Lento il respiro
amoroso al mio fianco.
Iridi gialle.
al mio gatto Nio
Maria Cecilia Camozzi
my love - foto di Maria Cecilia Camozzi Bozzani
"Pregunta una cosa y serás ignorante durante unos minutos, no la preguntes y lo serás siempre"
Lento il respiro
amoroso al mio fianco.
Iridi gialle.
al mio gatto Nio
Maria Cecilia Camozzi
L'origine organica dei sogni:
| Segni di eccesso | Sogni tipici |
| Dello Yin | Attraversare luoghi con acqua, guadi |
| Dello Yang | Fuochi, ustioni e bruciature |
| Di Yin e Yang | Grandi massacri |
| Energia in alto | Volare |
| Energia in basso | Cadere |
| Fegato | Collera, ira |
| Polmone | Paure, lamenti, ci si sente ondeggiare come portati dal vento |
| Cuore | Risa o timore |
| Milza | Gente che canta, sensazione di corpo pesante e difficoltà a muoversi |
| Rene | Rigidità, blocco dorsale |
| Fame | Rubare o prendere |
| Sazietà | Fare offerte |
| Segni di deficit | Sogni tipici |
| Cuore | Montagne di fuoco |
| Fegato | Foreste e boschi |
| Milza | Luoghi umidi, stagni, zone desolate e battute dal vento e dalla pioggia |
| Rene | Immergersi nell’acqua |
| Stomaco | Cibi e bevande |
| Intestino Crasso | Campi lavorati, campagne |
| Intestino Tenue | Strade affollate, incroci con tanta gente |
| Vescica Biliare | Suicidio |
| Vescica e Retto | Urine o feci |
| Polmone | Volare o visioni di metalli straordinari |
| Alle gambe | Si vuole camminare ma non si riesce a muoversi. |
Tabella tratta da Diagnosi Shiatsu, di Franco Bottalo. Xenia Edizioni.




Il rosmarino è una pianta che sottovalutiamo spesso.
Lo usiamo principalmente per condire i nostri piatti, oppure per adornare i nostri balconi, per la bellezza dei suoi fiori di un intenso color lilla.
Eppure, non dobbiamo mai dimenticarci che questa erba aromatica (Rosmarinus officinalis) ha tante proprietà terapeutiche che possono esserci utili per risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni.
Uno dei modi migliori per assumerlo è l'infuso (un cucchiaino in acqua bollente per 10 minuti).
Tra le sue virtù: è uno stimolante, buono nei casi di astenia e debolezza generale, per alleviare lo stress da superlavoro fisico e intellettuale. E' antinevralgico.
Ha proprietà antisettiche, ha un buon effetto sugli stati influenzali e febbrili, calma l'apparato respiratorio nei casi di asma e tosse.
Agisce sull'apparato digerente: è colagogo (facilita la produzione della bile), stomachico (facilita la digestione), carminativo (aiuta i movimenti peristaltici).
Ha un buon effetto, infine, anche sull'apparato osseo, come antireumatico (sia come infuso che come decotto).
Nelle persone che invece hanno paura di rimirarlo, il problema di fondo da affrontare non è il sole di per sé, ma le errate concezioni che se ne hanno, in particolare una errata concezione dei metodi di cura della vista basati sul rilassamento che leggiamo nei libri originali del Sistema Bates™, o nei libri o nei siti fuorvianti che si ispirano solo nominalmente al medico americano ma propagandano altri metodi o terapie che nulla hanno a che fare con esso.
Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all’incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: «Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo ... Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio». Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo
stupefacente esempio, spiega Sacks, è solo una particolare variante del prodigio di «neurogamia», che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso ‘si sposa’ a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica. Presentando questo e molti altri casi con la consueta capacità di immedesimazione, in Musicophilia Sacks esplora la «straordinaria forza neurale» della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello. Allucinazioni sonore, amusia, disarmonia, musicolessia: da quali inceppi nella connessione a due vie fra sensi e cervello sono causate| Come sempre l’indagine su ciò che è anomalo getta luce su fenomeni di segno opposto: l’orecchio assoluto, la memoria fonografica di alcuni, l’intelligenza musicale in generale e soprattutto l’amore per la musica – un amore che può divampare all’improvviso, come nel memorabile caso del medico che, colpito da un fulmine, nei mesi successivi alla tremenda scossa viene assalito da un «insaziabile desiderio di ascoltare musica per pianoforte». Grazie alle vive testimonianze dei pazienti di Sacks ci troviamo così a riconsiderare in una nuova prospettiva appassionanti interrogativi e assistiamo ai successi della musicoterapia su formidabili banchi di prova quali l’autismo, il Parkinson, la demenza. Dai misteriosi sogni musicali che ispirarono Berlioz, Wagner e Stravinskij, alla possibile amusia di Nabokov, alla riscoperta dell’«enorme ma spesso trascurata importanza di avere due orecchie»: ogni storia cui Sacks dà voce illumina uno dei molti modi in cui musica, emozione, memoria e identità si intrecciano, e ci definiscono.
Vorrei concentrarmi sulla lavorazione del cacao, lunga e complessa. Innanzitutto occorre premettere che l'albero del cacao, chiamato Theobroma, è molto fragile, difatti non cresce ad una distanza superiore ai 1500 chilometri dall'equatore, non riesce a sopportare temperature inferiori ai 16°C ed inoltre richiede un'umidità superiore a 75-80% per tutto l'anno.
Il frutto ha una forma oblunga e cresce direttamente sul tronco e sui rami. All'interno si trovano dai 30 ai 40 semi amari immersi in una polpa dolce e succosa.
È particolare il fatto che l'unico modo per aprire i frutti sia dato dalla golosità delle scimmie. Difatti esse, per poter mangiare la polpa del cacao sono costrette a separarla dai semi amari, lasciandoli poi sul terreno.
La raccolta dei semi avviene due volte l'anno, prima e dopo la stagione delle piogge. Il frutto presenta un guscio molto duro che, per essere spaccato, ha bisogno di un colpo netto di machete.
I semi estratti, chiamati "fave", vengono fatti fermentare. Questa è una fase importante, le fave devono essere mosse ogni giorno per far si che i batteri e i lieviti, attraverso delle reazioni chimiche, eliminino in parte l'amaro presente nei semi e sviluppino gli aromi, ben oltre 500, presenti nel cacao. Il periodo della fermentazione varia dai 3 ai 6 giorni.
La fase successiva consiste nell'essiccazione delle fave, che possono essere esposte al sole oppure fatte passare attraverso flussi di aria calda. Durante questo processo le fave perdono metà del loro peso.
Dopo aver ottenuto quello che viene chiamato il "cacao verde", esso viene inviato ai compratori che dovranno controllarlo, pulirlo da eventuali impurità e spedirlo per la tostatura. Prima di essere tostate, però, le fave devono essere selezionate in base alla grandezza, perché quelle più grandi avranno bisogno di un tempo maggiore di tostatura.
Un'altra fase molto importante è la tostatura. È in questa fase, infatti, che il cacao sviluppa appieno il suo aroma. Gli operatori hanno un compito molto delicato, perché occorre tener conto di diversi fattori quali le diverse caratteristiche delle varietà di cacao, il contenuto di tannini, il grado di umidità e il tipo di prodotto che si vuole ottenere.
La temperatura può variare tra i 100 e i 150 °C. Una tostatura eccessiva rende il caco amaro, mentre una insufficiente acido e astringente.
Successivamente il cacao viene raffreddato, sgusciato, frantumato, pulito ed infine macinato.
A questo punto, sono i "maghi" delle miscele che riescono ad ottenere una sostanza che ha poco a che vedere con il prodotto grezzo. Solitamente mescolano 8-10 cacao diversi per arrivare ad ottenere una qualità costante. Quello che si ottiene è la "pasta di cacao" che è costituita per metà del suo peso di grasso di cacao.
Per ottenere il "burro di cacao" si sottopone la pasta di cacao ad un'enorme pressione e a un forte calore all'interno di cilindri. Da questa lavorazione si ottiene, oltre al burro di cacao, anche una parte meno grassa chiamata panello o torta di cacao.
Siamo arrivati ad avere un prodotto semilavorato. Infatti la successiva lavorazione sarà differente a seconda che se si desideri ottenere il cacao in polvere o il cioccolato.
Per ottenere la polvere di cacao si lavora il panello in mole fino a renderlo in grani finissimi, tali da potersi sciogliere nei liquidi, disperdendosi senza lasciare alcuna sedimentazione.
Per ottenere il cioccolato il processo è più laborioso. Ve ne scriverò in un prossimo post, aggiungendo qualche curiosità su questo delizioso alimento ;-)
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Fonte delle informazioni Cacao - I sapori della salute - A cura di Olidea - Urra Editore
TOKYO, 8 aprile 2008 - Il profumo corre nell'etere in Giappone, e si scarica direttamente sul telefono cellulare. E' l'ultima trovata hi-tech del gestore mobile Ntt DoCoMo, che ha annunciato a Tokyo l'avvio sperimentale del nuovo servizio rilassante di 'tele-fragranza'. Il funzionamento del servizio, battezzato non a caso 'comunicazione mobile profumata', avviene mediante uno speciale sito per cellulari che fornisce file video-musicali con annesso aroma, che, secondo gli ideatori, dovrebbe associarsi al file multimediale in riproduzione e trasmettere una sensazione di relax. 


