette in pericolo l'alibi della "caccia scientifica" suggerendo l'analisi del DNA delle feci come alternativa non-letale per studiare questi grossi mammiferi del mare.
Secondo lo scienziato Nick Gales dell’ Australian Environment Department's Antarctic Division attraverso lo studio del DNA nelle feci di balena è possibile risalire a cosa ha mangiato l’animale, ai parassiti intestinali di cui è portatore e addirittura al sesso e all’identità dell’animale stesso.
I Giapponesi però discutono sul fatto che restono ancora molti aspetti che possono essere studiati solo uccidendo l’animale e che comunque bisogna controllare il numero delle balene perché mangerebbero troppi pesci alterando così l’ecosistema marino.
Ma Gales è irremovibile: "raccogliere informazioni attraverso il DNA delle feci può essere un processo lungo e laborioso" (le feci di balena rimangono sospesi sulla superficie dell’acqua sotto forma di una sottile schiuma marrone e per raccoglierle è necessario avvicinarsi all'animale mentre risale in superficie). "Ma, rispetto all'uccisione dell'animale è un processo più semplice, e sicuramente, "continua Gales " è meno dispendioso”.

http://www.archibio.com

foto di Yann Arthus Betrand

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