29 giugno 2009

Mientras tú existas


Mientras tú existas,
mientras mi mirada
te busque más allá de las colinas,
mientras nada
me llene el corazón,
si no es tu imagen, y haya
una remota posibilidad de que estés viva
en algún sitio, iluminada
por una luz cualquiera...
Mientras
yo presienta que eres y te llamas
así, con ese nombre tuyo
tan pequeño,
seguiré como ahora, amada
mía,
transido de distancia,
bajo ese amor que crece y no se muere,
bajo ese amor que sigue y nunca acaba.


Ángel González



Trigo da AR conan.
trigo - foto di AR conan

28 giugno 2009

Terra di fate

Valli di nebbia, fiumi tenebrosi
e boschi che somigliano alle nuvole:
poi che tutto è coperto dalle lacrime
nessuno può distinguerne le forme.
Enormi lune sorgono e tramontano
ancora, ancora, ancora ...
in ogni istante
della notte inquiete, in un mutare
incessante di luogo.
E così
spengono la luce delle stelle
col sospiro del loro volto pallido.
Poi viene mezzanotte sul quadrante lunare
ed una più sottile delle altre
(di una specie che dopo lunghe prove
fu giudicata la migliore)
scende giù,
sempre giù, ancora giù,
fin quando
il suo centro si posa sulla cima
di una montagna, come una corona,
mentre l'immensa superficie,
simile a un arazzo,
s'adagia sui castelli
e sui borghi (dovunque essi si trovino)
e si distende su strane foreste,
sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,
sulle cose che dormono e un immenso
labirinto di luce le ricopre.
Allora si fa profonda - profonda! -
la passione del sonno in ogni cosa.
Al mattino, nell'ora del risveglio,
il velo della luna si distende
lungo i cieli in tempesta e,
come tutte le cose,
rassomiglia ad un giallo albatro.
Ma quella luna non è più la stessa:
più non sembra una tenda stravagante.
A poco a poco i suoi esili atomi
si disciolgono in pioggia: le farfalle
che dalla terra salgono a cercare
ansiose il cielo e subito discendono
(creature insoddisfatte!) ce ne portano
solo una goccia sulle ali tremanti.

Edgar Allan Poe

26 giugno 2009

Guardiana

Il sole cala. I prati in fiamme.
Il giorno perso, la luce persa.
Perché amo quel che svanisce?
Tu che te ne sei andata, che te ne andavi,
che stanze di tenebra abiti?
Guardiana della mia morte,

preserva la mia assenza. Sono vivo.

Mark Strand


seaweed 2 da -liyen-.
seaweed 2 - foto di -liyen-

25 giugno 2009

Una voce

Ascoltami rivivere nei boschi
sotto il fogliame della memoria
dove verdeggiante trascorro,
sorriso calcinato di antiche piante sulla terra,
stirpe carbonacea del giorno.

Ascoltami rivivere,
ti conduco al giardino di presenza,
abbandonato alla sera e ricoperto d’ombre,
abitabile per te nel nuovo amore.

Ieri deserto regnante, ero una foglia selvatica
e libera di morire,
ma il tempo maturava, nero compianto delle valli,
la ferita dell’acqua nelle pietre del giorno.


Ives Bonnefoy

love da santocielo.
love - foto di santocielo

24 giugno 2009

Invecchiamento

Sabato, domenica, di nuovo sabato – passato
anche il lunedí.
Crepuscolo tranquillo senza alcun colore, alberi,
sedie.
Non abbiamo sprecato nulla. Povera, povera
brocca della cena;
piatti, bicchieri, mani afflitte, abbandonate; –
il cucchiaio si leva; trova l’altra bocca – quale
bocca?
Chi mangia? Chi tace? Sulla finestra aperta
una piccola luna dimenticata inghiotte la saliva.
Ormai la questione non è che non siamo sazi,
ma che non abbiamo piú fame.


4 giugno 1968

Ghiannis Ritsos


Light dancers da te.
light dancers - foto di Maria Cecilia Camozzi

23 giugno 2009

Benessere... esotico

Forse non tutti sanno che alcuni frutti esotici, come avocado, mango o papaya, oltre a farci sognare terre lontane, hanno importanti proprietà medicinali. Ecco qualche esempio

La pianta dell'avocado, della famiglia delle lauraceae, è di origine messicana ed era già conosciuta ed utilizzata dai Maya sia come alimento, sia come medicinale. Le foglie costituiscono un ottimo antinfiammatorio naturale: se riscaldate ed applicate localmente leniscono le conseguenze delle contusioni. L'infuso di semi e corteccia, invece, ha proprietà astringenti, mentre la polpa del frutto viene utilizzata per combattere cistiti e uretriti.

Il mango, una pianta della famiglia della anacardiaceae, ha origini indiane ed è attualmente coltivato in quasi tutte le regioni tropicali.
L'infuso ottenuto dalla buccia del frutto cura le affezioni respiratorie, il raffreddore, la tosse e le bronchiti, mentre il decotto ottenuto dai semi della pianta elimina i parassiti intestinali. Le foglie, se masticate, leniscono il mal di denti.

Il maracuyà, meglio conosciuto come frutto della passione, della famiglia della passifloraceae, ha origini brasiliane. Frullare i frutti con acqua (3 ogni mezzo bicchiere) risulta utile in caso di mal di testa e pressione alta.

La papaya è originaria dell'America centrale. Questa pianta, della famiglia delle caricaceae, ha diverse proprietà medicinali: il succo del frutto favorisce i processi digestivi, mentre mangiarne i semi aiuta l'eliminazione dei parassiti intestinali.

Parliamo infine del tamarindo, pianta originaria dell'India, della famiglia delle caeselpinaceae. Il frutto ha un'azione lassativa, diuretica, disintossicante, antinfiammatoria, febbrifuga e antisettica.

Chiara Boracchi

22 giugno 2009

Dovremmo

Dovremmo nascere vecchi,
già dotati d'intelletto,
capaci di scegliere la nostra sorte in terra,
quali sentieri si avviano dal crocevia d'origine
e irresponsabile sia solo il desiderio di andare avanti.
Poi, andando, ringiovanire, ringiovanire sempre più,
maturi e forti arrivare alla porta della creazione,
varcarla e nell'amore entrando adolescenti,
essere ragazzi alla nascita dei nostri figli.
Sarebbero più vecchi di noi comunque,
ci insegnerebbero a parlare, per addormentarci ci cullerebbero,
e noi scompariremmo sempre più, divenendo sempre più piccoli,
come un chicco d'uva, come un pisello, come un chicco di grano...


Ana Blandiana



foto di Gregory Colbert

21 giugno 2009

CON LAS PIEDRAS, CON EL VIENTO

Mi reino vivirá mientras
estén verdes mis recuerdos.
Cómo se pueden venir
nuestras murallas al suelo.
Cómo se puede no hablar
de todo aquello.
El viento no escucha. No
escuchan las piedras, pero
hay que hablar, comunicar,
con las piedras, con el viento.

Hay que no sentirse solo.
Compañía presta el eco.
El atormentado grita
su amargura en el desierto.
Hay que desendemoniarse,
liberarse de su peso.
Quien no responde, parece
que nos entiende,
como las piedras o el viento.

Se exprime así el alma. Así
se libra de su veneno.
Descansa, comunicando
con las piedras, con el viento.

José Hierro, 1950


Drawing on Klimt da te.
Drawing on Klimt - foto di Maria Cecilia Camozzi

20 giugno 2009

Sentiero

È bello camminare lungo il torrente:
non si sentono i passi, non sembra
di andare via.
Dall'alto del sentiero si vede la valle
e cime lontane ai margini
della pianura, come pallidi scogli
in riva a una rada - si pensa
com'è bella, com'è dolce la terra
quando s'attarda a sognare
il tuo tramonto
con lunghe ombre azzurre di monti
a lato - Si cammina lungo il torrente:
c'è un gran canto che assorda
la malinconia -


Antonia Pozzi


Cerchi e colori da angelo greco.
Cerchi e colori - foto di angelo greco

19 giugno 2009

dalla prima foglia
mi separa
la memoria del cosmo

un colore fu la condanna
a morte del bianco?

o fu dolore d’iride
lo sforzo di farsi rosa?


Anna Buoninsegni

17 giugno 2009

Al di qua

La mia lunghezza d'onda
non è di sofferenza
che per contratto folle
si appiccica alla vita
e non vuol dire niente.

I segnali che ricevo
sono quelli dei fiori
che se ne vanno fieri
delle emozioni offerte
senza far commenti;

del sapore perfetto
che vive negli aranci
del sole che si alza
senza alcun permesso,
della voglia che prende

non si sa mai da dove
e sviene sul profumo
lucente dei capelli,
dei templi e le colonne
improvvise e solitarie

micce di bellezza accese
per sempre ai nostri occhi
sulle strade deserte
aspre del Peloponneso
che hanno avuto in sorte

il suono più profondo
della terra che usciva
intatto dalle nostre
filastrocche di gioia
sguaiate e senza senso.


Corrado Prestianni



Deep blue da te.
Deep blue - foto di Maria Cecilia Camozzi

15 giugno 2009

LA LLAMA

Hoy comienzo a escribir como quien llora.
No de rabia, o dolor, o pasión.
Comienzo a escribir como quien llora
de plenitud saciado,
como quien lleva un mar dentro del pecho,
como si el ojo contuviera toda
esa inmensa colmena que es el firmamento
en su breve pupila.

Me enciendo por pasadas plenitudes
y por estas presentes enmudezco.
Lloro por tener cerca una mujer,
por el agua de un monte
que suena entre cipreses en un lugar de Grecia;
lloro porque en los ojos de mi perro
hallo la humanidad, por la arrebatadora
música que quizá no merecemos,
por dormir tantas noches en sosiego profundo
bajo el icono y en su luz d oro,
y por la mansedumbre de la vela,
que sólo es eso, llama.

Comienzo a escribir y también la escritura
llora, porque respira y quema, porque pasa.
Qué gran gozo sentirme
yo mismo esa palabra que va ardiendo.
(Porque yo también ardo y también paso.)

Contemplo una llama muy quieta en la penumbra
de suaves jardines,
a la orilla de un mar calmo y antiguo,
y me voy encendiendo con la dicha
de saber que no existe otra verdad
que no sea esa llama, es decir,
la del amor que es don y que es condena.

Son llamas las palabras y son llamas los ojos,
que lloran sin llorar por el ser que yo fui
(aquel fuego cansado que temblaba
junto a otros jardines de otro mar)
y por el ser que ahora está mirando
fijamente una llama,
y que es, en soledad, la llama más gozosa.

Antonio Colinas


raggi dorati da te.
raggi dorati - foto di Maria Cecilia Camozzi

13 giugno 2009

DESPEDIDA

El camino, despacio,
retrocede a nuestras espaldas.
Todos los árboles se han alejado
hacia el poniente.
Todo en la tierra
se aleja alguna vez.
La luna y el paisaje.
El amor y la vida.
El reloj, en mi muñeca,
dice que son las cinco de la tarde.
La hora de los adioses,
la hora en que la misma tarde
agita nubecillas en despedida.

Jorge Debravo


Frozen eagle da te.
frozen eagle - foto di Maria Cecilia Camozzi

12 giugno 2009

Le vecchie

Si legano basso sugli occhi il fazzoletto nero.
Hanno una madia, una pignatta; i figli non li hanno.
La sera cenano da sole. Non parlano.
Sentono il vento che agita il granoturco secco
o l’acqua che scava buche nel campo abbandonato
risciacquando le ossa dei morti. Sentono anche la luna
che tutta notte abbaia alla civetta antica
e ogni cosa è così docile come se mancasse da secoli.

Ghiannis Ritsos


The Bath da te.
The Bath - foto di Maria Cecilia Camozzi

9 giugno 2009

La pioggia ha riempito

la vaschetta degli uccelli

Un'altra volta, quasi


Jack Kerouac


Scotland Elgin _DSC10185 da youngrobv (Rob & Ale).
Scotland Elgin - foto di youngrobv (Rob & Ale)

8 giugno 2009

Malinteso

ho sempre invidiato
il tuo odore di libri ordinati
ripiegati con grazia sopra la scrivania.
solo, lucido e calmo
riflesso negli specchi
tra una pagina e l'altra.
i libri rimangono alloro posto
e gli specchi fingono la loro verità.
smonto la pila dei libri
esamino la fila degli specchi
per svelare qualche tradimento
ma constato, alla fine di ogni giorno,
che non c'è nient'altro,
solo un capolavoro di silenzio.

Mary Barbara Tolusso


Paper da te.
paper - foto di Maria Cecilia Camozzi

7 giugno 2009

Al borde del sendero un día nos sentamos.
Ya nuestra vida es tiempo, y nuestra sola cuita
son las desesperantes posturas que tomamos
para aguardar... Mas Ella no faltará a la cita.

Antonio Machado


god once was proud of us da Luis Montemayor.
god once was proud of us - foto di Luis Montemayor

6 giugno 2009

Chi ha paura della morte
si offenda.
La morte è una riviera musicale,
il seno curvo della donna amata.
Non c'è spazio
tra l'uomo e la sua morte.
Soltanto il batticuore di un nemico
che ride al suo passaggio.

Alda Merini



Male Torso Poster
male torso poster

5 giugno 2009

Desde sus brazos dormidos
ríos de sueño
asaltaron mi boca.
La orilla de mis labios
floreció
y llenó de amapolas
sus orillas,
una tierra tan mansa
y amorosa
que borraba
sus dos alas de sombra.

Clara Janés


Tra i fiori da te.
Tra i fiori - foto di Maria Cecilia Camozzi

4 giugno 2009

CUANDO UNA MUJER SOLA, MIRA UNA FLOR CAER

Cae del aire la flor

Tan leve amada
de ese trémulo espacio
donde viaja su huella
deslizando
aroma de su imagen
al amor...

Un pedazo de cielo
y una rama...

Nada más
cayó al aire la flor.

¡Qué solos nos quedamos
sobre el mundo
mi corazón y yo!

Nimia Vicéns


Sunset Dance da ecstaticist.
Sunset Dance - foto di ecstaticist

3 giugno 2009

1998

Scrivo per te che mi cresci accanto come un tiglio
per te che vivi silenziosa dentro al mio cuore
e ti spargi nei miei abissi come un fuoco di stoffe
nel pozzo della mia vera e non cedi neanche
un poco della luce che vieni a prendere dal mio
più profondo buio.

Dino Azzalin


Linden Flowers da Jeannot7.
Linden Flowers - foto di Jeannot7

2 giugno 2009

Da quando ti ho incontrato ho ancora voglia
di appendere qualcosa ai muri,
di risentirmi in pace coi miei muri...
Ma lungo il gesto breve, nell’esatto
modo di sistemare le candele
c’è già tutta l’attesa del tuo sguardo
e la vertigine veloce di stagioni
che passeranno prima che tu veda.
Anche così ci si alza e si vive
come svuotando e riempiendo la casa
non di sé ma dell’arrivo di qualcuno...


Isabella Leardini


1 giugno 2009

INSOMNIO

En mis largas noches depresivas
veo sin cesar tu cuerpo a mi lado
torciéndose en deliciosa caricia
y amando mis restos frustrados.

Traigo hacia mí la almohada
y la aprieto contra mi pecho,
quedando así cabecera y lecho
con un alma disgregada.

Está vacía mi cama...
está vacante tu espacio.
A mi derecha tú faltas,
¿Recuerdas? ¡Es tu costado!

Pero una sombra de ti aún queda,
sé que tú también duermes sola.
Veinte años es larga vereda...
ya son veinte que arrastra la ola.

Y aunque níveo mi pelo se torne
porque tú también me amas
seguirás durmiendo conmigo...

Te veré llegar, y aunque torpe
te acostarás en mi hamaca
y habrá acabado el castigo.


Ernesto Borge

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