24 aprile 2011

A volte tocchiamo un corpo e lo svegliamo
attraverso di lui passiamo la notte che si apre
la pulsazione sensibile dei bracci marini
e come il mare lo amiamo
come un canto nudo
come l'estate unica
lo diciamo luce, come si usa dire ora
lo diciamo ieri e altri luoghi
lo riempiamo di corpi e corpi
di gabbiani che sono i nostri gabbiani
lo scaliamo picco dopo picco
con bordi e tetti e battenti
con hotel e canali e ricordi
e paesaggi e tempo e asteroidi
lo riempiamo di noi stessi e di anima
di collari di isole e di anima
lo sentiamo vivere e quotidiano
lo sentiamo bello ma ombra


Homero Aridjis


Gorazd Golob 10
foto di Gorazd Golob from Celje, Slovenia

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Artista sinestetica - ricercatrice di verità