mani - foto di Maria Cecilia Camozzi
Non sono più silenziosi
gli specchi
né più furtiva è l’alba avventurosa
sotto la luna sei quella pantera
che ci è dato di scorgere
da lontano
per forza indecifrabile
di un decreto
divino ti cerchiamo vanamente
più remoto del gange
e del ponente
tua è la solitudine tuo il segreto
la tua schiena condiscende
alla lenta carezza della mia mano
hai tollerato fin da un’eternità
ch’è quasi l’oblio ormai
l’amore della mano diffidente
in altro tempo sei
sei il padrone di un ambito sbarrato
come un sogno
jorge luis borges
a un gatto

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