30 dicembre 2010

Congedo

Da quei boschi vestiti di bellezza
antica e dentro il tormento degli occhi
naufragati alla luce che rintocchi
inallusivi abitano, si spezza

esultante il fuoco alato, la brezza
lascia fronti chiuse e comete: tocchino
ancora l’orlo di pietra i ginocchi
che l’ovale di memoria accarezza –

ha un’acqua buia il tempo, l’innocenza
innalzi la sua rosa d’ore fragili
e l’onda d’amarezza gemme oscure

porti a questo che splende alto contagio
per la riva sorpresa dalle dure
alghe di camere abbagliate e assenza.


Roberto Rossi Precerutti



foto da web

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Artista sinestetica - ricercatrice di verità