Somos gotas de rocío,
agua que colma, suspiro del mundo..
lluvia que, cayendo, se reconcilia
entre las laderas de la memoria
y los recuerdos inmutables.
Somos gotas de océano profundo,
templo y guardián de voces arcanas,
de paz y silencio más allá de la mirada,
y nuestra esencia se difumina…
con una sonrisa en el sol.
Maria Cecilia Camozzi
Néger fiúk a Tanganyika-tó partján (Kongó, 1931) - foto di Martin Munkácsi

Muchisimas gracias, Rafa.
RispondiEliminaEse poema fue escrito en italiano y después en castellano. Me gustaria poder traducir todas mis poesias, pero son demasiado dificiles!
:-) Mac
Grazie per il tuo scritto. E' molto interessante. Non sapevo di questo fenomeno dei "bambini d'acqua" nati durante i monsoni. E mi fa venire in mente un'altra cosa. Spesso quando si è a stretto contatto con la morte (come chi lavora negli ospedali), si accentuano i rapporti interpersonali. Non è solo la mancanza di televisione, ma una forma dell'evoluzione che scatena una forma di sopravvivenza genetica.
RispondiEliminaciao, guapo!