30 maggio 2006

arsouille the cat - foto di thereselenor



Il segreto dell'amore è cercare delle opportunità per rilassarvi insieme, condividendo i vostri interessi e le vostre idee. Dipendete meno dagli stimoli esterni per svagarvi. Fate in modo di stare insieme da soli spesso, semplicemente per essere voi stessi.

Swami Kryananda

29 maggio 2006

foto di Maria Cecilia Camozzi


"Solo nella penombra, tra le ombre, annida la liberazione anche per il sole: la liberazione dal suo proprio regno che con il suo potere imprigiona anche lui."

Maria Zambrano

28 maggio 2006

Spotted Dolphins - foto di David Doubilet http://www.daviddoubilet.com/




Un monaco in laboratorio
Il Dalai Lama in persona racconta come le più avanzate ricerche nel campo della neurofisiologia dimostrano la validità di antiche tecniche di meditazione per superare gli effetti distruttivi della rabbia, della paura e dell'odio.

"Sembra che le emozioni fondamentali dell'essere umano di oggi siano proprio le stesse dell'epoca di Buddha Shakyamuni. E quindi la conoscenza buddhista di queste emozioni e dei rimedi conseguenti non è qualcosa che invecchia: è del tutto adatta a essere un'informazione utile per l'epoca contemporanea".Dalai Lama
Viviamo in un periodo in cui le emozioni di tipo distruttivo quali la rabbia, la paura e l'odio stanno causando problemi devastanti in tutto il mondo. Mentre ogni giorno i media ci ricordano tristemente del potere distruttivo di tali emozioni, la domanda che dovremmo porci è la seguente: che cosa possiamo fare, a livello individuale, per superare tali emozioni?È evidente che tali terribili emozioni hanno sempre fatto parte della condizione dell'essere umano. Quindi, coloro che credono che niente possa 'curare' i nostri impulsi verso l'odio e l'oppressione potrebbero rispondere dicendo che tali impulsi costituiscono semplicemente il prezzo che si paga per la condizione di esseri umani.
Ora questa visione può creare apatia nei confronti delle emozioni distruttive e portarci a pensare [erroneamente] che le emozioni distruttive siano del tutto incontrollabili.
Sono convinto che ci siano dei metodi pratici da utilizzare a livello individuale per domare i nostri impulsi pericolosi, gli stessi che portano inevitabilmente alla guerra e alla violenza di massa a livello collettivo.
A prova di ciò posso portare non solo la mia pratica spirituale personale e la mia comprensione dell'esistenza umana basata sugli insegnamenti buddhisti, ma adesso anche il lavoro degli scienziati. Negli ultimi 15 anni ho avuto una serie di conversazioni con gli scienziati occidentali. Abbiamo discusso di vari argomenti, dalla fisica quantistica e la cosmologia alla compassione e le emozioni distruttive.
Ho scoperto che le spiegazioni buddhiste, in particolare nel campo delle scienze biologiche e cognitive che studiano il cervello, possono talvolta offrire un nuovo punto di vista agli scienziati occidentali, mentre le investigazioni scientifiche offrono una più profonda comprensione in alcuni campi quali la cosmologia.
Potrebbe sembrare strano che un leader religioso sia così coinvolto con le ricerche della scienza, ma gli insegnamenti buddhisti insistono proprio sull'importanza di comprendere la realtà, quindi dovremmo prestare attenzione a quello che gli scienziati hanno imparato sul nostro mondo attraverso gli esperimenti e le misurazioni.
Allo stesso modo, i buddhisti hanno alle spalle 2.500 anni di ricerche sui processi mentali. Attraverso i millenni, molti praticanti hanno portato avanti quelli che potremmo definire 'esperimenti' sul come superare le nostre tendenze verso le emozioni distruttive.
Ho incoraggiato gli scienziati a esaminare praticanti spirituali tibetani di livello avanzato, per scoprire se le loro pratiche possano produrre dei benefici anche per gli altri, al di fuori del contesto religioso. La meta è quella di aumentare la nostra comprensione del mondo della mente, della coscienza e delle nostre emozioni.
È per questa ragione che sono andato a visitare il laboratorio di neuroscienze del dr. Richard Davidson all'Università del Wisconsin. Attraverso l'uso di immagini che mostrano quello che succede nel cervello durante la meditazione, il dr. Davidson è riuscito a studiare gli effetti delle pratiche buddhiste per coltivare la compassione, l'equanimità e la consapevolezza.Per secoli i buddhisti hanno creduto che l'esperienza di tali pratiche renda le persone più calme, più felici e più amorevoli, e al tempo stesso sempre meno inclini alle emozioni distruttive.
Adesso, secondo il dr. Davidson, vi è un'evidenza scientifica che sostiene questa teoria.Il dr. Davidson mi dice che l'emergere di emozioni positive nei meditanti può essere dovuta alla seguente ragione: la meditazione consapevole rafforza i circuiti neurologici che calmano la parte del cervello che innesca la paura e la rabbia. Questo significa che vi è la possibilità, per noi, di creare una specie di cuscinetto tra i violenti impulsi del cervello e le nostre azioni.Sono già stati fatti esperimenti che dimostrano che alcuni praticanti possono raggiungere uno stato di pace interiore anche quando si trovano di fronte a circostanze estremamente sfavorevoli.
Il dr. Paul Ekman dell'Università della California, a San Francisco, mi ha detto che suoni forti e rimbombanti (come quello di uno sparo di fucile) non hanno avuto alcun effetto sul monaco buddhista che lui stava testando.Il dr. Ekman ha dichiarato di non aver mai visto nessuno rimanere così calmo alla presenza di un rumore così forte e fastidioso.Un altro monaco, l'abate di uno dei nostri monasteri in India, è stato 'studiato' dal dr. Davidson con l'ausilio dell'elettroencefalogramma, per misurare le onde del suo cervello. Secondo il dr. Davidson, l'abate aveva, nei centri del cervello associati alle emozioni positive, il più alto livello di attività mai misurato nel suo laboratorio.Naturalmente, i benefici di queste pratiche non sono riservati solo ai monaci che passano mesi interi in ritiri di meditazione.Il dr. Davidson mi ha raccontato della sua ricerca relativa alle persone che meditano e svolgono dei lavori fortemente stressanti. Queste persone mostrano uno stato di attenzione vigile nel quale la mente non viene catturata da pensieri o sensazioni, ma li lascia andare e venire, proprio come quando si guarda lo scorrere di un fiume. Dopo otto settimane, il dr. Davidson ha scoperto che in queste persone le parti del cervello che aiutano a formare emozioni positive sono diventate sempre più attive.
Le implicazioni di tutto questo sono chiare: il mondo oggi ha bisogno di cittadini e di leader che possano lavorare per assicurare la stabilità e instaurare un dialogo con il 'nemico' contro il quale hanno dovuto lottare.È da notare che questi metodi meditativi non sono soltanto utili, ma anche privi di costo. Non si ha bisogno di droghe o di iniezioni. Non si deve diventare buddhisti o adottare una particolare fede religiosa. Tutti hanno il potenziale per vivere una vita serena e piena di significato. Per quanto possibile, dobbiamo esplorare in che modo questa potenzialità possa essere realizzata.Io provo a mettere in pratica questi metodi nella mia vita. Quando sento delle cattive notizie, specialmente le tragiche storie che spesso sento raccontare dai tibetani, naturalmente la mia prima reazione è la tristezza. Comunque, cercando di dare il giusto contesto alla mia reazione, riesco ad affrontare la situazione ragionevolmente bene. E i sentimenti di rabbia senza speranza, che semplicemente avvelenano la mente e induriscono il cuore, raramente riescono a sorgere, anche in seguito alle peggiori notizie.
La riflessione ci dimostra che la maggior parte della sofferenza nelle nostre vite non è provocata da cause esterne ma da eventi interni, quali il sorgere di emozioni che ci turbano. Il migliore antidoto a questa irruzione è quello di migliorare la nostra abilità di controllare queste emozioni.La felicità e l'equilibrio interiore sono cruciali per la sopravvivenza dell'umanità. Altrimenti le vite dei nostri bambini e dei loro bambini sono destinate ad essere infelici, disperate e brevi.
Lo sviluppo materiale contribuisce certamente alla felicità - fino a un certo punto - e ad avere un tipo di vita comodo. Ma questo non è sufficiente. Per raggiungere un più profondo livello di felicità non possiamo dimenticare il nostro sviluppo interiore.

27 maggio 2006

Flight - foto di serpentinekiss

49

Il saggio si muove nel mondo come un'ape,
che raccoglie il nettare dei fiori
lasciandone intatti la bellezza e il profumo.

Dhammapada

26 maggio 2006

Food? - foto di Maria Cecilia Camozzi


accade a volte
quel senza le parole
solo stupore

Laura D'Aurizio

25 maggio 2006

gallery - foto di anahum





No, non mi abbaglia certo la mia musa:
non la diranno una beltà, e i giovani,
scorgendola, non correranno dietro
di lei in una processione innamorata.
Non sa, non vuol sedurre con tolette
eleganti, col gioco degli sguardi,
con scintillanti conversari; pure,
resta colpito il mondo della schiva
e insolita espressione del suo volto,
della calma onestà del suo discorrere;
dunque, più che caustici giudizi,
l’omaggerà di noncurante lode.

Eugenij Baratynskij

24 maggio 2006

è come un Buddha

il sole tra la nebbia-

si spande in luce

Dianella



foto di Ira Bordo

23 maggio 2006

Agua

Somos gotas de rocío,
agua que colma, suspiro del mundo..
lluvia que, cayendo, se reconcilia
entre las laderas de la memoria
y los recuerdos inmutables.

Somos gotas de océano profundo,
templo y guardián de voces arcanas,
de paz y silencio más allá de la mirada,
y nuestra esencia se difumina…
con una sonrisa en el sol.


Maria Cecilia Camozzi


Néger fiúk a Tanganyika-tó partján (Kongó, 1931) - foto di Martin Munkácsi

22 maggio 2006

Julia Roberts



El poeta

" No se si las actuales condiciones del mundo permiten el equilibrio de forma y expresión, porque serían raros los poetas en tal estado de vivencia puramente poética, libres del aturdimiento del tiempo, que logren hacer del grito música, esto es, que creen poesía como se forman los cristales. Pero creo que todos padecen, si son poetas. Porque al final se siente que el grito es grito y la poesía ya es el grito (con toda su fuerza), pero transfigurado. "

Cecilia Meireles

21 maggio 2006

Fire walks with me - foto di Maria Cecilia Camozzi

La forza dagli aromi
Alcuni profumi hanno il potere di far sentire più scattanti, di infondere la calma necessaria per affrontare le tensioni, aiutano a mantenere costanti i livelli di concentrazione ed energia durante la giornata lavorativa

L'
aromaterapia è parente stretta della fitoterapia, le due discipline si compensano molto bene e danno ottimi risultati se applicate insieme. Preziosi per l'uomo, gli oli essenziali, ricavati naturalmente dalle piante, oltre al piacere del loro profumo curano tutti i tipi di disturbi fisici e emotivi. Diversi sono i metodi per beneficiare degli aromi.Uso esterno: profumare un ambiente (pot-pourri, diffusore aromaterapico, incenso, candele, ecc..), profumare se stessi (mezza goccia sui polsi e le braccia oppure mettere due gocce su un fazzoletto da annusare in qualsiasi momento), suffumigi ( 2-3 gocce di olio essenziale nell'acqua bollente), bagno (5-6 gocce nell'acqua), ideali anche per il massaggio.Uso interno: in cucina, per preparare le pietanze o direttamente su una zolletta di zucchero o un cucchiaino di miele (una goccia senza esagerare), sempre con cautela, data l'alta concentrazione di principi attivi contenuti negli oli essenziali. Prima di assumerli è bene conoscere le controindicazioni, assicurarsi che siano naturali e che non abbiano effetti allergenici sulla persona. La regola è attenersi sempre ai consigli e alle dosi suggerite dagli esperti.

Menta piperita: aroma stimolante, aiuta a riordinare le energie vitali, dona fiducia, capacità di vedere meglio se stessi aumentando l'attenzione. E'indicata in caso di indigestione, nausea, mal di mare, mal d'auto o mal d'aria, oltre che malattie da raffreddamento. Una goccia su una zolletta di zucchero o su un cucchiaino di miele 3 volte al giorno è utile in particolare per la febbre, stanchezza e pressione bassa.

Ginepro: azione tonica, depurativa, antisettica, diuretica, rinforza e purifica la mente.Si usa per contrastare le ritenzioni di liquidi, è un valido rimedio contro la cellulite, i problemi circolatori, i disturbi digestivi, i dolori reumatici e la stanchezza muscolare. Valido stimolante della digestione, l'olio essenziale di ginepro è un antifermentativo intestinale, un espettorante e un sedativo della tosse. Una goccia su una zolletta di zucchero o su un cucchiaino di miele per 2 volte al giorno è un rimedio per stimolare la diuresi e la circolazione. Sconsigliato a chi ha problemi di reni e alle donne in gravidanza.

Legno di rosa: azione armonizzante, tonificante, antisettica, ipotensiva, antidepressiva, afrodisiaca.Tonico per il sistema neurovegetativo, aiuta in caso di affaticamento nervoso, nervosismo, depressione nervosa rafforzando la resistenza e la perseveranza. Il suo aroma è calmante e antistress, indicato in caso di tristezza, ansia, mal di testa e nausea. Si consiglia l'uso esterno.

Patchouli: azione antisettica, antidepressiva, afrodisiaca, tonica, diuretica, astringente. Potente profumo sensuale, è indicato in caso di esaurimento nervoso, disturbi da stress, depressione, problemi alla pelle (acne, eczema), frigidità. Si consiglia l'uso esterno.

Rosmarino: azione tonificante sul cervello, fegato, stomaco, vie biliari, capelli e nervi. Stimolante efficace di energia, è indicato in caso di astenia, dolori reumatici e articolari, disturbi delle vie respiratorie, emicrania, problemi di memoria, caduta di capelli, insufficienza circolatoria. Mettere una goccia su una zolletta di zucchero si ottiene una stimolazione generale dell'organismo: in particolare effetti benefici si hanno sulla sfera della pressione arteriosa (alza la pressione troppo bassa).

Timo: azione stimolante e tonificante su nervi e sistema immunitario, potente antibatterico e antifungino. Indicato in caso di infezioni alle vie respiratorie, del tratto intestinale e degli organi urinari, influenza, disturbi nervosi, pertosse, dolori reumatici, anemia. Riattiva la circolazione ed è impiegato in unguenti per dolori muscolari ed articolari, inoltre infonde coraggio ed aiuta a calmare le ansie e le preoccupazioni. Controindicato in caso di gastrite, ulcera e dermatiti. In tutti gli altri casi deve essere diluito altrimenti causa arrossamenti e irritazioni alle pelli sensibili.

20 maggio 2006

Applaus!!! - foto di Tanja Askani



Quando vai a trovare qualcuno in ospedale, parla con la persona e lascia che i medici e le infermiere parlino con la malattia.

Ajahn Brahm

18 maggio 2006

Coffea arabica - photo by Marcelo Corrêa




A proposito del CAFFE'

Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine della pianta del caffè e, oltre all'Etiopia, si ipotizzava la Persia e lo Yemen.Pellegrino Artusi, nel suo celebre manuale, sostiene che il miglior caffè sia quello di Moka (città nello Yemen), e che questo sarebbe l'indizio per individuarne il luogo d'origine.
Riferisce infatti una leggenda secondo la quale un
imam yemenita scoprì la pianta del caffè osservando alcune capre che mangiando le bacche di una certa pianta diventavano più vivaci. Perciò ne abbrustolì i semi, li macinò e, dopo averne fatta un'infusione, scoprì il caffè.

A coloro ai quali l'uso del caffè provoca troppo eccitamento ed insonnia viene consigliato di astenersene o usarne con moderazione; l'effetto potrebbe anche essere corretto mescolandovi un po' di cicoria oppure orzo tostato. L'uso costante potrebbe neutralizzare gli effetti negativi del caffè su molte persone, ma potrebbe anche nuocere, essendovi dei temperamenti tanto eccitabili da non essere correggibili. Artusi sosteneva che l'uso del caffé dovesse essere proibito ai più giovani.
Secondo una diceria ottocentesca, il caffè eserciterebbe un'azione meno eccitante nei luoghi umidi e paludosi e si riteneva che questa fosse la ragione per cui i paesi in cui se ne fa maggior consumo in
Europa sono il Belgio e l'Olanda. In Medio Oriente, ove si usa di ridurlo in polvere finissima e farlo all'antica per berlo ancora torbido, il bricco, nelle case private, è sempre sul fuoco.
Secondo il medico
Paolo Mantegazza, patologo ed igienista, il caffè - contrariamente a quello che comunemente si pensa - non favorisce in alcun modo la digestione; tuttavia può essere fatta una distinzione: il criterio può essere riferito a coloro ai quali il caffè non provoca eccitazione particolare, mentre per coloro sensibili alla bevanda, può portare la sua azione anche sul nervo pneumogastrico; ed è un dato di fatto innegabile che possano digerire meglio (e l'uso invalso di prendere una tazza di buon caffè dopo un lauto pranzo ne è una testimonianza, neppure troppo indiretta).
Preso alla mattina a digiuno pare che il caffè sbarazzi lo stomaco dai residui di una imperfetta digestione e lo predisponga ad una colazione più appetitosa (addolcito e allungato con acqua può anzi sostituire la prima colazione).
Prima di mettersi in viaggio il caffè non è consigliato, se non dopo aver mangiato. Infatti è uno stimolante e facilita l'attenzione, ma favorisce anche un'ipersecrezione gastrica fastidiosa, soprattutto a stomaco vuoto.

17 maggio 2006

BLUE... SATURN


La visione inedita che il telescopio Cassini ha dato di Saturno è davvero sorprendente, specialmente per le curiose sfumature azzurrognole. Ma perché Saturno si colora di blu? Per lo stesso motivo per cui il cielo è azzurro: le molecole dell'atmosfera priva di nuvole diffondono più facilmente la luce azzurra rispetto a quella rossa.Gli anelli del pianeta appaiono direttamente solo su una sottilissima linea verticale., mentre la piccola luna Enceladus, coi suoi 500 chilometri di diametro, fa capolino, proprio "appoggiata" a un anello, a destra dell'immagine.

Foto: © Nasa

16 maggio 2006


Chocolate Chip Brownies - foto di photocollection

Oggi è stata una giornata strana, forse per il caldo e il vento. Non so. Mi sono sentita più buona, in un certo senso "speciale". Inoltre, il piccolo Nio sembra stare meglio, anche se resta sempre nascosto dentro ad uno scatolone, da cui mi spia silenzioso.
:-)

14 maggio 2006

autoritratto - foto e grafica di Maria Cecilia Camozzi



Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.

Alda Merini

12 maggio 2006

Bottlenose Dolphin and Clouds, New Zealand - foto di David Doubilet

10 maggio 2006

ALBA

A passi lenti ti muovi nella notte
quando i silenzi dei suoni sono ancora forti
Ti distendi con pallidi raggi di sole
nei giardini degli specchi marini.
Il tuo soffice manto velato
regala una spuma di sorriso
al pescatore solitario
che stancamente si dirige verso casa
per abbracciare la sua amata.

Alda Merini

Beach Nude - foto di J.P.Sousa

9 maggio 2006

La parola può essere un grido o una profezia.

La parola è lo spirito, e il romanticismo s'ubriaca di spirito,

insiste sulla forza dello spirito,

costruisce eroi e si nutre di idee.



Giovanni Macchia




foto di pierrebarret

8 maggio 2006

the net - foto di Maria Cecilia Camozzi


Reti intrecciate,

tra silenziosi pesci,

nessun consenso.


                             Maria Cecilia Camozzi

7 maggio 2006

A una rosa

A una rosa

China sul margine del tuo segreto,
o rosa in veste diafana, mollezza
di corpo ignudo, incrollabile tempio
che in vigilanza d amore mi tieni,
non so di che rilievi si componga
la tua bellezza. E all’onda dei profumi
che col ritmo di un alito tu esali
misuro il tuo pallore e il mio languore.
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d'ombra.

G. Bemporad





L'ultimo sogno - foto di Maria Cecilia Camozzi

6 maggio 2006

Vuoi costruire qualcosa in Islanda? Meglio se prima chiedi il permesso agli Elfi

New York Times; Book of Thoth


Gli elfi esistono? Come molti altri islandesi, Hildur Hakonardottir considera la domanda più complicata di quanto sembri.
“Beh, la mia vicina è un’elfa che vive nella roccia del mio giardino”.
Benché l’abbia vista solo una volta in quindici anni: aveva una figura più grande di quella di una persona, la signora Hakonardottir non ha dubbi sulla sua esistenza. “So che esiste. E’ una sensazione naturale”.

La sensazione sembra essere comune a molti islandesi. Le statistiche mostrano con consistenza che la maggioranza della popolazione crede negli elfi – generalmente descritti come creature dall’aspetto umano, che proteggono fieramente i loro habitat nella roccia – o non sono disposti a negare la loro esistenza.

“Ma devi stare attento ai clichè nordici”, dice la cantante islandese Bjork.
“Un amico mi dice che, quando I manager delle compagnie discografiche vengono in Islanda, scritturano solo quegli artisti che credono negli esseri invisibili”.
Ma neanche Bjork dice no: “Penso che la natura sia molto più forte dell’uomo; esiste ancora tra di noi una relazione con certi spiriti”.

Credere non solo negli elfi, ma nel potere di predizione dei sogni, nella forza delle anime e nei fenomeni soprannaturali è strettamente legato alla tradizione celtica dell’Islanda e al paesaggio duro e potente, specialmente a causa delle rocce che emergono dappertutto.

Dice Terry Gunnell, direttore del dipartimento etnico dell’Università d’Islanda: “Se c’è una grande roccia in un giardino e qualcuno dicesse al proprietario: “Quella è la roccia di un elfo”, pensi che la rimuoverebbe? No, no lo farebbe”.
“Non perché pensa che ci siano degli omuncoli che vivono al suo interno che escono di tanto in tanto a danzare – aggiunge – è più una sensazione che ci sono altri poteri, altre forze intorno a noi”.

La cittadina portuale vicina alla capitale Reykjavik è orgogliosa del fatto di avere una popolazione elevata di elfi. I turisti sono invitati a visitare le località dove abitano gl’invisibili, inclusa una grande roccia per la quale una strada è stata deviata per non disturbare i suoi abitanti.

L’assessore Ely Erlingsdottir, responsabile del piano regolatore della cittadina, dice che la decisione di deviare la strada ha un senso.
“La mia filosofia è che non sia necessario vedere le cose nelle quali credi. Molte delle nostre esperienze più importanti avvengono ad occhi chiusi”.

Recentemente il comitato preposto al piano regolatore ha ricevuto una domanda per la costruzione di un garage. Un membro ha commentato: “Spero che questo vada bene per gli elfi”, racconta l’assessore.
Se il comitato determina che il disturbo esiste – generalmente attraverso un sensitivo che riceve una lamentela dagli elfi, direttamente o attraverso un sogno – la città considera lo spostamento del progetto, o chiede al sensitivo se gli elfi possono traslocare.

Questi eventi non sono rari. Nella vicina Kopavogur negli anni ’70 una sezione di strada è stata ridotta da due a una corsia quando numerosi sforzi per rimuovere una grande roccia che si credeva ospitasse degli elfi fallirono, a causa della ripetuta rottura dei macchinari della ditta appaltatrice.
La roccia è ancora lì, incombendo incongruamente sulla strada, ma non è chiaro se i suoi occupanti siano ancora lì.

Nel 1996 nella stessa città un operatore di bulldozer incontrò delle difficoltà nel livellare una collinetta per costruire un camposanto.
Dopo che due bulldozer ripetutamente e inspiegabilmente smisero di funzionare, e le telecamere della stazione televisiva locale, benché funzionassero in altre zone divennero inoperabili, il progetto fu sospeso.
“Vediamo se possiamo raggiungere un compromesso con gli elfi”, fu il commento del direttore dei lavori, riportato dal Morgunbladid, il giornale nazionale.
Dei sensitivi furono chiamati per l’arbitrato, e dopo un breve tempo gli elfi decisero di trasferirsi.

Benché sia possibile trovare islandesi che levano gli occhi al cielo quando sentono parlare di esseri invisibili, non è facile trovare degli scettici tra la popolazione.
Arni Bjornsson è uno di questi. “Sembra che sia una moda oggigiorno parlare di esseri soprannaturali, ma considero questi argomenti con del sale in zucca”, dice il 73enne Bjornsson, passato direttore per 25 anni del dipartimento di etnologia del museo nazionale.
Ma neanche lui dice esattamente di no. “Se mi chiedi: “sei sicuro che non ci sono esseri supernaturali?”, devo rispondere che non ci credo. Ma non posso neanche essere sicuro che non esistano…”.

5 maggio 2006

Giove



grande silenzio

nella solitudine

silenzio vivo


Laura D'Aurizio
- die grosse stille -

3 maggio 2006

Sandstorm, Lhasa - foto di Shahidul Alam


«Hai parlato di nuovo del primo principio, ma ancora io non so quale sia», dissi a Suzuki. «Io non so» rispose, «è il primo principio».

Shunryu Suzuki Roshi

2 maggio 2006

De la serie: "Elegía - foto di Fabiola Narváez (Chile)




notte silenziosa
buia e immensa speranza
una luce che scalda l'animo


1 maggio 2006

Fragmento #01 - foto di Anna Fracassi


Le leggi di natura fanno sì che, per sopravvivere, le api debbano cooperare, di conseguenza possiedono istintivamente un senso di responsabilità sociale. Non hanno costituzione, né leggi, né polizia, né religione, né morale, ma a causa della loro natura lavorano fedelmente insieme. Di tanto in tanto possono combattere, ma in generale, grazie alla cooperazione, l'intera colonia sopravvive. Noi esseri umani abbiamo una costituzione, delle leggi e forze di polizia. Abbiamo la religione, un'intelligenza notevole e un cuore con una grande capacità d'amare. Abbiamo molte qualità straordinarie, ma nella pratica effettiva penso che arranchiamo dietro a quei piccoli insetti. Per certi versi ritengo che siamo più scarsi delle api.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama

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