17 gennaio 2008

IL MIO CREDO

Io non scelgo di essere un uomo comune.
E’ mio diritto di non essere comune… se posso.
Io cerco la mia realizzazione… non la sicurezza servile.
Non desidero essere un cittadino mantenuto, avvilito e intorpidito, per aver lasciato che lo stato o altri provedessero a me.
Voglio correre il rischio calcolato; per sognare e costruire, per fallire ed avere successo.
Mi rifiuto di barattare la mia libertà scelta con dell’elemosina.
Preferisco le sfide della vita ad una esistenza garantita.
La gioia del costante superamento alla calma stantia dell’abitudine.
Non rinuncerò mai alla mia libertà per della beneficenza, né alla mia dignità per un regalo.
Non mi inginocchierò mai davanti a nessun padrone fuorché al mio Dio, né mi piegherò di fronte a minaccia alcuna.
E’ nella mia Umanità stare eretto, consapevole e vivo; per pensare e agire per conto mio; godere dei benefici delle mie creazioni e guardare il mondo in faccia, tranquillamente e dire;
“Questo l’ho fatto io”.
Tutto ciò significa essere un uomo.

Rudyard Kipling



Silver on red leaf - foto di Maria Cecilia Camozzi

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