9 settembre 2007

La fotografia... come ricerca spirituale

Un oggetto o un corpo dall’aspetto comune, se osservati con vera attenzione, si trasformano in qualcosa di sacro. La macchina fotografica può rivelare i segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono, sparisce tutto tranne quello che viene messo a fuoco con l’obiettivo. La fotografia è un esercizio d’osservazione e il risultato è sempre un colpo di fortuna: tra le migliaia di negativi che riempiono diversi cassetti del mio studio quelli eccezionali sono veramente pochi. La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà. Alcune volte, mentre lavoro su un’immagine nella mia camera oscura, fa la sua comparsa l’anima di una persona, l’emozione di un evento o l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di felicità e libero il pianto, non riesco a farne a meno.

Isabel Allende, da “Ritratto in seppia”




Between the people (Jane Goodall) - foto di maria cecilia camozzi

3 commenti:

  1. Mc, un magnífico “Ritratto in seppia”. Claro, el tuyo.

    Baccio

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  2. Muchisimas gracias! Esta es la versio seppia, pero me gusta mucho el encuadre y la expresion del rostro de la profesora Goodall.

    Abrazos

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  3. ¡Que lindo retrato, MaC!.
    En efecto, es un bello y original encuadre y el rostro de la profesora tiene la luz plácida de la sabiduria (que debería venir con los años).

    Abrazos de domingo.

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