15 febbraio 2012

L’ETÀ MODERNA

Il mondo era moderno al quarto piano,
come un’era adulta, ma più sotto
era l’antro dei sogni dell’infanzia.
Non era addio ma arrivederci, a più tardi,
l’amica era la vita e libertà
                             di affetto adolescente
che ti porta via piano, e va lontano,
in fiaba eterna
di una piccola me contenta,
come l’entrare e uscire da una porta,
una soltanto q u e l l a
perché un padre aspetta, al piano
che non s’apre più
aspettava stava.

Ora il salto dei piani si è smarrito,
l’ascensore scende direttamente
al pian terreno in un’uscita sola,
nessuno abita né solitario attende
alcuna voce dice,
È tardi va’ a dormire, oppure,
Cosa vuoi per pranzo l’indomani.
Alcuno a notte lascia letterine scritte
in uno stampatello chiaro, di grafia leggera,
messaggi d’amore delicati dove
sentirsi al centro della vita,
non già più in salita, ma una mano
che entra nella tua soave, piano.

Maria Pia Quintavalla


 
Kersenbloesem - foto di soleá

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