11 gennaio 2011

Sul tavolo

Ci terrei a precisare che ho comprato questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito – hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio, tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli, di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa, calda, candida come la luna.

Andrew Motion



http://ny-image0.etsy.com/il_fullxfull.130436112.jpg 
"PS.." - foto da jNicDesigns

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Artista sinestetica - ricercatrice di verità