30 novembre 2008

Ho quasi paura

Ho quasi paura, in verità,
tanto sento la mia vita allacciata

al pensiero radioso
che l'anima mi ha preso l'altra estate,

tanto la tua sempre cara immagine
abita in questo cuore tutto tuo,

questo mio cuore soltanto bramoso
di amarti e di piacerti!
Io tremo - e tu perdona
la mia estrema franchezza -

se penso che un sorriso, una parola
da parte tua son legge ormai per me,

e che ti basterebbe un solo gesto,
una parola, un battito di palpebre,

per chiudere il mio essere nel lutto
della sua celeste illusione.


Paul Verlaine




Photography by Lilya Corneli
foto di Lilya Corneli

28 novembre 2008

El insecto

De tus caderas a tus pies
quiero hacer un largo viaje.

Soy más pequeño que un insecto.

Voy por estas colinas,
son de color de avena,
tienen delgadas huellas
que sólo yo conozco,
centímetros quemados,
pálidas perspectivas.

Aquí hay una montaña.
No saldré nunca de ella.
Oh qué musgo gigante!
Y un cráter, una rosa
de fuego humedecido!

Por tus piernas desciendo
hilando una espiral
o durmiendo en el viaje
y llego a tus rodillas
de redonda dureza
como a las cimas duras
de un claro continente.

Hacia tus pies resbalo,
a las ocho aberturas
de tus dedos agudos,
lentos, peninsulares,
y de ellos al vacío
de la sábana blanca
caigo buscando ciego
y hambriento tu contorno
de vasija quemante!

Pablo Neruda


Mujeres da te.
Mujeres - foto di Maria Cecilia Camozzi

27 novembre 2008

Passi d'aria

Ancora manco
come rapita dal lontano niente
in cui siamo quella sagoma
di passi d'aria.

Dietro le nuvole,
un aereoplano vola verso
un'altra stazione di partenza.

Un ventre di ragioni,
partorisce ogni giorno
nuovi dubbi.

Le chiavi sono al solito posto
dove le lasciasti:
impresse in memorie già di gesso,
con una toppa diversa,
già pronta per essere d'altri,
la stessa identica storia.

Ci sono altari che non hanno dèi
e giorni che non chiedono altro
che il passare, come un dolore,

velocemente.



Beatrice Niccolai

26 novembre 2008

Riflessione

"Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato."

Buddha



http://www.cs.princeton.edu/~san/bernstein.jpg
Leonard Bernstein

25 novembre 2008

14 - Viaggio in Cina

Il flauto risponde al flauto,
né di osso, né di legno,
ma quello che custodiscono i monti
nelle proprie grotte e crepacci,
alle corde rispondono quelle stesse corde
e alla parola risponde la parola.

Ed alla stella della sera, che presto sorge
la preghiera del mio cuore risponde:

Tu fai nascere migliaia di stelle,
stella della sera,
e da mille preghiere
è infiammato il mio cuore,
da una miriade di preghiere su una cosa sola:
svegliati,
guardami, amico mio ispirato,
guarda come brilla la notte...

Olga Sedakova



Jardin Chinois /Chinese garden da jelrdan.
Jardin Chinois - foto di jelrdan

24 novembre 2008

Rimedi segreti: ecco come si curano i medici quando sono malati

24 novembre 2008 - Vi siete mai chiesti come si curano i medici quando si ammalano? Prendono gli stessi farmaci che consigliano a noi oppure ricorrono a qualche rimedio speciale che custodiscono gelosamente per sé e i loro familiari? Un articolo del Daily Mail ci svela qualcuno di questi segreti attraverso delle interviste ai medici.

  • Raffreddore: il professor Ron Eccles, direttore del Centro nazionale Malattie del Raffreddamento, svela che non appena avverte i primi sintomi del raffreddore, si prepara un bagno molto caldo e resta immerso per almeno venti minuti. Le temperature alte, infatti, possono fermare il virus ed evitare che si riproduca nella cavità nasale.
  • Sciatica: Robin Sheperd, direttore del Consiglio generale delle Osteopatie, racconta che per trovare sollievo in caso di sciatica, si stende sulla schiena con entrambe le ginocchia piegate, i piedi poggiati al pavimento e una pallina da tennis sotto la schiena nel punto più dolorante. Poi effettua una forte pressione sulla palla facendola ruotare nel punto in cui avverte dolore. Dopo circa cinque minuti i muscoli si rilassano e il dolore diminuisce.
  • Problemi con i denti: il chirurgo odontoiatra Lynn Dover racconta di essere ricorsa ad un espediente originale una volta che - trovandosi ad un matrimonio - si è rotta una capsula. In quella circostanza ha usato un piccolo pezzo di gomma da masticare per incollarla temporaneamente. E’ fondamentale, però, che la gomma sia “sugar free” perché lo zucchero attacca i denti.
  • Diarrea: il rimedio suggerito dal dottor Kevin Whelan per prevenire la disidratazione dell’organismo consiste nella preparazione di una miscela da bere durante il giorno così composta: mezzo litro di acqua con quattro cucchiaini da tè di zucchero e mezzo di sale. Il sale e lo zucchero favoriscono il riassorbimento dell’acqua nel corpo aiutandolo a reidratarsi più velocemente.
www.benessereblog.it

23 novembre 2008

22 novembre 2008

El beso fantasma

Para Rubén M. Campos.

Yo soñé con un beso, con un beso postrero
en la lívida boca del Señor solitario
que desgarra sus carnes sobre el tosco madero
en el nicho más íntimo del vetusto santuario.

Cuando invaden las sombras el tranquilo crucero,
parpadea la llama de la luz del sagrario,
y agitando en el puño su herrumbroso llavero,
se dirige a las puertas del recinto el ostiario.

Con un beso infinito, cual los besos voraces
que se dan los amados en la noche de bodas,
enredando sus cuerpos como lianas tenaces...

Con un beso que fuera mi palladium bendito
para todas las ansias de mi ser, para todas
las caricias bermejas que me ofrece el delito.


Amado Nervo, 1898

19 novembre 2008

Disegno

Fosco giorno d’autunno, nevischio.
Un morbido grigio disegno,
tracciato come in un sogno.
I pini han raccolto cotone di cielo
e infilato i fiocchi tra i capelli,
e le betulle tendono i rami sottili
delicatamente, delicatamente...
Su pozze ghiacciate scrivono gli uccelli
su nuove lavagne.

Olav H. Hauge


Evening in Iran da ~VISTA.
Evening in Iran - foto di ~VISTA

18 novembre 2008

Dopo un po' impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.
Ed inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta, con gli occhi aperti, con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bimbo.
E impari a costruire tutte le tue strade oggi, perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po' impari che il sole scotta se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero.

Veronica A. Shoffstall


Le 3 Grazie da te.
Le 3 Grazie - foto di maria cecilia camozzi

16 novembre 2008

L'uomo


Le piante, da quelle di seta fino alle più arruffate
gli animali, da quelli a pelo fino a quelli a scaglie
le case, dalle tende di crine fino al cemento armato
le macchine, dagli aeroplani al rasoio elettrico

e poi gli oceani e poi l'acqua nel bicchiere
e poi le stelle
e poi il sonno delle montagne
e poi dappertutto mescolato a tutto l'uomo

ossia il sudore della fronte
ossia la luce nei libri
ossia la verità e la menzogna
ossia l'amico e il nemico
ossia la nostalgia la gioia il dolore

sono passato attraverso la folla
insieme alla folla che passa.


Nazim Hikmet


after a long day da LevT.
after a long day - foto di LevT

15 novembre 2008

Abitiamo attraverso la pelle
troppo vicini, per avvicinarci di più: questa separazione,
attraverso gli uomini che ti ricordo, dura,
attraverso gli uomini che prima ti hanno percorso, stazione,
di un testo di lingua straniera, attraverso le donne,
che non ho sedotto tanto da dimenticarmi di loro; solo
questo terrore primordiale, è da quello che riconosciamo come
dalla lingua madre
sentita in una stazione sconosciuta; i più vicini e dunque
i più lontani, amati e pieni di odio,
due innesti estranei, che si sono immessi sullo stesso tronco, sul
tronco reciso dello sguardo, di una conversazione interrotta; la lancia
ha trafitto due animali, gli animali del respiro, che
ci si è conficcato nelle gole; la lancia? il respiro? se anche
lo innestassi, non ti aspettare un altro albero
diverso dall’insonnia, abitiamo attraverso la pelle troppo lontano
per parlare di una separazione; tra noi è durata come fosse un lungo viaggio,
quando il treno ritarda e tu da sola devi
aspettare nella stazione deserta
con uno sconosciuto a caso; tra noi è durata? questa intima
separazione, questo dolore primordiale e il respiro
ridotto a un alito; e così era lo sguardo tra di noi: abitiamo

attraverso la pelle dello sguardo


Ryszard Krynicki


Not a nude shot da Tampen.
Not a nude shot - foto di Tampen

14 novembre 2008

Adesso che il tempo sembra tutto mio
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una esplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
dove non c'è richiamo e non c'è più ragione
di spogliarsi in fretta per riposare dentro
l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
adesso che il mattino non ha mai principio
e silenzioso mi lascia ai miei progetti
a tutte le cadenze della voce, adesso
vorrei improvvisamente la prigione.

Patrizia Cavalli


Oups!!! Ok!!! Je m'en vais......... da jelrdan.
Oups!! Ok!!! Je 'en vais..... - foto di jelrdan

13 novembre 2008

Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kavafis


Fallen da shastadaisy2008.
Fallen - foto di shastadaisy2008

12 novembre 2008

Stanotte sarò miele sulla tua pelle,
come labbra che rintracciano il sentiero
a ritroso lungo i meridiani del corpo,

sino alla fonte dei baci.
Sognerò il tuo respiro tra i capelli, lo sguardo
intenso nella penombra degli alberi
e la punta delle dita che naviga in silenzio sopra
e sotto il suono del tuo nome.
Seguirò il mio nuovo cammino
immaginandoti nel bianco delle lenzuola
che sanno di nuvola a primavera
e le braccia che si allungano come rami
tra le pieghe del cielo e le stelle nei tuoi occhi.


Maria Cecilia Camozzi


Siren in blue da te.
Siren in blue - foto di maria cecilia camozzi

11 novembre 2008

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (C. Pavese)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.


Cesare Pavese






Le immagini sono di Gregory Colbert

III

Di buio in buio,
da secoli morto
mi sospinge il mio cercarti.
Il mio male terreno
fatto è terrore ed ansia di trovarti.
In questo silenzio
solo mi resta il domandarmi
il perché del peccare,
il districare paziente
la mia perversa natura,
che gli angeli non possono toccare.
In questo buio
solo mi resta questo tormentarmi.


Giorgio Manganelli

8 novembre 2008

Giovinezza, dolce sogno?

Notti e notti la fronte tra le mani
chino, ho vegliato sui libri
ciò che cercavo non l'ho trovato,
ciò che ho trovato l'ho per anni da allora dimenticato.

Per notti e notti, con la bocca ardente
fui zimbello di belle donne
e mi fu svelato il mistero dell'amore
acceso di voluttà e ricco d'onore.

Per notti e notti assorto e solitario
nella notte confusa dal vino e dall'ebbrezza
ora siedo e mi sento sprofondare
e le sue luci ammiccan come spettri.

Sapienza tanto a lungo inseguita
parole, canzoni sono maturate in me,
ma le lascio silenziose e inespresse
ondeggiare verso i tramonti blu.

Hermann Hesse


Can you telling me a story? da te.
Can you telling me a story? - foto di maria cecilia camozzi

7 novembre 2008

ballata d'autunno

Sentirai ancora sussurri alle finestre,
origami di foglie
volare e abitare il silenzio.

Ho posato l'ancora
a dieci i metri dalla tua bocca
per coglierti nella distanza
e vederti ancora come allora.

a due passi dalla mia finestra
dietro a occhi lucidi
che non guardano più niente.

Guarda la memoria di un'ombra
che si allontana furtiva
con le dita ancora sporche d'Amore.

Nella triste ballata
fra il viale e il cielo,

solo le foglie.



Beatrice Niccolai


Natural Crane Birds da aremac.

Natural Crane Birds - foto di aremac

5 novembre 2008

¿Dónde?

A Franciso Díaz de Castro

Donde ya no hay palabras,
donde sopla el silencio su cristal
y lo afina en la copa del consuelo;
donde el llanto se rinde, desoído en su fe,
a su duro esqueleto de alegría;
donde el hueso y la carne,
donde el dolor y el miedo callan sordos;
donde se vio atendida
un instante en su afán nuestra plegaria.
Sobre la misma muerte,
en su podrida turba, en su fermento oscuro,
donde arraiga, carnívora,
la fiera flor solar de estar con vida.
En el ciego entusiasmo, en la pureza:
donde tan sólo fuimos
—¿dónde?—
pobres almas de dios,
sólo polvo feliz
que la tormenta eleva sobre el mundo,
suplicante
relámpago
de amor,
eléctrica belleza sin custodio.


Vicente Gallego



Stormy Strait with Breaking Light da ecstaticist.
Stormy Strait with Breathing Light - foto di ecstaticist

4 novembre 2008

Il brillío

Amore, vorrei averti amato
non ora, ma in quel tempo
quando solo, per l’unica volta,
si ama. La bellezza
allora è impervia, e insieme liscia
indifesa, terribile, soltanto
chi ne è parte non vede
la dura divinità di quel dono.
Senza riparo o rete
avrei voluto amarti
perdendo la nozione che separa
la tua impazienza dal campo di grano,
il mattino dall’anno, dalla vita.
Inseguo la tua immagine
una delle lune di allora, un fuoco
un principio imperioso,
cosa solo del buio, del mistero
di anni senza conto scorsi via.

Daniele Piccini




Budapest (foto da file)

3 novembre 2008

vita di condominio

ho invitato a cena i miei vicini
non e' venuto nessuno - il tempo, la pioggia

come segnaposto c'era un libro per ciascuno
li ho accuratamente rimessi in ordine alfabetico

avevo assegnato ad ognuno un poeta per compagno
gli artisti hanno digiunato per protesta

muoviti - vai - vieni e torna
ma dove trovi la vita nel tempo

chiederò un assemblea condominiale
per vedere gli sguardi dei miei vicini

e poi me ne andrò lieta nel cuore
per aver scattato poche foto sfocate


Paola Scanagatta


Out of Luck - Still Life da kevsyd.
Out of Luck - foto di kevsyd

2 novembre 2008

Fine del mondo

Salvo con calma un
cristallo di rocca, una
medaglia; salvo un verso
e una penna dall’aria;
come un odore di pane, sul nulla
una finestra aperta.

Ángel Crespo


I colori delle parole da te.
i colori delle parole - foto di maria cecilia camozzi

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