8 marzo 2008

La cena

I capelli sfiorati dalla voce
alla spalla ribaltano la prospettiva
della memoria misurata
palmo a palmo nella penombra
d'incanto in incanto nella pioggia leggera.

Dall'aria addormentata della sera
ho raccolto il profumo del giorno
la luce grigia nel silenzio iridescente
si è sparsa ovunque...
al di là del tavolo danza sinuosa la fiamma
in un crepitio ipnotico
la gente si è seduta attorno
ai discorsi vacui che il tempo scolora.

Tra lo sguardo e la parola esatta
trattengo invece quell'istante
che avvolge il culmine dell'immortalità
della nostra resilienza al mondo
e lascio fluire.

Maria Cecilia Camozzi


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