A te si arriva solo
attraverso te. Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come
avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro
che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso
che esilio, che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai. Ma io
non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.
Pedro Salinas

foto/grafica di Maria Cecilia Camozzi
¡Hermosa composición gráfica MaC!
RispondiEliminaUn abrazo de Domingo.
Muchas gracias, eritia!
RispondiEliminaA mi me gusta también el poema de Salinas (en italiano, esta vez, asì que alguien puede comprender mejor).
Buon domingo a ti,
Mac