Quando entro in libreria
ho le idee chiare su ciò che voglio:
mi avvicino allo scaffale con risoluta
reverenza, scorro i ripiani cercando
tra le coste colorate il prescelto
e tocco la copertina ne annuso le pagine
controllo gli angoli, il tipo di carattere e
tra tutte, scelgo la copia che sento mia,
le cui frasi si schiudono con la sua voce
che risuona tra le parole come l’eco
di primavera nella memoria,
e che era lì ad aspettarmi e che porto
alla cassa - al piano di sotto, come un cane
trionfante col fagiano in bocca.
Ultimamente, però, ordino i libri sul web
e quell’emozione tra euforia e grazia
che mi accompagna e mi pervade nella scelta
non c’è più. Mi manca.
La copia richiesta – che mi arriverà per posta
dentro una busta imbottita
la prende qualcuno dal deposito
a caso tra quelle impilate, e con un gesto
meccanico la impacchetta in fretta, incolla
l’etichetta e se ne va a pranzo.
Maria Cecilia Camozzi Bozzani

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