28 aprile 2008

Una cura da... sogno

Con la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) possiamo riconoscere le patologie da cui siamo affetti esaminando non solo il nostro corpo ma anche... i sogni!


Tutti sogniamo. C'è chi ricorda maggiormente i propri sogni, chi meno, chi ne sfrutta il significato per prevedere il futuro e chi non vi dà peso.
Tuttavia, pochi sanno che i sogni possono essere un valido aiuto nella diagnosi in Medicina Cinese.

Secondo la MTC, infatti, i sogni sarebbero una diretta manifestazione degli Shen (ossia della vibrazione energetica più pura) dei vari organi, in particolare del Cuore, che presiede all'alternanza armoniosa tra sonno e veglia.
Individuare sogni ricorrenti permette al terapeuta di controllare l'equilibrio energetico del paziente.

Ad esempio, sognare di ridere o di provare timore è ricollegato all'eccesso di energia dell'organo Cuore, mentre montagne di fuoco ne indicano il deficit; così, sentirsi ondeggiare come portati dal vento indica eccesso di energia di Polmone, mentre sognare di volare o vedere in sogno metalli preziosi ne indica il deficit.

Gli esempi possono essere molti; è quindi importante, se si sceglie l'approccio terapeutico della medicina cinese, trascrivere sempre i propri sogni per individuare quelli che possono aiutarci nella terapia.

Chiara Boracchi


L'origine organica dei sogni:


Segni di eccesso

Sogni tipici

Dello Yin

Attraversare luoghi con acqua, guadi
e stagni con una certa paura

Dello Yang

Fuochi, ustioni e bruciature

Di Yin e Yang

Grandi massacri

Energia in alto

Volare

Energia in basso

Cadere

Fegato

Collera, ira

Polmone

Paure, lamenti, ci si sente ondeggiare

come portati dal vento

Cuore

Risa o timore

Milza

Gente che canta, sensazione di corpo

pesante e difficoltà a muoversi

Rene

Rigidità, blocco dorsale

Fame

Rubare o prendere

Sazietà

Fare offerte


Segni di deficit

Sogni tipici

Cuore

Montagne di fuoco

Fegato

Foreste e boschi

Milza

Luoghi umidi, stagni, zone desolate e battute

dal vento e dalla pioggia

Rene

Immergersi nell’acqua

Stomaco

Cibi e bevande

Intestino Crasso

Campi lavorati, campagne

Intestino Tenue

Strade affollate, incroci con tanta gente

Vescica Biliare

Suicidio

Vescica e Retto

Urine o feci

Polmone

Volare o visioni di metalli straordinari

Alle gambe

Si vuole camminare ma non si riesce a

muoversi.

Tabella tratta da Diagnosi Shiatsu, di Franco Bottalo. Xenia Edizioni.

27 aprile 2008

C'è un uomo nel caffé!

Sì, c'è un uomo nel caffè.

Se lo trovate in 30 secondi, avete uno sguardo molto rapido.
Se avete bisogno di un minuto - un minuto e mezzo, è normale.
Se necessitate più di tre minuti, siete un po' lenti.

(c’è davvero, non vi sto prendendo in giro).


26 aprile 2008

Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni

Se avessi del cielo le vesti ricamate,
Di argentea e dorata luce inghirlandate,
La veste blu, quella pallida e quella oscura
Della notte e del giorno e della sera quasi buia,
Io le distenderei sotto i tuoi piedi:
Ma, essendo povero, non ho che i miei sogni.

E i miei sogni ho disteso sotto i tuoi piedi;
Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni.


William Butler Yeats



il lago dei cigni 2 - foto di Maria Cecilia Camozzi

25 aprile 2008

Destino del Poeta

¿Palabras? Sí, de aire,
y en el aire perdidas.

Déjame que me pierda entre palabras,
déjame ser el aire en unos labios,
un soplo vagabundo sin contornos
que el aire desvanece.

También la luz en sí misma se pierde.

Octavio Paz



golden pear -
foto di borealnz

23 aprile 2008

Figli della fortuna


Quante volte ci siamo incontrati
come accade a stranieri per la via:
figli della fortuna ignari, entrati
dalla porta del cielo per magia.

Sara Teasdale




foto dal web

22 aprile 2008

Esempio


Il tuono percorre la pianura
nasconde il cielo tutti i suoi uccelli
Sole scorticato
sotto la sua ultima luce
le pietre sono più pietre che mai.

Mormorio di incerti fogliami
come ciechi alla ricerca della strada
Fra pochi istanti
acqua e notte saranno un solo corpo.

Octavio Paz




21 aprile 2008

Sera

Così presto il giuoco s’interrompe.
Sorridevamo, era leggiadra, e dopo
son rimasto con questa, che trabocca,
malinconia più cara delle stesse
ore di gioia o meno, non so dire.
Nel tramonto che non vuol più morire
lascia che sia la brezza a riportarmi
l’immagine di te forse più vera,
lasciami solo ai miei pensieri, l’Arno
è un fiume triste stasera.

Alessandro Parronchi



Livorno, Terrazza Mascagni - foto di Stratoblaster

20 aprile 2008

“La miglior scuola dove un giovane possa apprendere che il mondo non è privo di senso, è la diretta frequentazione della natura”

Prof. Konrad Zacharias Lorenz



Konrad Lorenz e le ochette

19 aprile 2008

Apro le finestre al giorno,
e lì t'immortalo fra le abitudini di chi è stanco.

Non un cenno
cattura la tua presenza,
ne' chiede voce
al perché della polvere.

Fra la timidezza del sole
e il balcone,
ombre di fiori emanano

gli antichi odori.



Beatrice Niccolai




foto di Maria Cecilia Camozzi

18 aprile 2008

Di giallo e bianco

i prati punteggiati

a primavera


Rigel



Nothing looks the way you dream it... - foto di tokyololas

17 aprile 2008

EL LLANTO DE LOS IMPERIOS

Llévame, amor, a la belleza.

Llévame a donde los continentes se separan,
allí donde mueren los imperios,
a donde nace el oro entre la hierba.

Llévame al estrecho que con cadenas
unió el oriente y el occidente,
a la ciudad de los tres nombres,
al calor de Solimán y Constantino.

Llévame a la primera universidad del mundo,
a la divina sabiduría,
a los prodigios de sus piedras religiosas,
a los rincones más hermosos del tiempo.

Llévame a las cúpulas redondas,
a la cruz y a la media luna,
a las torres, a los palacios y a las mezquitas.

Llévame al pan y al queso fresco,
a la luz del sol cuando se pone
y a la misma luz que me despierta.

Llévame, amor, a ese lugar,
que yo quiero ir allí contigo
para ver llorar a los imperios,
a Bizancio, Constantinopla y Estambul juntas,
llenando el Bósforo de lágrimas,
porque nunca podrán igualar tu belleza.

RAFAEL REYES LÓPEZ DE NEIRA
08/11/06



E' già domani - foto di **Elle**

16 aprile 2008

FESTA

Le cose stanno distese;
ma, all'improvviso, si levano,
e, in processione splendente,
entrano, cantando, nella mia anima.

Juan Ramon Jiménez



Monica Bellucci, Paris '96 - foto di Bruno Bisang

15 aprile 2008

Rosmarino delle meraviglie

E' una delle erbe aromatiche più diffuse, più profumate e più belle: parliamo del rosmarino, che oltre ad insaporire i nostri piatti ha anche tante proprietà curative. Da bere

Il rosmarino è una pianta che sottovalutiamo spesso.
Lo usiamo principalmente per condire i nostri piatti, oppure per adornare i nostri balconi, per la bellezza dei suoi fiori di un intenso color lilla.

Eppure, non dobbiamo mai dimenticarci che questa erba aromatica (Rosmarinus officinalis) ha tante proprietà terapeutiche che possono esserci utili per risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni.

Uno dei modi migliori per assumerlo è l'infuso (un cucchiaino in acqua bollente per 10 minuti).

Tra le sue virtù: è uno stimolante, buono nei casi di astenia e debolezza generale, per alleviare lo stress da superlavoro fisico e intellettuale. E' antinevralgico.

Ha proprietà antisettiche, ha un buon effetto sugli stati influenzali e febbrili, calma l'apparato respiratorio nei casi di asma e tosse.

Agisce sull'apparato digerente: è colagogo (facilita la produzione della bile), stomachico (facilita la digestione), carminativo (aiuta i movimenti peristaltici).

Ha un buon effetto, infine, anche sull'apparato osseo, come antireumatico (sia come infuso che come decotto).

Chiara Boracchi

La prigione interiore

Furore muto

la prigione del corpo,

bandiera bianca


Maria Cecilia Camozzi



L'immagine “http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/Carla%20Bruni%20in%20primo%20piano.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Carla Bruni Sarkozy

14 aprile 2008

Sun-Gazing

Con il ritorno della bella stagione, molti di noi possono ricominciare la eccezionale pratica di guarigione denominata “sun-gazing”, ossia “rimirare il sole”

di Rishi Giovanni Gatti – 9 aprile 2008

Chi ha vista normale, o perfetta, o abbia già iniziato il trattamento “senza occhiali” del Dott. Bates secondo i suoi metodi originali, potrà osservare il sole senza particolari precauzioni, cominciando negli orari meno “impegnativi”, cioè quando è ancora piuttosto basso all’orizzonte. Chi invece porta occhiali da vista o ha vista marcatamente difettosa, deve usare discrezione e cominciare, una volta rimossi gli occhiali, con pochi secondi, guardando lontano dal sole e col tempo avvicinandosi gradualmente, per poi attraversarlo velocemente, in modo da non rischiare mai di “fermarci” sopra lo sguardo per più di un istante.

Nelle persone allenate al sole, gli effetti del rimirarlo, anche dopo giorni o settimane o mesi di assenza, si notano immediatamente: un senso di maggior pace e tranquillità, la visione presto migliorata e più serena soprattutto davanti al videoterminale, macchie solari praticamente inesistenti, se non in rapidissime apparizioni che coincidono ai momenti in cui involontariamente e inconsciamente si fissa lo sguardo su una cosa qualsiasi.

Nelle persone che invece hanno paura di rimirarlo, il problema di fondo da affrontare non è il sole di per sé, ma le errate concezioni che se ne hanno, in particolare una errata concezione dei metodi di cura della vista basati sul rilassamento che leggiamo nei libri originali del Sistema Bates™, o nei libri o nei siti fuorvianti che si ispirano solo nominalmente al medico americano ma propagandano altri metodi o terapie che nulla hanno a che fare con esso.


Per riassumere, aver paura del sole e dei danni che esso può fare all’occhio significa non capire che l'occhio NON ha un grande ruolo nella visione. Credere che l'occhio faccia quasi tutto quello che c'è da fare nel vedere è credere in una cosa molto distante dalla verità, che è ben diversa.
La visione è un fatto largamente mentale, e la visione difettosa è un fatto che dipende dal livello di sforzo mentale che si esercita, inconsciamente e involontariamente, mentre si fa qualcosa pensando agli occhi. Se il sole dà fastidio, allora significa che il livello di sforzo è talmente elevato che per l'occhio è impossibile muoversi e vibrare sufficientemente per evitare che la concentrazione danneggi la retina.
Attenzione: la “concentrazione” non è quella dei raggi solari che bruciano la retina, ma è quella della mente, che tenta di pensare a un solo pensiero (la paura del sole) e di escludere tutti gli altri, cosa contraria alla fisiologia e alla psicologia dell'Uomo.

Per imparare ad evitare questa “concentrazione sulla paura”, è necessario imparare a rimirare il sole. Solo quando saremo in grado di rimirare il sole a volontà saremo capaci di esercitare il controllo mentale che mantiene perfetta la vista e sani gli occhi e il corpo nel suo insieme. Rinunciare a questa pratica significa rinunciare alla verifica definitiva e unica per sapere se una qualsiasi cura, non solo quella della vista, sta funzionando veramente oppure no: se il sole dà fastidio, la cura non sta funzionando; se il sole dà sempre meno fastidio, allora siamo sulla buona strada e ci conviene continuare.
Ciò che il praticatore deve imparare, e lo può fare solo lui, nessuno glielo può insegnare, è il COME si possa rimirare il sole traendone beneficio rapidamente senza dover passare attraverso la fase della paura di bruciarsi la retina.
L’autore di questo articolo ha raccolto, nei tanti anni di esperienza fatta, alcuni punti essenziali di seguito evidenziati:

1) usare discrezione
2) sbattere sempre le palpebre
3) non fissare mai il sole senza muovere lo sguardo, ma al contrario immaginarsi, PRIMA di guardarlo direttamente, che esso si muova, o dondoli come un pendolo o come un'altalena
4) rimirarlo regolarmente almeno ogni giorno
5) sostituirlo con una forte lampada a incandescenza se è coperto dalle nuvole
6) in caso di presenza di macchie solari, scoprire come sia possibile farle sparire facilmente mediante altri metodi originali batesiani
7) notare che la vista migliora sempre dopo averlo rimirato in modo corretto.

Per migliorare la pratica, ci sentiamo di offrire altri due suggerimenti:
a) provare ad usare un occhio alla volta, coprendo l’altro con la mano, specialmente all'inizio
b) guardare in basso e sollevare le palpebre, ed eventualmente usare la Lente Solare , se il sole davvero spaventa e non ci si sente in grado di rimirarlo direttamente sin dal principio, pratica propedeutica consigliabile a tutti.

L’autore di questo articolo sarà lieto di offrire la sua collaborazione ed amicizia a chi, lettore, vorrà sottoporgli delle domande o dei dubbi riguardo questa esperienza, sempreché il lettore stesso abbia prima letto e studiato il testo fondamentale “Vista Perfetta Senza Occhiali — Bates” pubblicato da Juppiter Consulting Publishing Company.

13 aprile 2008

Per te


Fantasy in Sugarland - foto di http://www.niemandshunde.de



Per te – forse dormi adesso in una nuvola
di sogni di lana – non scrivo solo questa poesia.
Per te trionfante, sorridente, bella,
me per te persino triste, sconfitta

(anche se non capirò mai
chi potrebbe sconfiggerti!),
per te senza fiducia né pace,
per te scrivo una poesia dopo l’altra,

come se volessi un giorno – come una tartaruga
– giungere, con l’aiuto di parole imperfette
e immagini, lì, dove tu sei già da tanto,
lì, dove ti ha portato il lampo della vita.

Adam Zagajewski

11 aprile 2008

MUSICOPHILIA

Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all’incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: «Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo ... Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio». Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo stupefacente esempio, spiega Sacks, è solo una particolare variante del prodigio di «neurogamia», che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso ‘si sposa’ a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica. Presentando questo e molti altri casi con la consueta capacità di immedesimazione, in Musicophilia Sacks esplora la «straordinaria forza neurale» della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello. Allucinazioni sonore, amusia, disarmonia, musicolessia: da quali inceppi nella connessione a due vie fra sensi e cervello sono causate| Come sempre l’indagine su ciò che è anomalo getta luce su fenomeni di segno opposto: l’orecchio assoluto, la memoria fonografica di alcuni, l’intelligenza musicale in generale e soprattutto l’amore per la musica – un amore che può divampare all’improvviso, come nel memorabile caso del medico che, colpito da un fulmine, nei mesi successivi alla tremenda scossa viene assalito da un «insaziabile desiderio di ascoltare musica per pianoforte». Grazie alle vive testimonianze dei pazienti di Sacks ci troviamo così a riconsiderare in una nuova prospettiva appassionanti interrogativi e assistiamo ai successi della musicoterapia su formidabili banchi di prova quali l’autismo, il Parkinson, la demenza. Dai misteriosi sogni musicali che ispirarono Berlioz, Wagner e Stravinskij, alla possibile amusia di Nabokov, alla riscoperta dell’«enorme ma spesso trascurata importanza di avere due orecchie»: ogni storia cui Sacks dà voce illumina uno dei molti modi in cui musica, emozione, memoria e identità si intrecciano, e ci definiscono.

Oliver Sacks - Anteprime Adelphi

10 aprile 2008

La lavorazione del cacao


Vorrei concentrarmi sulla lavorazione del cacao, lunga e complessa.

Innanzitutto occorre premettere che l'albero del cacao, chiamato Theobroma, è molto fragile, difatti non cresce ad una distanza superiore ai 1500 chilometri dall'equatore, non riesce a sopportare temperature inferiori ai 16°C ed inoltre richiede un'umidità superiore a 75-80% per tutto l'anno.
Il frutto ha una forma oblunga e cresce direttamente sul tronco e sui rami. All'interno si trovano dai 30 ai 40 semi amari immersi in una polpa dolce e succosa.

È particolare il fatto che l'unico modo per aprire i frutti sia dato dalla golosità delle scimmie. Difatti esse, per poter mangiare la polpa del cacao sono costrette a separarla dai semi amari, lasciandoli poi sul terreno.

La raccolta dei semi avviene due volte l'anno, prima e dopo la stagione delle piogge. Il frutto presenta un guscio molto duro che, per essere spaccato, ha bisogno di un colpo netto di machete.

I semi estratti, chiamati "fave", vengono fatti fermentare. Questa è una fase importante, le fave devono essere mosse ogni giorno per far si che i batteri e i lieviti, attraverso delle reazioni chimiche, eliminino in parte l'amaro presente nei semi e sviluppino gli aromi, ben oltre 500, presenti nel cacao. Il periodo della fermentazione varia dai 3 ai 6 giorni.

La fase successiva consiste nell'essiccazione delle fave, che possono essere esposte al sole oppure fatte passare attraverso flussi di aria calda. Durante questo processo le fave perdono metà del loro peso.

Dopo aver ottenuto quello che viene chiamato il "cacao verde", esso viene inviato ai compratori che dovranno controllarlo, pulirlo da eventuali impurità e spedirlo per la tostatura. Prima di essere tostate, però, le fave devono essere selezionate in base alla grandezza, perché quelle più grandi avranno bisogno di un tempo maggiore di tostatura.

Un'altra fase molto importante è la tostatura. È in questa fase, infatti, che il cacao sviluppa appieno il suo aroma. Gli operatori hanno un compito molto delicato, perché occorre tener conto di diversi fattori quali le diverse caratteristiche delle varietà di cacao, il contenuto di tannini, il grado di umidità e il tipo di prodotto che si vuole ottenere.
La temperatura può variare tra i 100 e i 150 °C. Una tostatura eccessiva rende il caco amaro, mentre una insufficiente acido e astringente.

Successivamente il cacao viene raffreddato, sgusciato, frantumato, pulito ed infine macinato.
A questo punto, sono i "maghi" delle miscele che riescono ad ottenere una sostanza che ha poco a che vedere con il prodotto grezzo. Solitamente mescolano 8-10 cacao diversi per arrivare ad ottenere una qualità costante. Quello che si ottiene è la "pasta di cacao" che è costituita per metà del suo peso di grasso di cacao.

Per ottenere il "burro di cacao" si sottopone la pasta di cacao ad un'enorme pressione e a un forte calore all'interno di cilindri. Da questa lavorazione si ottiene, oltre al burro di cacao, anche una parte meno grassa chiamata panello o torta di cacao.

Siamo arrivati ad avere un prodotto semilavorato. Infatti la successiva lavorazione sarà differente a seconda che se si desideri ottenere il cacao in polvere o il cioccolato.

Per ottenere la polvere di cacao si lavora il panello in mole fino a renderlo in grani finissimi, tali da potersi sciogliere nei liquidi, disperdendosi senza lasciare alcuna sedimentazione.

Per ottenere il cioccolato il processo è più laborioso. Ve ne scriverò in un prossimo post, aggiungendo qualche curiosità su questo delizioso alimento ;-)

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Fonte delle informazioni Cacao - I sapori della salute - A cura di Olidea - Urra Editore

www.maisazi.com

8 aprile 2008

Musica profumata

GIAPPONE, IL PROFUMO SI SCARICA DAL TELEFONINO

TOKYO, 8 aprile 2008 - Il profumo corre nell'etere in Giappone, e si scarica direttamente sul telefono cellulare. E' l'ultima trovata hi-tech del gestore mobile Ntt DoCoMo, che ha annunciato a Tokyo l'avvio sperimentale del nuovo servizio rilassante di 'tele-fragranza'. Il funzionamento del servizio, battezzato non a caso 'comunicazione mobile profumata', avviene mediante uno speciale sito per cellulari che fornisce file video-musicali con annesso aroma, che, secondo gli ideatori, dovrebbe associarsi al file multimediale in riproduzione e trasmettere una sensazione di relax.

L'ascoltatore, dopo aver scaricato il file, riproduce la fragranza allegata alla musica mediante un'apposita periferica esterna, che comunica con il terminale mobile grazie al collegamento senza fili a infrarossi. Questo dispositivo, da acquistare a parte a un prezzo non ancora dichiarato, è in grado di riprodurre diversi aromi di base e da questi generare numerose combinazioni di fragranze a tempo di musica, interpretando le indicazioni provenienti dal sito internet. L'iniziativa del primo operatore mobile nipponico rientra nella nuova strategia per la diversificazione e l'ampliamento di servizi originali agli utenti, varata per tentare di arrestare l'emorragia di clienti verso gli altri due gestori, Kddi e Softbank, che con offerte aggressive stanno via via erodendo la sua quota mercato scesa a marzo per la prima volta scesa sotto il 50%.

ANSA

7 aprile 2008

L’amore non è cieco

L’amore non è cieco. Basta un occhio
per vedere che non sei bello, oppure
quante donne lo sono. Vedo tutti
i tuoi difetti: gli occhi dilatati,
alta la fronte. Di principi estetici
sono troppo imbevuta, fin da piccola,
per poter liberare la mia mente,
dirti perfetto e amarti da morire.
Più sottile è il potere dell’amore:
ha tanta forza che dico “Non bello”
come dicessi “Non qua” o “Non là”
“distesa”, oppure “a scrivere una lettera”.
So cos’è il bello di cui tutti parlano;
ma mi chiedo se sia così importante.

Edna St. Vincent Millay





foto di Maria Cecilia Camozzi

6 aprile 2008

torno nell'acqua

alla città di Rosa,

nebbia sul monte.


Pasquale Valente





À Mon Seul Désir - foto di *Dragonfly*

5 aprile 2008

Anche questa mattina

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada

mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta

mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo

mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.

Nazim Hikmet




Valeria, Milan '99 - foto di Bruno Bisang

3 aprile 2008

Invettiva contro la luna

Io potrei dire: Luna, frutto di ghiaccio
tra i rami azzurri della notte.
Ma così tanti gemiti stanno nascosti nelle pietre
e lotte mute si librano nell’ombra,
che dico: La luna è solo un pozzo
di pianto delle ombre.

Così tante lacrime rotolano per le tombe
così tante lacrime scorrono per la fame
di occhi senza età, da secoli,
che la pioggia non cessa sopra il mondo
e della luna non vedo che farina
e il suo piatto vuoto e il suo sudario.

Potrei dire. La luna è una miniera
d’argento favolosa,
la luna va a passeggio in guanti bianchi
a cogliere margherite. Ma ci sono così tanti morti
senza fiori, così tante mani gelide di bimbi
che dico: La luna è il Polo del cielo.

Strega azzurra, incantava il sonno degli uomini,
inventava alle ragazze il primo amore,
se ne andava per boschi in pantofole di vetro
nei tempi felici. La luna era un cuscino
di piume strappate agli angeli
per addormentare l’eternità celeste.

Luna: getta la tua maschera nell’acqua,
spartisci le tue farine, le tue lenzuola, i tuoi pani
tra tutti gli uomini.
Che tu non sia solo un pozzo di pianto, un timpano
o un isolotto di sale, ma un granaio
per la fame infinita della terra..


Jorge Carrera Andrade




http://14.media.tumblr.com/tumblr_kqnqptjqDG1qzq53zo1_500.jpg
Lioness with Cub Feeding, Masai Mara 2007 - foto di Nick Brandt

2 aprile 2008

Passaggio

I bambini guardano
un punto lontano.

Le lucerne si spengono.
Fanciulle cieche
interrogano la luna,
e si levano in aria
spirali di pianto.

Le montagne guardano
un punto lontano.

Federico Garcìa Lorca





Alexander Lonquich

1 aprile 2008

LÁGRIMAS DE AGUA

Suena la lluvia en los últimos días de Marzo,
como si quisiera decir algo,
diciéndolo.
Presto atención,
pero no sé si me habla porque la escucho
o si la estoy escuchando porque me habla,
no sé si está despidiéndose del invierno
o si está anunciando lo porvenir,
lo que siempre está por venir,
lo que nunca llega.
Por no saber,
no sé por qué la lluvia,
no sé por qué Marzo
y no sé por qué me estoy mojando,
sintiéndome como el agua al llorar.


Ein stück draht III da KohanArt.
Ein stück draht III - foto di KohanArt

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