
Arriverà quel giorno
in cui mi sorreggeranno le foglie.
Stasera erano un infinito tappeto stanco,
stanco come il rumore d'autunno
di certi discorsi.
Sotto ai pensieri dei tigli
ho trovato le mie scarpette laccate
ch'erano le mie fotografie
nell'aiuola di rose rosse.
Era il tempo prima dell'avvenire,
era il tempo di fragole e passeggiate,
era il tempo prima che iniziassero
a cambiare le stagioni.
Nella preghiera del silenzio della notte,
i rumori dei vetri rotti
mi riaccendono i tuoi occhi infranti
laddove ora ricordano i morti
Un faro illumina la memoria
e oscura il silenzio dei perdenti.
Si muovono come d'autunno i miei passi
mentre stride il buio al cuore
nel rumore delle foglie
Beatrice Niccolai
(foto di Maria Cecilia Camozzi)
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