31 marzo 2009

Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
piú del fresco germoglio.
Tanto e altro puó darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontá di
essere sempre assente perchè
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.

Eugenio Montale


30 marzo 2009

Notte d'autunno

In questa notte d' autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, padre
le tue parole, amore
le tue parole, amico.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Nazim Hikmet



Ascension of a dying tree da shastadaisy~.
Ascension of a dying tree - foto di shastadaisy~

29 marzo 2009

Notte

Alto eucalipto e ampia luna.
Una stella trasale nell’acqua.
Cielo bianco, argentato.
Pietre, pietre scorticate fino in cima.
Accanto, nel basso fondale, s’udí
il secondo, il terzo salto d’un pesce.
Immensa, estatica orfanezza – libertà.

21 ottobre 1968
Campo dei deportati politici di Partheni, isola di Leros.

Ghiannis Ritsos



Trio blu da te.
Trio blu - foto di Maria Cecilia Camozzi

27 marzo 2009

Casa di riposo La Quiete - Udine

Se da fuori si sentisse il rumore
dei pensieri ti direbbe del disagio
e dei muri tinti di vernice all’olio
fino a mezz’altezza e di un’aria
che è vapore di disinfettanti e
malattia
ti direbbe che
si può fermare il tempo in presa
fissa su di un solo fotogramma:
stanze dove non si parla
letti a sponde
non i libri sopra i comodini
ma bottiglie d’acqua minerale
la stanchezza dello stare qui
chiama a sè il dolore
dello stare male

Francesco Tomada


Fiori di prunus da te.
fiori di Prunus - foto di Maria Cecilia Camozzi

26 marzo 2009

Un violinista nella metro

Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino.
Era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.

Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava.
Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare.

Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare.
Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista.

Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.

Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento.
Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari.

Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse.
Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento.

Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari.

Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.

Questa è una storia vera.

L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.

La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?".

Una delle possibili conclusioni di questo esperimento potrebbe essere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?".



L'immagine “http://seattletransitblog.com/wp-content/uploads/2009/02/coyote_pdx.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Coyote on Portland’s Max - http://seattletransitblog.com

25 marzo 2009

Guizziamo pesci
trafitti dalla punta d’un tardivo
incontro. Fra noi
le parole d’affetto sono elusa
voluttà – riusciremo
un giorno a deflagrare? – Già sull’ultima

dirittura acceleriamo
la corsa,
traguardo il nulla. Ma è
perdutamente soave questo
nostro passare fantasmi
attraverso la nebbia. Sei lieta
di guidarmi al semaforo giusto,
e mi lasci smarrito in questa funebre
baldoria di clacson.

Luca Canali



io & Camila - foto di Maria Cecilia Camozzi
envelop... da wyliedwyer.
envelop... - foto di wyliedwyer

24 marzo 2009

El Infinito

De un tiempo a esta parte
el infinito
se ha encogido
peligrosamente.
Quién iba a suponer
que segundo a segundo
cada migaja
de su pan sin límites
iba así a despeñarse
como canto rodado
en el abismo.

Mario Benedetti


Seminole wind da Daneli.
Seminole wind - foto di Daneli

22 marzo 2009

Su quello specifico Guanciale
I nostri progetti s'involano -
Il tremendo Domani della Notte
E se il sonno resterà
O ci accompagnerà - straniero -
A situazioni nuove
Lo sforzo di comprenderlo
È tutto ciò che l'anima può fare.


Emily Dickinson


chair I love...with pillow I sewed da citypix.
chair I love... with pillow I sewed - foto di citypix

20 marzo 2009

Nel dorato bacile d’un gran canto
versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore – noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che
fugge,
ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo più alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.


Edna St. Vincent Millay


Shine on Me da Nika Fadul.
Shine on Me - foto di Nika Fadul

19 marzo 2009

Occhio all’etichetta: cambia il regolamento del bio!

Con il primo gennaio è cambiato il regolamento del biologico. Quali sono le novità più interessanti per i consumatori? Lo abbiamo chiesto a Venetia Villani, direttrice della rivista Cucina Naturale.

La cosa più visibile è che adesso i prodotti possono chiamarsi “biologici”. Il regolamento precedente imponeva che si indicasse “da agricoltura biologica” mentre ora è possibile utilizzare l’aggettivo “biologico”. Troveremo presto sulle etichette scritte come latte biologico, pasta biologica, e così via, e questo renderà tutto più immediato e più facile per i consumatori. Altra regola importante introdotta è che queste parole sono ancora più protette. Prima un’azienda non biologica poteva chiamarsi “biofragole” piuttosto che “ecologica pincopallino” e riportarlo in etichetta. Ora non è più possibile. Un’azienda può avere un nome che fa riferimento al biologico, all’organico o all’ecologico solo se produce biologico certificato.

Maggior garanzie per il consumatore e per il produttore, quindi?

Certo, non ci si può spacciare per produttori bio quando non lo si è.

Altri cambiamenti importanti?

Fino al 2008 si potevano produrre alimenti con una percentuale tra il 70 e il 95 per cento di ingredienti bio. Questa categoria ora non esiste più: un prodotto biologico deve contenere almeno il 95 per cento di ingredienti da agricoltura biologica. Questo non si significa che si possa produrre, ad esempio, un riso per il 95 per bio e il 5 per cento non bio! Quel 5 per cento di non bio consentito è sempre e solo riferito a ingredienti che è ancora difficile reperire come biologici in Europa, come certe spezie particolari. Si tratta sempre e comunque di ingredienti presenti in piccolissime percentuali.

Altra novità è che si possono introdurre ed evidenziare in etichetta singoli ingredienti biologici. Ciò significa che anche se un prodotto non è etichettato come bio, sarà possibile verificare se nell’elenco degli ingredienti ce n’è uno biologico. Questa è un’innovazione per i prodotti che non possono per definizione essere biologici, come ad esempio i funghi spontanei o i prodotti della pesca. L’esempio più eclatante è quello che riguarda il tonno sott’olio: stanno cominciando a comparire sul mercato confezioni di tonno in olio extravergine di oliva biologico.

Infine va detto che questo nuovo regolamento considera il biologico in maniera “olistica”, perché riconosce il suo importante ruolo nei confronti dell’ecologia, dell’ambiente e del territorio. E questa è sicuramente un’ottima cosa.

A cura di Paola Magni

www.lifegate.it

17 marzo 2009

Abbi pietà di me

Abbi pietà di me che sto lontana

che tremo del tuo futile abbandono,

tienimi come terra che pur piana

dia nella pace tutto il suo perdono

od anche come aperta meridiana

che dia suono dell'ora e dia frastuono,

abbi pietà di me miseramente

poichè ti amo tanto dolcemente.



Alda Merini



San Rafael Valley, Arizona da cobalt123.
San Rafael Valley, Arizona - foto di cobalt123

16 marzo 2009

E a me che importa

E a me che importa se non mi ami!
Non hai sentito quando sei mesi, due giorni,
quattro ore, quindici minuti e tre secondi fa
ti ho chiesto: 'Mi fai un favore, puoi tenermi il cuore
e la sciarpa, che fra un po' vengo a riprenderli?'
Ovvio, non nego che sei mesi, due giorni
e quattro ore fa mi hai restituito la sciarpa.


Jairo Anibal Niño



tutu_Tommy-Oshima
foto di Toshihiro "Tommy" Oshima

15 marzo 2009

Nell'amore isolati come in un bosco nero,
i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza [...]

Paul Verlaine


Estoy.... da Franca Alejandra.
Estoy.... - foto di Franca Alejandra

14 marzo 2009

Eclissi

Una luna gigantesca si specchia nelle acque della baia di Manila nelle Filippine. Non lasciatevi ingannare, questo è in realtà il sole durante un'eclissi parziale il 26 gennaio scorso.
Se invece siete appassionati di eclissi totali segnatevi questa data: 22 luglio 2009. Quel giorno secondo gli astronomi calerà la "notte diurna" più lunga del secolo (oltre 5 minuti). Un appuntamento da non perdere, peccato che sia un po' fuori mano, sarà visibile solo in alcuni paesi come India, Cina, Nepal e Bangladesh.

www.focus.it



13 marzo 2009

Rifugio

Talvolta io cerco rifugio
in te
da te e da me

dalla collera per te
dall'impazienza
dalla fatica

dalla mia vita
che toglie speranze
come la morte

Io cerco difesa
in te
dalla quiete troppo quieta

Io cerco in te
la mia debolezza
Questa mi deve venire in aiuto

contro la forza
che io
non voglio avere


Erich Fried



A little bit of light da te.
A little bit of light - foto di Maria Cecilia Camozzi

12 marzo 2009

Ho pena delle stelle

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena di loro.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come di un braccio o delle gambe?

Una stanchezza d'esistere,
di essere,
soltanto di essere,
l'essere triste lume o sorriso...

Non ci sarà infine,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un'altra specie di fine,
o una grande ragione-
qualcosa così
come un perdono?


Fernando Pessoa



Lioness with Cub Feeding, Masai Mara 2007 - foto di Nick Brandt

11 marzo 2009

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

Alda Merini



shadows & zebras - foto da file ppt

9 marzo 2009

Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena -
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.
Emily Dickinson


Leopardo en Namibia
Leopardo in Namibia - foto di © Thorsten Milse

8 marzo 2009

Non dire per cosa vieni. Lasciami
indovinare dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato. È lontana la
tua casa? Ti do la mia: leggo nei

tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti
ha vinto; e, sul tuo volto, le ombre
mi raccontano il resto del viaggio. Dai,

vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo – è una
meta senza dolore e senza memoria. Hai

sete? Avanza dal pomeriggio solo una
fetta d’arancia – mordila nella mia
bocca senza chiedere. No, non dirmi
chi sei né per che cosa vieni. Decido io.


Maria do Rosário Pedreira




Sadhu at the shrine of Tirupparankunram, Tamil Nadu, India - foto da www.sacredsites.com

7 marzo 2009

Di nulla possiamo lamentarci.
Ci siamo fatti largo nell’angusto
passaggio verso la feritoia
per decidere, infine, un attivo
controllo della respirazione.
È una quiete distesa dove
ognuno conduce, senza volerlo,
questo leggero movimento del corpo
con silenziosa, commossa
partecipazione dal terzo pianeta del sole


Mary Barbara Tolusso


To Brush da Phazeman.
To Brush - foto di Phazeman

6 marzo 2009

Ti porto via
dalla plancia di comando
di questo cimitero
che prende il mare.
Vecchia cellula erosa
abituata ai venti,
ne guido l’abside di vedetta.
Tu nel ponte, sottocoperta, primo
mio viaggiatore amato,
a cui devo l’onore del viaggio.
Non ti proteggerò dal lungo buio
delle notti,
ma sarò lucciola perenne che brucia
con la tua,
sfarfallando negli anni.
La terra si è ricoperta di fiori,
e io guido la carica della nave
su cui ti sei imbarcato senza dirmi
neanche “ciao” (e lo avresti voluto,
anche per essere un’ultima volta mio).

Daniele Piccini



6th LAKE: THE RIGHTS OF DAWN da wildcardpoet.
6th lake: the rights of dawn - foto di wildcardpoet

5 marzo 2009

Sempre sia il mio cuore aperto
ai piccoli uccelli che sono il segreto
del vivere
qualsiasi loro canto è meglio del sapere
e gli uomini che non li sentono
sono vecchi

E.E. Cummings


foto di Łukasz Talaga

4 marzo 2009

(senza titolo)

Ad alzarsi presto e mettersi
in viaggio nel buio
quando poi fa giorno è come
svegliarsi un'altra volta

l'alba mi ha sorpreso sulla provinciale
davanti alle cartiere di Tolmezzo
dalla segatura messa a inumidire
salivano vapori nel mattino
e sembrava di vedere ancora calde
le macerie dei miei sogni


Francesco Tomada


Mount Kinabalu da Proimos.
Mount Kinabalu - foto di Proimos

3 marzo 2009

Tutti i paesi sfiorati una volta
nelle Marche tra il mare e l’Appennino,
tutte le storie che iniziano ora,
uno che prende la mano
e ne ignora le righe
inventa un’altra fine.
Essere in tutte queste storie insieme
o avere pace in una
come tutti.
Avere cuore per amare un volto
e non temere il proprio
ad ogni lampo,
conoscere quel buio, quel ventre
per tutto il tempo, che non stanca mai.

Daniele Piccini


Shadow & Gold da te.
Shadow & Gold - foto di Maria Cecilia Camozzi

2 marzo 2009

Assaggia dalle mie dita un po’ di quest’acqua
di questa che ha ancora sapore di nuvola
che tornerà nuvola
c’è come una desinenza concorde
un muto cospirare di cerchi
in questo alfabeto
e così anche tu tornerai
come passi adesso che passo
senza toccarti

è la medesima semplicità del sasso
pronta a risolversi in polvere
è la medesima semplicità del silenzio
il silenzio, soltanto, perfetto


Pierluigi Cappello



SoftRocks da ★Scarlin.
Elwha River Washington - foto di Chris Humphreys

1 marzo 2009

Snow Monkey and Baby

“Snow swirled through the air as I laid on the frozen ground to create this unique perspective of a mother snow monkey with her baby clinging to her for warmth. As they traveled toward me along a well-worn trail, the powerful look in their eyes reflected the hardship of living in such an unforgiving environment.

“The day was overcast with snow falling. The low, flat light called for a higher ISO rating to achieve a fast shutter speed so I could hold the camera. Luckily, it is easy to change the ISO setting on my camera to accommodate various light conditions, so I bumped it up to 400.”

Jigokudani Yaen-koen is located at 2,800 feet in a mountainous region of Japan known for both its heavy winter snows and natural hot springs, which are frequented by monkeys and subsequently attract photographers from around the world.

Canon EOS 20D; 70-200mm lens; 1/250 sec at f/8; digital capture at ISO 400; handheld.


snowmonkeyandbaby.jpg

Grand Prize Winner

Nature's Best Photography Windland Smith Rice International Awards

SNOW MONKEY AND BABY, Jigokudani Yaen-koen, Nagano, Japan

by Toshio Hagiwara

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