Le metafore, con cui ogni Maestro è costretto a vestire il proprio linguaggio, diventano così ciò che esse sono in realtà: dita che indicano la luna. La distorsione diventa difficile, non si riesce più a leggere alla lettera: con dolcezza e fermezza, ci viene costantemente ricordato che proprio il nostro attaccamento alla mente impedisce di leggere, rende ciechi, genera una tenebra che va vista e compresa, altrimenti la realtà e la verità della vita non entreranno mai nel nostro cuore. Essere consapevoli è la via, e questo richiede costanza e determinazione: a questo invitano le parole del Buddha, ma per evolvere in quel senso, occorre lasciar cadere tutto ciò che abbiamo accumulato, in termini di sentito dire, di impressioni, di sensazioni. Occorre abbandonare tradizioni e ideologie, disimparare ciò che ci è stato inculcato in tanti anni di educazione... occorre muoversi con cuore deciso, determinato, fermo e inflessibile. Per questo è vitale leggere, oggi come ieri, l'esperienza cui il Buddha invita, nelle parole e soprattutto nell'essere di qualcuno che ha percorso quel sentiero, giungendo a toccare le vette altrimenti invisibili, oscurate dalle nebbie del nostro processo di pensiero, per questo, è consigliabile leggere Osho, ascoltare ciò che egli ha da dire. E il messaggio è sempre lo stesso: come Buddha egli chiama alla vera vita: 'Anche tu puoi raggiungere le stesse vette dell'essere. Svegliati! Alzati! Incamminanti! Quel viaggio può iniziare qui e ora! Adesso!'
Osho in La mente che mente
Osho in La mente che mente
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