17 febbraio 2012

Prassi quotidiana



Ho messo un cantiere nel cervello
perché il resto non era in cantiere
Ho messo foglie da parte perché
la mia estate era vana.
Predicavo giorno e notte perché la mia
fragilità venissero in tanti a consumarla.
Altri che vincessero e perdessero
e fossero contenti.
Ma la mia morte fu un guaio per tutti
tranne che per me
Perché il mio viso trattiene le lacrime
Come la terra la pioggia o forse no
Ho un viso terreo che non ha nulla di terreno
Nemmeno se a forza assecondo
l’umano sciacquettìo di proverbi stinti
Macino moli di me
Macino un sacco di me
Nel fondo delle cose e del mondo inanime
Nemmeno esangue più sarebbe…
Troppo aver dato è come nulla
Di mano in mano il grano
polverizza la mente e i contadini
giacciono sotto gli alberi conosciuti
Siamo facili alle lusinghe e alle losanghe sillabiche
Siamo esseri
di pietra

Andrea Amoroso

The Secret of Secrets - photo by JenMurray

Nessun commento:

Posta un commento

Archivio blog

chi sono

La mia foto
Utopia, Italy
Artista sinestetica - ricercatrice di verità