30 settembre 2006

Il fiume scorre sotto
la mia anima, scavandomi.
A stento mi mantengo
in me. Non mi sostiene
il cielo. Le stelle
m'ingannano; no, non stanno
lassù, ma sotto, là nel fondo...

Sono? Sarò!
Sarò, simile a onda
del fiume del ricordo...
Con te, acqua corrente!

Il ricordo
J. R. Jiménez



cin cin - foto da internet (non conosco l'autore)

28 settembre 2006

bisbigli lontani

trasportati dal vento

da altre galassie



                            Alessandra Adelfi




alla finestra - foto di Maria Cecilia Camozzi

26 settembre 2006

La seta di un’anima

Non ho mai
parlato con lei
né di amore
né di morte

solo il cieco sapore
e il muto tatto
circolavano tra noi
quando immersi in noi
giacevamo vicini

devo
guardare nel suo interno
vedere cosa indossa
dentro

mentre dormiva
con la bocca aperta
ho guardato

e cosa
e cosa
pensate
che abbia visto

mi aspettavo
un ramo
mi aspettavo
un uccello
mi aspettavo
una casa
su un’acqua grande e silenziosa
ma là
su una lastra di vetro

ho visto un paio
di calza di seta

mio Dio
le comprerò quelle calze
gliele comprerò

ma cosa apparirà allora
sulla lastra di vetro
della piccola anima

sarà forse una cosa
che non si riesce a toccare
neppure con il dito d’un sogno

Zbigniew Herbert


foto di Ira Bordo

25 settembre 2006

autunno dolce

albergo di colori

voci d'anima


-23 sett.-

Laura D'Aurizio



Bluebells woods - foto di Graham Jeffery http://sensitivelight.com

24 settembre 2006

Se non puoi essere un pino su un monte sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero sii un cespuglio.
Se non puoi essere un'autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere
poi mettiti con passione e realizzalo nella vita.

Martin Luther King

23 settembre 2006

Namibia, zebre - foto di Antonio Amendola ©




Podría estar más sola

Podría estar más sola sin mi soledad,
tan habituada estoy a mi destino,
tal vez la otra paz,
podría interrumpir la oscuridad
y llenar el pequeño cuarto,
demasiado exiguo en su medida
para contener el sacramento de él,
no estoy habituada a la esperanza,
podría entrometerse en su dulce ostentación,
violar el lugar ordenado para el sufrimiento,
sería más fácil fallecer con la tierra a la vista,
que conquistar mi azul península,
perecer de deleite.

Emily Dickinson


22 settembre 2006

bailando el flamenco - foto di Maria Cecilia Camozzi



Il segreto per cominciare una vita di profonda consapevolezza e sensibilità sta nella disponibilità a prestare attenzione. Il nostro sviluppo come esseri umani coscienti e svegli non è contrassegnato tanto dai grandi gesti e dalle eclatanti rinunce, quanto dall'estesione di un'amorevole attenzione ai più piccoli particolari delle nostre vite.

Christina Feldman e Jack Kornfield

20 settembre 2006

Columna, Mexico, 2004 - foto di Flor Garduño



Chi possiede coraggio e carattere,
è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino.

Hermann Hesse

19 settembre 2006

Acqua

Cayos Cochinos (Honduras) - foto da http://www.stile.it/


ACQUA

Cristallo fuso,
liquido diamante,
vortice di vita.


Mara Alei

18 settembre 2006

Piovono verità

13 novembre, pioggia tutto il giorno da angelo greco.

13 novembre, pioggia tutto il giorno - foto di angelo greco


Piovono verità

Piovono verità. Il picchiettio
di una semplice verità nel picchiettio
generale
di quest'acqua satura è un'illusione:
ciò che ci bagna sono sfumature
dell'imposizione di vivere.
Il diritto è un'arsura non concessa.

Leonardo Eriu

17 settembre 2006

Una ricerca americana pubblicata sul Times: "Troppo alta la percentuale di polvere di ferro"
La nave da crociera affondò nell'oceano Atlantico nel 1912 in 2 ore e 40 minuti
Titanic, scoperti difetti di fabbricazione
"La strage si sarebbe potuta evitare"

LONDRA- Si sarebbero potuti salvare grazie a una maggiore cura e qualità dei materiali. Nuova luce sulla tragedia del Titanic. I passeggeri della celebre nave da crociera, che nel 1912 affondò nelle acque gelide dell'oceano Atlantico in seguito all'impatto con un iceberg, un enorme banco di ghiaccio che si trovava sulla rotta della nave, avrebbero potuto fare ritorno a casa sani e salvi.

Lo sostiene una ricerca di alcuni scienziati americani, docenti presso le università del Maryland e dell'Oregon, citata dal Times, che rivela nuovi particolari e affonda il mito del fato e dell'ineluttabilità del destino, costruito attorno al tragico episodio. Vengono ora chiamati in causa l'imperizia e il materiale scadente utilizzato per la fabbricazione dei chiodi e perni metallici che assicuravano allo scafo i compartimenti stagni della nave.

Partito da Southampton per New York il 10 aprile 1912, il Titanic affondò dopo cinque giorni in due ore e quaranta minuti a largo di Terranova, a 150 Km dalla costa canadese. Ma non bastò per salvare tutti i suoi passeggeri, 1523. Sotto la terribile pressione dell'acqua penetrata nella falla provocata dall'iceberg, i perni cedettero e cinque o sei compartimenti stagni si riempirono di acqua provocando l'affondamento.

Poco, secondo gli scienziati, sarebbe bastato per evitare la tragedia. Se la percentuale di polvere di ferro utilizzata per la fabbricazione fosse stata del 2 per cento e non del 9, come effettivamente fu, i perni avrebbero resistito e solo due compartimenti stagni si sarebbero allagati. Il Titanic sarebbe rimasto a galla per molto più tempo consentendo alla nave Carpathia, che per prima rispose all'sos e che arrivò due ore dopo l'affondamento, di trarre in salvo una buona parte dei passeggeri, se non addirittura tutti.

Secondo questa tesi oggi molti film e libri, ispirati alla tragica e inevitabile fine del Titanic, sarebbero diversi. A fare da sfondo all'amore tra Rose e Jack, ovvero Kate Winslet e Leonardo di Caprio, protagonisti del film di James Cameron, ci sarebbe una realtà ben più cruda, quella di una tragedia che si sarebbe potuta evitare. Tra i tanti libri, uno fu un best seller mondiale. Si tratta di Titanic, la storia vera di Walter Lord, un libro da cui finora sono stati tratti 17 film.

Il Titanic, lungo 269 metri, era l'orgoglio della marina mercantile britannica e il più grande transatlantico allora esistente. Appena varata dai cantieri Harland and Wolff di Belfast, la stampa inglese l'aveva subito definita "l'inaffondabile". Ricerche appassionate e difficili hanno portato nel 1985 alla scoperta del relitto ad opera di Robert Ballard. Spezzata in due parti la nave giace a circa 3 mila metri di profondità.

(16 settembre 2006)
www.repubblica.it

16 settembre 2006

La bellezza non rende felice colui che la possiede,
ma colui che la può amare e desiderare.

Hermann Hesse


Nymph in the wind- foto di Maria Cecilia Camozzi

15 settembre 2006

Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici
d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,

l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.

Fernando Pessoa


colours of flamenco - foto di Maria Cecilia Camozzi

14 settembre 2006

VI

Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
-collana, boccetta, seta antica -
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: "Ah! dov'è?"
A come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola, l'allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.

Però non sono più di quello che sono.

Pedro Salinas


orange silk - foto di Brian Pawlowski www.photo.net/photos/beepy

13 settembre 2006

Itaca

Si vas a emprender el viaje hacia Itaca,
pide que tu camino sea largo,
rico en experiencias, en conocimiento.
A Lestrigones y a Cíclopes,
al airado Poseidón nunca temas,
no hallarás tales seres en tu ruta
si alto es tu pensamiento y limpia
la emoción de tu espíritu y tu cuerpo.
A Lestrigones ni a Cíclopes,
ni a fiero Poseidón hallarás nunca,
si no los llevas dentro de tu alma,
si no es tu alma quien ante ti los pone.

Pide que tu camino sea largo.
Que numerosas sean las mañanas de verano
en que con placer, felizmente
arribes a bahías nunca vistas;
detente en los emporios de Fenicia
y adquiere hermosas mercancías,
madreperla y coral, y ámbar y ébano,
perfumes deliciosos y diversos,
cuanto puedas invierte en voluptuosos y delicados perfumes;
visita muchas ciudades de Egipto
y con avidez aprende de sus sabios.

Ten siempre a Itaca en la memoria.
Llegar allí es tu meta.
Mas no apresures el viaje.
Mejor que se extienda largos años;
y en tu vejez arribes a la isla
con cuanto hayas ganado en el camino,
sin esperar que Itaca te enriquezca.
Itaca te regaló un hermoso viaje.
Sin ella el camino no hubieras emprendido.
Mas ninguna otra cosa puede darte.

Aunque pobre la encuentres, no te engañará Itaca.
Rico en saber y en vida, como has vuelto,
comprendes ya qué significan las Itacas.

Konstantinos Cavafis

9 settembre 2006

Vieni a scoprire

la voce delle stelle

nei sogni più blu.


Humac

foto di Marta Glinska

8 settembre 2006

Uva, una medicina buonissima
Per prepararsi al cambio di stagione, curare il relativo stress e depurarsi, uva a volontà!


In opportune dosi e modalità, infatti, si può trasformare in una preziosa medicina contro il logorio psico-fisico, depura, rivitalizza, sgonfia . Ottima anche per pelle e capelli.

La cura con l'uva, ovvero ampeloterapia, era ben conosciuta anche dai greci e dai romani. In Italia, dal 15 settembre al 7 ottobre, ogni anno, sulle rive del Garda Trentino si festeggia l'antichissima tradizione della cura dell'uva, che tra il 1800 e il 1900 coinvolgeva qui tutta l'elite mitteleuropea.

L' uva fresca è energetica, rimineralizzante, disintossicante, diuretica e lassativa. Viene utilizzata nelle anemie e nelle convalescenze, in gravidanza e nel periodo dell'allattamento, durante sforzi fisici e psichici perché riesce a stimolare fortemente la funzionalità dei neuroni, le cellule del sistema nervoso. Abbassa il colesterolo e facilitando il metabolismo è d'aiuto contro artrite, ipertensione, obesità e stitichezza. Contrasta l'irritazione della pelle, l'eczema e i brufoli, donando anche più tonicità e luminosità. I capelli si rinforzano e si rivitalizzano.

Il suo succo contiene inspiegabilmente nelle stesse proporzioni tutte le principali sostanze nutritive analoghe a quelle del latte materno. Per tale motivo viene chiamato latte verde!

L'uva secca (uva passa o uvetta), essendo anche molto ricca di potassio, riduce l'ipertensione arteriosa.

Le foglie hanno proprietà astringenti e svolgono un'azione angioprotettrice d'aiuto ai capillari.
Possono essere usate sia fresche che essiccate in cucina o per realizzare medicamentose tisane anche in associazione con foglie di maggiorana e fumaria per frenare le emorragie che accompagnano la menopausa; unendole con foglie di ippocastano e rusco e amamelide (si trovano in qualsiasi erboristeria) contro le infiammazioni della prostata.
Le tisane vanno prese 3 volte al giorno per un mese di seguito a ogni cambio di stagione.

L'uvaterapia in pratica.
La cura dell'uva tipo soft può essere limitata a tre giorni (nei paesi di lingua tedesca, essendo abituati, arrivano fino a trenta giorni), mangiando lentamente soltanto uva (meglio con semi e buccia) minimo 600 grammi il primo giorno, 1200 il secondo 2 chili il terzo, in regime graduale di disintossicazione alimentare, bevendo solo acqua oligominerale o succo fresco d'uva, lontano dai "pasti". E' indispensabile, infatti, preparare l'organismo al cambiamento, abbandonato in modo graduale i cibi ricchi di grassi e di proteine (carne, pesce, formaggi, uova...) per arrivare a consumare nei primi due giorni che precedono la cura vera e propria verdure crude e frutta fresca che non sia uva.
Dopo i tre giorni di cura di sola uva, si iniziano a reintrodurre, accanto all'uva che si riesce ancora a mangiare, poco a poco gli altri alimenti, a partire dai cereali (pane, riso, pasta...). Per evitare spiacevoli disturbi intestinali l'uva andrebbe sempre mangiata lontana dagli altri alimenti.
La cura dell'uva è sconsigliata a chi soffre di ulcera gastrica, ai diabetici, ai colitici e nel periodo di mestruazioni.

Per la cura della pelle, in alternativa al mosto, utilizzare la polpa d'uva di un grappolo, ottenuta schiacciando gli acini con una forchetta. Miscellare con miele e olio essenziale di fiori d'arancio e applicare con movimenti circolari sul viso, lasciando agire per almeno 15 minuti.

La cura dell'uva contro i tumori.
E' il titolo di un famoso e discusso libro pubblicato nel 1941 in America dalla nota naturopata Johanna Brandt. Vi si sostiene che l'uva essendo un potente antisettico è un potente solvente di depositi di materia inorganica, nonché di proliferazioni neoplastiche.

Gabriele Bettoschi

7 settembre 2006

la mia primavera:

nell'odore d'autunno

colgo vento di te


Sara Vassy


Searching the light - foto di Maria Cecilia Camozzi

6 settembre 2006

foto di SCHOENENWALD THIERRY




Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d' estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alto e vittorioso sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

Nazim Hickmet

5 settembre 2006

foto di Jörn Stubbe www.js-fotografie.de


Septiembre (fragmento)

En los valles oscuros
antes del amanecer
en todos los montes
y los valles desiertos
campos hambrientos
villas fangosas
villorrios
ciudades
patios
cabañas y tugurios
en las fábricas, en los almacenes, en las estaciones
en el granero
en las granjas
y en los molinos
en las oficinas
centrales eléctricas
establecimientos

en las calles y en las curvas
arriba
entre barrancos, precipicios, cumbres y colinas
márgenes de los campos
pendientes
en los lugares más sombrios y desiertos
en los bosques amarillos del otoño
en las piedras
en el agua
en los tórbidos remolinos
en las praderas
jardines
campos
viñedos
en los refugios de los pastores
entre arbustos
rastrojos ardientes
pantanos
flores con espinas:
andrajosos
sucios de fango
hambrientos
de caras entumecidas
del trabajo emancipados
del bochorno y del frio endurecidos
deformes
lisiados
retintos
negros
descalzos
torturados
ordinarios
salvajes
rabiosos
furibundos

- sin rosas
sin cantos
sin marchas y tambores
sin clarinetes, tímpanos y organillos,
sin trombones, trompetas y cornetas:

sacos andrajosos al hombro,
mejor dicho espadas brillantes -
ropas ordinarias en mano
mendigos con bastones
con palos
picos
astillas
arados
hachas
halcones
girasoles
- viejos y jóvenes -
se apresuran todos, de todas partes
- como una manada de bestias ciegas
en enloquecedora carrera a lanzarse,
unas miradas
de toros furibundos -
con gritos
con aullidos
(detrás de ellos - el tiempo nocturno - petrificado)
volaron, avanzando
en desorden
irrefrenable
formidable
sublime:
EL PUEBLO!

Geo Milev

3 settembre 2006

NO PREGUNTES POR MÍ

Mud-walled mosque in Djénné, Mali - foto di Rémi Bénali (www.NationalGeographic.com)


NO PREGUNTES POR MÍ

En las fronteras donde el agua juega a hacer canales con las sombras, he percibido la caricia salada de tus playas. Liban su piel escrita a mordiscones hasta arañarse de dudas inconclusas. Un pedazo de pan flota en pantanos, nos mira hasta medirnos el calor de la entrega.

Nunca te has ido, siempre lo supe. En cada tarde gris, cuando moría el grito, mojé con tinta de jazmines estos dedos. Escribí para tus ojos sobre paredes blancas, sabiendo de estas notas empeñadas en continuar arqueando cielos. Puse un beso en el aire para sellar reclamos de tus párpados, mientras las lluvias azotaron su ritual sobre almohadas amanecidas en insomnios.

Siempre has estado, siempre lo supe cuando olía a piedra-barro-arena-margaritas. Cuando las aves ataron con sus hilos de luna, el rumor del otoño, al demorar escarchas sobre mis balcones. O ante el naufragio ronco desde donde pude acariciar los surcos que te habitan, esos mismos que me construyen-destruyen la impotencia de saberme sin tenerme.

Claro que no pregunto. No, no es necesario, porque los círculos de humo dibujan tus manos en el hueco fatal de este misterio.


© Silsh
(Silvia Spinazzola)

1 settembre 2006

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