Il mio amico Bruno se n’andava
da bambino in bicicletta cantando
in una lingua che non c’è.
Gli piaceva che la gente che passava
lo credesse sempre uno straniero.
Io, con la gran coperta del letto dei miei
sulle spalle, da bambino mi credevo re,
in cucina ricevevo personaggi,
decidevo le guerre e le paci,
facevo politica mondiale.
Questa storia è andata a finir bene
perché non è finita: non abbiamo
più smesso di giocare.
Roberto Pazzi
Da Il re, le parole (Manduria, Lacaita, 1980)

Prima, al traguardo - foto di Maria Cecilia Camozzi
da bambino in bicicletta cantando
in una lingua che non c’è.
Gli piaceva che la gente che passava
lo credesse sempre uno straniero.
Io, con la gran coperta del letto dei miei
sulle spalle, da bambino mi credevo re,
in cucina ricevevo personaggi,
decidevo le guerre e le paci,
facevo politica mondiale.
Questa storia è andata a finir bene
perché non è finita: non abbiamo
più smesso di giocare.
Roberto Pazzi
Da Il re, le parole (Manduria, Lacaita, 1980)

Prima, al traguardo - foto di Maria Cecilia Camozzi
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