5 febbraio 2008

E' già mattino
e non c'è ancora luce.
Mia madre s'è già alzata.
Le cose che la notte
ha anchilosato
svegliano piano
il sonno della casa.
Sono sbadigli piccoli
ancora sul cuscino,
il brivido dell'acqua,
la maniglia,
il gorgoglio del bricco,
la spazzola che imbianca
i tuoi capelli.
Inspiro - espiro.
(I piccoli rumori
descrivono il silenzio.
La soglia del contrario
dall'opposto.
Notte e giorno).
Il fiammifero striscia ciabatte
e sbatte l'anta
del latte condensato.
Espiro - inspiro.
Qual è il cuore che batte
dentro i miei occhi chiusi?

Pietro Bruno




Waiting for a miracle - foto di DriveByPhotographer

2 commenti:

  1. Mi è piaciuta molto la tua poesia. Ho messo un link su un sito che ho aperto sul latte condensato. Quando si passa una certa età, si diventa un po' nostalgici e crepuscolari ( vabbè adesso esagero).
    Spero non ti dispiaccia del link.
    Ciao, g.

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  2. Se ti riferisci a questa qui sopra, non è mia la poesia ma di Pietro Bruno. :-)
    Grazie per la visita e per il link,
    Mac

    RispondiElimina

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