E' già mattino
e non c'è ancora luce. Mia madre s'è già alzata. Le cose che la notte
ha anchilosato
svegliano piano
il sonno della casa.
Sono sbadigli piccoli
ancora sul cuscino,
il brivido dell'acqua,
la maniglia,
il gorgoglio del bricco,
la spazzola che imbianca
i tuoi capelli. Inspiro - espiro. (I piccoli rumori
descrivono il silenzio.
La soglia del contrario
dall'opposto.
Notte e giorno). Il fiammifero striscia ciabatte
e sbatte l'anta
del latte condensato. Espiro - inspiro. Qual è il cuore che batte
dentro i miei occhi chiusi? Pietro Bruno

Waiting for a miracle - foto di DriveByPhotographer
Mi è piaciuta molto la tua poesia. Ho messo un link su un sito che ho aperto sul latte condensato. Quando si passa una certa età, si diventa un po' nostalgici e crepuscolari ( vabbè adesso esagero).
RispondiEliminaSpero non ti dispiaccia del link.
Ciao, g.
Se ti riferisci a questa qui sopra, non è mia la poesia ma di Pietro Bruno. :-)
RispondiEliminaGrazie per la visita e per il link,
Mac