30 marzo 2008

Liberi dai veleni

Siamo avvolti da nuvole di chimica. Nell’aria, negli ambienti in cui viviamo, sui campi agricoli, nei cibi che apparecchiamo in tavola. Sono 80.000 le sostanze chimiche prodotte e poi immesse sul pianeta

18 marzo 2008. Alcuni composti li conosciamo da tempo, di altri ignoriamo gli eventuali effetti negativi. Una cosa è certa: permangono al nostro interno per anni e anni. Li immagazziniamo nei gesti abituali, nella vita di tutti i giorni.

Sul finire del 2006 il giornalista statunitense David Ewing Duncan si è fatto prelevare 14 fiale di sangue per testare la presenza di sostanze chimiche nel suo sangue. I risultati, pubblicati sulla prestigiosa rivista americana National Geographic (anche nella versione italiana) hanno riservato non poche sorprese. Il primo momento della contaminazione avviene attraverso la placenta e il cordone ombelicale e coinvolge parte della zavorra chimica depositata nel corpo della madre; altre molecole indesiderate, i pesticidi ad esempio, arrivano attraverso il latte materno. Anche il momento dei primi giochi è a rischio, a causa degli ambienti inquinati e del contatto con giocattoli con sostanze chimiche. In età adulta si aggiungono altri pericoli: profumi e shampoo contengono ftalati, composti che fanno parte dei famigerati Pops (Persistant Organic Pollutant), sostanze organiche e persistenti che possono determinare la perdita della fertilità, lesioni al sistema riproduttivo, possibile cancro dei testicoli, delle ovaie e del seno.

Il ruolo dell’alimentazione nella contaminazione globale di inquinanti è considerevole. Lo afferma un rapporto del Wwf secondo cui ben 119 sostanze tossiche appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici sono state rinvenute in 27 campioni di alimenti di largo consumo provenienti da 7 paesi europei. Il dossier del WWF “La catena della contaminazione globale: il ruolo dell’alimentazione" ci dice che la principale via di esposizione alle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l’alimentazione. La “catena di contaminazione” è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo: dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani.

L’ultima minaccia degli insetticidi vecchi e nuovi riguarda le api, che stanno subendo una vera e propria decimazione in tutto il mondo. In particolare i neonicotinoidi utilizzati nella concia delle sementi si sono dimostrati pericolosissimi per le api. In Francia sono stati messi al bando e in non pochi Paesi si sta riprendendo in esame la loro autorizzazione di vendita.

Per salvare le api, l’ambiente e il consumatore dal bombardamento degli agrochimici che finiscono negli alimenti è giunto il momento di impegnarsi in prima persona. Apitalia promuove la sottoscrizione di un appello, sarà poi diffuso e presentato alle autorità. Chiede una normativa più efficace sulle sostanze chimiche. Chiede parlamentari europei il bando delle sostanze più pericolose e l’applicazione del principio di precauzione. L’imperativo è che siano fissati requisiti severi per i produttori per garantire trasparenza d’informazione su tali sostanze.

A cura di Massimo Ilari e Alessandro Tarquinio,
in collaborazione con Vita & Salute

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Archivio blog