30 settembre 2007

Bisanzio o Istanbul?

La caduta di Bisanzio

Il vento trascina città,
sgretola torri, morde bastioni,
disperde in polvere gli eserciti.
Il calore della sabbia lacera i sandali.
Hanno chiesto l’origine al vento
e il fuoco danzava sulle scapole.

I mistici hanno occhi vermigli.
Metti la lingua nella brace dei mistici,
e muoverai le sorgenti dei secoli.

Lorenzo, ho sognato la tua schiena
disfarsi lenta sulla graticola,
come mille torce di carne
sui giri concentrici al Colosseo.
E un calore di pari misura
scorticare l’ossessione,
il paradigma del poema,
la perfezione delle pagine.

Ritorna la spirale del fuoco,
la cortina alzata dalle batterie:
gli spezzoni incendiari forano
le vetrate delle cattedrali;
col fosforo hanno preso le città,
l’acido è sceso sulle palpebre
smuovendo le carni dai teschi.

Se un elemento intreccia il desiderio
ha il delirio del fosforo bianco
della dentiera urticante dei gas,
del bisturi che separa la carne,
dell’aria sopra gli altiforni,
della fornace che muove i piroscafi.

In questo rovescio di fiamme
tra colonne di bitume e crateri
oggi a Bisanzio si conclude la storia.

Alessandro Rivali




Basilica Cisterna (Istanbul) - foto di Maria Cecilia Camozzi

1 commento:

  1. EL LLANTO DE LOS IMPERIOS

    Llévame, amor, a la belleza.

    Llévame a donde los continentes se separan,
    allí donde mueren los imperios,
    a donde nace el oro entre la hierba.

    Llévame al estrecho que con cadenas
    unió el oriente y el occidente,
    a la ciudad de los tres nombres,
    al calor de Solimán y Constantino.

    Llévame a la primera universidad del mundo,
    a la divina sabiduría,
    a los prodigios de sus piedras religiosas,
    a los rincones más hermosos del tiempo.

    Llévame a las cúpulas redondas,
    a la cruz y a la media luna,
    a las torres, a los palacios y a las mezquitas.

    Llévame al pan y al queso fresco,
    a la luz del sol cuando se pone
    y a la misma luz que me despierta.

    Llévame, amor, a ese lugar,
    que yo quiero ir allí contigo
    para ver llorar a los imperios,
    a Bizancio, Constantinopla y Estambul juntas,
    llenando el Bósforo de lágrimas,
    porque nunca podrán igualar tu belleza.

    RAFAEL REYES LÓPEZ DE NEIRA
    08/11/06

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Archivio blog