31 marzo 2006

protection III - foto di rina04


L'arte suprema di un maestro è la gioia che si risveglia nell'espressione creativa e nella conoscenza. L'arte è l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.

Albert Einstein

30 marzo 2006

wispers and secrets - foto di Wojtek Kwiatkowski



La tortuosità e la linearità sono per natura opposte e non possono stare insieme più di quanto non possano il gelo e il fuoco; per chi è diventato religioso e procede sulla via della rettitudine, un modo falso e tortuoso di esprimersi non è semplicemente possibile.

Fo-Sho-Hing-Tsan-King

27 marzo 2006

Musicosophia, la meditazione musicale

Imparando ad ascoltare la musica "con la mente e con il corpo" si possono cogliere preziosi particolari dell'architettura del brano musicale e del messaggio che il compositore ha espresso in musica

Musicosophia, parola che affascina e intimorisce al tempo stesso, ma di che cosa si tratta esattamente? Superficialmente potremmo dire che è un metodo di ascolto per capire la musica, per conoscere i grandi compositori, Bach, Mozart Beethoven, Chopin, per fare interamente nostro il messaggio spirituale delle loro opere.L'ascoltatore viene avviato a un percorso di conoscenza e spiritualità, svelando la segreta architettura delle composizioni dei grandi maestri anche a chi non ha molta confidenza con le sette note. Per scoprire la saggezza nascosta nei suoni, l'ascolto deve superare quella percezione globale e diffusa in cui prevale la sensazione puramente sentimentale della musica. Essa ha un messaggio più importante da comunicare. L'obiettivo è quello di cogliere la struttura di un brano, carpirne l'essenza attraverso un ascolto concentrato, ripetuto. Le strutture della musica cominciano allora ad apparire più chiare e si instaura un rapporto di percezione interiore tra musica e ascoltatore, tra compositore e ascoltatore. Non occorrono studi accademici poiché è la musica stessa che introduce negli arcani del suo linguaggio. Un ascoltatore che non sa distinguere una chiave di fa da quella di sol o tra maggiore e minore, non è per questo costretto a sostenere la lotta contro le barriere create dall'istruzione musicale in quanto possiede già la chiave della comprensione spirituale, grazie appunto a questa sua "ingenuità" che un professionista deve invece riacquistare. L'uso di lettere, numeri, linee e figure sono il migliore strumento per la ricerca di un sistema di notazione libero e personale. Una volta scoperta l'architettura di un brano nella prima fase della meditazione musicale che si potrebbe definire analisi lucida, non resta che cogliere le risposte che il corpo dà. I movimenti e i gesti che rendono visibili le linee melodiche, costituiscono il fenomeno che George Balan, musicologo e fondatore di Musicosophia chiama meloritmia. Essa diventa meditazione musicale totale, vissuta con tutto il corpo. E' quest'ultimo che rivela, attraverso i suoi movimenti semplici e a volte solenni, il senso nascosto della musica. Viene così costruita un'immagine corporea delle forze che agiscono nel più profondo della musica, come un'architettura in movimento. Le melodie vissute nella meditazione e incise nel corpo e nella mente, diventano col tempo amici interiori che aiutano a scoprire perchè la musica è connaturata in noi, così come respiriamo e pensiamo.

Maurizio Torretti

Liber Scivias

azalea da jacilluch.
azalea - foto di jacilluch

Liber Scivias (fragmento)

"El entendimiento se halla en el alma como el verdor de las ramas y las hojas en el árbol; la voluntad, como las flores; el ánimo, como el primer brote de su fruto; la razón, como el fruto ya en sazón; los sentidos, como el alcance de su altura y anchura."

Hildegard Von Bingen

26 marzo 2006

Una patente per condurre i cani


Una patente per condurre i cani. La curiosa iniziativa è stata introdotta in Austria dall'assessore all'ambiente di Vienna, Ulli Sima, per verificare il feeling e rendere meno conflittuale la convivenza tra il proprietario e l'animale domestico.
L'esame è facoltativo e consiste, esattamente come per una patente d'auto, in un test scritto per dimostrare di conoscere le esigenze dell'animale, il suo comportamento, la salute, ma anche le leggi. Segue poi una prova pratica nella quale la coppia deve dimostrare la reciproca intesa.
Richiesto il buonsenso del padrone in determinate situazioni, come evitare prendere un tram troppo affollato con il quadrupede e aspettare il successivo. "Si tratta di migliorare il comportamento sociale dei cani e così di tener conto anche dei timori della popolazione", hanno detto le autorità viennesi.

Tiscali news

BACIO ANDINO
Guillermina Quispe, una donna boliviana, bacia un lama nel paese di El Alto, nei dintorni della capitale La Paz - foto (Ap)

25 marzo 2006

altalenante 

il cuore e il tempo così 

è passato oggi 


Laura D'Aurizio
 

Laetitia Casta

24 marzo 2006

Alba

Se tu dormissi qui, ti sveglierei;
verrei nella tua stanza.
Ti proporrei un giallo alla finestra,
un verde chiaro, acerbo,
alle pareti. Poi,
di rimanere a letto.


Giovanni Petta


151 - May 31 - The Bed's Too Big da ladybugrock.

151 - May 31 - The Bed's Too Big - foto di ladybugrock

John C. Lilly

John C. Lilly è stato un medico e uno psicanalista qualificato, laureatosi presso il California Institute of Technology e specializzandosi in neurofisiologia presso l'Università della Pennsylvania. Ha portato i suoi contributi nell'elettronica, nella biofisica, nella neurofisiologia, nella teoria dei computer e nella neuroanatomia. Ha inventato la vasca di deprivazione sensoriale, contribuendo a sviluppare lo studio sulla coscienza. Molta della sua ricerca è stata indirizzata verso la comunicazione interspecie, cercando di comprendere il modo in cui i delfini comunicano fra loro e con l'uomo. Dai suoi studi sono stati tratti un paio di film: Stati di allucinazione interpretato da un giovane William Hurt e Day of the dolphin.
John Lilly è nato il 6 gennaio 1915 a St. Paul (Minnesota), mostrando fin da piccolo interesse per gli esperimenti scientifici.Ha studiato fisica e biologia al California Institute of Technology laureandosi nel 1938. Ha studiato medicina alla Dartmouth Medical School laureandosi in medicina alla University of Pennsylvania nel 1942.
Durante la Seconda guerra mondiale ha studiato la fisiologia dei piloti d'alta quota, inventando strumenti per la misurazione della pressione gassosa.Dopo la guerra si è specializzato in psicoanalisi e ha iniziato a studiare la struttura fisica del cervello e della coscienza. Nel 1951 ha pubblicato uno studio sulla stimolazione attraverso elettrodi di un cervello vivente di scimmia, pensando di poter applicare la stessa tecnica sul suo stesso cervello. Impresa che poi abbandonò per il pericolo di causare danni permanenti alla sua stessa struttura cerebrale.
Nel 1953 si è specializzato in neurofisiologia e nel 1954 ha iniziato a lavorare al progetto della vasca di deprivazione sensoriale. Questo strumento gli ha permesso di esplorare le profondità della coscienza umana, grazie alla sinergia di sostanze psichedeliche come LSD e Ketamina. La pericolosità dei suoi studi l'hanno costretto ad abbandonare questa ricerca e a dedicarsi completamente sulla comunicazione con i delfini. Era infatti convinto che lui stesso doveva essere il primo soggetto dei suoi esperimenti, ma questa convinzione lo ha portato a sviluppare una dipendenza pericolosa nei confronti della ketamina che gli è quasi costata la vita.
Nei tardi anni Cinquanta ha iniziato a indagare la comunicazione uomo-delfino creando un centro nel quale avviare questo tipo di ricerca presso le Isole Vergini. Nei primi anni Sessanta il Dr. Lilly ha pubblicato del materiale in cui riporta che i delfini hanno la capacità di riprodurre gli schemi fonetici umani. Successivi esperimenti con i delfini hanno comunque in generale trovato difficoltà nel replicare i suoi risultati. Durante tutte le sue ricerche ha pubblicato numerosi libri: "Programming and Metaprogramming the Human Biocomputer: Theory and Experiments" [1], "Il centro del ciclone", "Man and dolphin" e "The mind of the dolphin". Negli anni Ottanta si è dedicato ad un progetto per insegnare ai delfini un linguaggio sintetizzato al computer.
Dai suoi studi di ricerca il Dr. Lilly pervenne ad un interessante concetto che espresse con queste parole: "Nella provincia della mente, ciò che si crede vero o lo è, oppure lo diventa entro limiti stabiliti per via empirica e sperimentale. Tali limiti sono convinzioni da trascendere", intendendo con questo che qualunque convinzione non era che un limite che era possibile superare, perché la mente umana non ha limiti.
Le sue convinzioni si sono spinte tanto oltre l'ordinario consenso, da ipotizzare reti di esseri coscienti che governano le coincidenze che si verificano sulla Terra. A questo comitato diede il nome di E.C.C.O. Earth Coincidence Control Office.
Le sue ricerche lo spinsero a sperimentare gli effetti prolungati dell'uso di Ketamina per 21 giorni consecutivi a dosi di 50 mg ogni ora. Dei suoi studi su questa sostanza ha elaborato un modello che prevede il progressivo espandersi della propria coscienza in diversi gradi: realtà interna, realtà extra-terrestre, network di creazione, stadio sconosciuto (vedere anche "The Eight Circuits of Consciousness" [2] di Timothy Leary e Robert Anton Wilson al circuito otto: "The Neuro-Atomic Circuit") . Ogni fase si espande in quella successiva permettendo l'esperienza di altre realtà oltre quella terrestre conosciuta. I dialoghi con gli Esseri che ha incontrato sono riportati nei suoi libri.
Lavorando nei laboratori del National Institute of Mental Healt (NIMH), il Dr. Lilly decise di utilizzare una vasca al fine di studiare meglio gli effetti della deprivazione sensoriale sul cervello umano. Il dibattito scientifico a quell'epoca verteva sulla possibilità che il cervello umano smettesse di funzionare in assenza di stimoli sensoriali. Per investigare su questa possibilità, John Lilly cercò di trasformare questa vasca in uno strumento in grado di ridurre al minimo gli stimoli esterni. Originariamente la vasca permetteva allo sperimentatore di restare in una posizione verticale, ma successivamente gli studi proseguirono su una ad assetto orizzontale. La vasca era piena di acqua satura di sale solfato di magnesio, mantenuta costantemente a temperatura corporea in modo da eliminare la sensazione tattile. Il corpo dello sperimentatore si trovava così a galleggiare in assenza di gravità in un liquido isotermico. L'assenza degli altri stimoli veniva garantita isolando la vasca da luce e rumori esterni. John Lilly sperimentò in segreto la vasca su se stesso, portando il suo organismo in assenza di stimoli per molte ore di seguito. Da queste esperienze capì che non solo il cervello non smetteva di funzionare, anzi il galleggiamento gli aveva conferito la sensazione di riposo più profonda che avesse mai provato. Inoltre in assenza di stimoli esterni, il cervello tendeva a indurre uno stato onirico profondo in cui a volte si manifestavano anche allucinazioni. Successivamente ai suoi studi la vasca di deprivazione sensoriale divenne uno strumento diffuso per raggiungere rilassamento, benessere e introspezione interiore. Sulla vasca è stato anche prodotto un film ispirato alla vita di John Lilly che mostra la sua intensa ricerca su se stesso, Stati di allucinazione.


23 marzo 2006

CASI FINAL





He habitado perdida en tu abrazo
noches de gloriosa vastedad.
Vencidos los sellos
escanciaste tu zumo en mi copa
olvidado entonces
el lento goteo de las horas
devorando el presente.

Dichosa
entre pan y leche me reconocía
en aquellos gajos de mi vientre
mientras la mañana
sin hollín de sueño
orlaba de perlas jugosas el alero.

Hoy sólo queda
un leve jirón
en la urdiembre finísima del tiempo.
La voz encallecida no protesta.
Tenaces minutos
como hormigas
arrastran las hilachas postrimeras.
Aguardo.
Seré
quizá
tu amiga.

Maybell Lebron


22 marzo 2006

La sete di infinito
L’inquietudine come desiderio irrisolto di una mancanza di fondo, come insopprimibile esigenza umana di ciò che è straordinario e maestoso: l’Infinito.

L'inquietudine, come modo instabile di abitare il mondo, è sentimento di una mancanza, desiderio di un “qualcosa” che non possediamo. L'analisi di Locke sull’inquietudine coglie nel segno: « Il disagio che un uomo avverte per l'assenza di una cosa qualunque la cui presenza attuale porta con sé l'idea di piacere, è ciò che chiamiamo desiderio».
Inquietudine e desiderio per Locke, dunque, si identificano, poiché anche il bene più grande, pur riconosciuto come tale, non muove la volontà finché il nostro desiderio non ci abbia reso inquieti per la sua effettiva mancanza. Non a caso, un altro grande filosofo, Condillac, parla di inquietudine o tormento, insomma di indicibile sofferenza, quando c'è privazione di qualcosa che desideriamo fortemente; se, di contro, il desiderio s'appunta su una mancanza di poco conto c'è solo “malessere o leggero dispiacere”.
Inquietudine e desiderio della mancanza rinviano ad una sorta di angoscioso struggimento per un amore non corrisposto da parte della vita, di questa vita, che vorremmo totalizzante, appagante, espressiva di un'assoluta pienezza di senso che, in realtà, non le appartiene.
Insomma,
la volontà è strutturalmente inquieta, poiché spera nell'introvabile; ama ciò che è straordinario, maestoso; partecipa dell'infinito; cerca in ciò che non le è noto quello che non trova nelle cose comuni, quotidiane.
L'uomo, in altri termini, si vede come un essere divaricato tra desiderio e assenza, come un essere irrisolto, frustrato, come proiezione solo ideale verso un Oltre - l’Infinito - che sempre gli sfugge, perché la natura umana è contraddistinta dal destino di
abitare un mondo contingente.
Eppure, siamo al mondo per desiderare il possesso dell’impossibile, per tentare di conoscere l’inconoscibile, per articolare un discorso di senso sull’indicibile, per dare voce, insomma, all’essenza più profonda dell’inquietudine, quella
religiosa.
Nelle straordinarie riflessioni di Pascal, oggetto del nostro prossimo intervento, ritroveremo tutta la dirompente vitalità esistenziale propria dell’inquietudine religiosa, in questo caso riferita al cristianesimo, ma estensibile, in un discorso più ampio, anche ad altre forme religiose.
Per il momento è sufficiente ricordare le parole di un filosofo contemporaneo, Salvatore Natoli, il cui pensiero di fondo non è certo espressivo di una concezione cristiana dell’uomo e della storia:«L’inquietudine non è un sentimento recente. Non v’è dubbio, però, che, come dice Deprun, è in prevalenza un sentimento moderno. È tra l’altro un sentimento che trova nel cristianesimo una delle sue più originarie e originali matrici. Seppure non è stato il cristianesimo a generare il sentimento d’inquietudine, di certo lo ha fortemente accentuato».

Fabio Gabrielli

compagna dei pasti - foto di Ornella Erminio


Il campo della sterminata vacuità è ciò che esiste fin dall'inizio.
Tu devi purificare, curare, triturare, o spazzar via tutte le tendenze che hai creato fino a farne apparenti abitudini.
Allora potrai risiedere nel libero cerchio dello splendore.

Hongzhi Zhengjue (1091-1157)

21 marzo 2006

Elenoire Casalegno


Mai come nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di diseguaglianza, la classe, la razza e il sesso. La graduale parificazione delle donne agli uomini, prima nella piccola società familiare e poi nella più grande società civile e politica è uno dei segni più certi dell'inarrestabile cammino del genere umano verso l'eguaglianza. E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali? Dibattiti sempre più frequenti ed estesi, riguardanti la liceità della caccia, i limiti della vivisezione, la protezione di specie animali diventate sempre più rare, il vegetarianesimo, che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di là addirittura dei confini del genere umano, un'estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacità di soffrire?Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare più in alto e più lontano.

Norberto Bobbio - "Destra e sinistra", Donzelli Ed. 1994

20 marzo 2006

Seminario di Flamenco con David Garcia Palomar



Me fui detrás de los míos (tientos)

se canta lo que se pierde
dijo quién bien lo sabía
yo canto a la libertad
porque nunca ha sido mía

me fui detrás de los míos
porque eso era lo mandao
ya nadie nos va a quitar
lo que juntos hemos ganao

la nochecita caía
y yo durmiendo en el suelo
y yo durmiendo al relente
¿con qué le voy a pagar yo
al que quiera recogerme?

lástima me da quererte
yo camelaba desengañarte, prima
sin que se entere la gente

qué temprano han llegao los panaderos
y pa cogerles el pan ya no hay dinero

esta mañana ha llovío
los patronos en su casa, primoy yo en le campo arrecío

Manuel Sordera

I tuoi occhi sono fuochi


Laetitia Casta


I tuoi occhi sono fuochi

I tuoi occhi sono fuochi e l’anima mia pece e resina.
Allontanati, da me fuggi prima ch’io m’accenda e arda!
Sono un violino con tutte le canzoni nella sua cassa,
tu puoi farlo suonare – come vuoi – quanto vuoi!

Allontanati, ritorna da me ! Voglio ardere, voglio pace.
Sono desiderio, nostalgia al limite tra autunno e primavera.
Tese sono tutte le corde, e tu lasciale cantare, ebbre e folli
I miei anni d’amore, per un’ultima meravigliosa canzone.

Ritorna, fuggi da me ! Come sera autunnale lasciaci ardere;
la gioia della bufera pervade il vessillo di sangue e oro –
finché sia quiete e sgorga nel meriggio svanire i tuoi passi,
tu, l’ultima compagna della mia giovinezza ardente.

Erik Axel Karlfeldt

19 marzo 2006

In the eye of a zebra - foto di gilad benari


Per apprezzare l'intelligenza di qualcuno bisogna essere almeno altrettanto intelligenti.

Bruno Cancellieri

18 marzo 2006



Классные животные от Wojtek Kwiatkowski (20 фото - 4.19Mb)
foto di Wojtek Kwiatkowski



Non essere un'impersonificazione della fama; non essere un deposito di schemi; non essere un proprietario di saggezza. Incarna pienamente ciò che non ha fine e vaga dove non c'è sentiero. Tienti tutto ciò che hai ricevuto dal cielo ma non pensare di aver avuto qualcosa. Sii vuoto, questo è tutto.

Zhuangzi

17 marzo 2006

corde sonore - foto di Maria Cecilia Camozzi



Se esiste la possibilità di cambiare una situazione,
dobbiamo agire invece di agitarci.

Lama Gangchen

16 marzo 2006


Giove - foto NASA



Se desiderate vedere il Buddha, dovete esaminare la vostra stessa natura interiore; questa natura è il Buddha stesso. Se non avete visto la vostra natura, a che cosa serve pensare al Buddha, o recitare i sutra, o digiunare, o osservare i precetti? Pensando al Buddha, i vostri atti meritorï porteranno frutto; recitando i sutra, potrete sviluppare un intelletto brillante; osservando i precetti, potrete rinascere in cielo; esercitandovi nella carità, potrete essere abbondantemente ricompensati; ma quanto a cercare il Buddha, non potreste essere più lontani.

Bodhidharma (m. nel 533)

15 marzo 2006

stelle nascoste

siamo desideranti

-sguardo memore-


Laura D'Aurizio


Foxy Eyes - foto di Leo Miller

14 marzo 2006

Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che oltrepassa le loro capacità.

François La Rochefoucauld



foto da National Geographic Society

13 marzo 2006

baisier de l'hotel de Vilne - foto di Robert Doisneau



Contrariamente a quanto alcune persone potrebbero credere,
non c'è nulla di male nell'esperienza del piacere e del godimento.
Quel che è sbagliato è il modo confuso con cui ci aggrappiamo
a questi piaceri, trasformandoli così da una fonte di felicità
in una fonte di dolore e di malcontento.


Lama Thubten Yeshe, «Introduzione al Tantra»

12 marzo 2006

Senza timore
rimirando il tramonto,
giorno perfetto

Maria Cecilia Camozzi
Il sogno sciamanico
Cominciare a valorizzare i sogni significa integrare una parte di noi stessi che generalmente ignoriamo e dimentichiamo presto. "Niente può succedere fino a quando non è stato sognato", recita un detto Iroquois.

Quando entriamo nello stato di sogno, da addormentati, la memoria della nostra coscienza si affievolisce. Al mattino ci ricordiamo a malapena di qualche episodio avvenuto nel sogno della notte. In molte tradizioni sciamaniche le esperienze ricevute nei sogni hanno la stessa valenza, anzi in certi casi ancora di più, delle esperienze avute durante lo stato di veglia.
Ciò che avviene in questo stato può essere vissuto con maggior presenza e le esperienze fatte possono entrare a farparte del bagaglio della nostra vita.
Abbiamo vari modi per vivere e utilizzare i sogni.
Il primo è quello di onorare il sogno come un dono che riceviamo ogni notte; e possiamo considerare anche gli incubi dei doni, perché ci mettono di fronte alle nostre paure. Quando impariamo ad affrontarli, allora affrontiamo anche le nostre paure: guarire dagli incubi, significa guarire dalle nostre paure.
Potremo prenderli alla lettera e chiederci "quale significato hanno per me?", magari è un avvertimento di come possono andare le cose, un segno delle paure che affiorano e che dobbiamo affrontare, così possiamo prendere provvedimenti affinché quello che abbiamo sognato non accada realmente.
Possiamo considerarli come scintille che accendono la nostra giornata. Attraverso il sognare, appena risvegliati siamo ancora in contatto con la nostra parte più profonda e divina.
E possiamo lavorare con i sogni, per sviluppare la capacità di mantenere una eccellente lucidità e consapevolezza anche nella vita da svegli. Quanto più si diventa capaci di cambiare i propri sogni nel sonno, tanto più sarà facile cambiare la propria realtà... il sogno da svegli.Le capacità creative, come affermavano gli antichi Egizi ed i Greci, si manifestano nella capacità di sognare, da svegli o nel sonno. A volte il mondo del sogno è considerato ancora più reale del mondo da svegli e la funzione del sognare è quella di mantenere l'allineamento e la connessione con le fonti di guarigione, creatività e saggezza spirituale che non riusciamo a distinguere da svegli.
Per riassumere, l'abilità di ricordare i propri sogni e di sognare in modo lucido offre immense possibilità al nostro potere creativo e creatore nella vita di tutti i giorni, ma richiede i seguenti impegni.

Ricordare i propri sogni, attraverso la registrazione in un apposito diario.
Formulare frequentemente, durante lo stato di veglia, l'intenzione di sognare in un determinato modo.
Onorare i messaggi che ci vengono dati nel sogno, cercando gli agganci nella vita reale.
Crearsi dei segnali, scrivendoli nel diario, caratteristici dello stato di sogno, come per esempio riuscire a volare, vedere un gatto viola o incontrare il proprio aiutante del sogno
Ritornare nel sogno da cui ci si è appena svegliati, con l'intenzione di rimanere lucidi. Continuare con queste fantasie fino a quando ci si addormenta.

(foto di Donna Murty Todd)

11 marzo 2006

La casa de las bellezas durmientes

 (fragmento)

"Su serena respiración era más lenta que la de Eguchi. De vez en cuando el viento pasaba sobre la casa, pero ya no tenía el sonido de un invierno inminente. El bramido de las olas contra el acantilado se suavizaba al aproximarse. Su eco parecía llegar del océano como música que sonara en el cuerpo de la muchacha y los latidos de su pecho y el pulso de ella le servían de acompañamiento. Al ritmo de la música, una mariposa pura y blanca danzó sobre sus párpados cerrados. Retiró la mano de la muñeca de ella. No la tocaba en ninguna parte. Ni la fragancia de su aliento, ni de su cuerpo, ni de sus cabellos era fuerte."


Yasunari Kawabata

 Iva

10 marzo 2006



Come passano veloci i giorni! Ciò ci rende coscienti di quanto brevi siano gli anni che ci rimangono da vivere. Gli amici godono insieme dei fiori di ciliegio in un mattino di primavera e poi se ne vanno, portati via, come i fiori, dal vento dell'impermanenza, lasciando dietro di sé soltanto i loro nomi. Quando si disperdono i fiori, i ciliegi fioriranno ancora al sopraggiungere della primavera, ma quando rinasceranno quelle persone? I compagni coi quali abbiamo composto poemi che celebravano la luna nelle sere d'autunno sono spariti insieme alla luna stessa, dietro le nubi fuggenti. Solo le loro immagini mute rimangono nei nostri cuori. La luna è tramontata dietro le montagne a ponente, tuttavia l'autunno prossimo comporremo ancora poesie alla sua luce. Ma dove sono i nostri compagni che sono passati via? Anche quando la tigre della morte s'avvicina ruggendo, noi non ci sentiamo.

Nichiren Shonin, «Lettera a Niike»

9 marzo 2006

foto di Tanja Askani


Il segreto dell'amore è il rispetto.
I sentimenti fluttuano, ma il rispetto può rimanere costante.
Ascolta con rispetto le opinioni del partner,
anche quando differiscono dalle tue.
Mantieni una certa dignità nel vostro rapporto:
quella dignità che dà a ognuno la libertà di essere se stesso.

8 marzo 2006

Maria Cecilia Camozzi - foto di Angelo Greco


Il pensiero di questo momento vede attraverso l'eternità; l'eternità è solo in questo momento. Se tu vedi attraverso il pensiero di questo momento, allora vedi attraverso la persona che vede attraverso questo momento.

Mumon

7 marzo 2006

L'invenzione di una scrittrice canadese alla Fiera del libro di Londra
La poetessa inventa la penna per firmare autografi a distanza
Una macchina riceve l'impulso e riproduce ciò che viene scritto su una tavoletta elettronica. Sarà noleggiata per eventi mondiali

CANADA – La poetessa, autrice di romanzi bestseller e critica Margaret Atwood è considerata una delle autrici di punta del Novecento e una delle principali autrici canadesi di sempre. Ma oltre che di letteratura è grande appassionata di scienza e di tecnologie, che non a caso sono spesso parte del suo lavoro letterario. Così ora non appare tanto singolare che la Atwood si proponga come «inventrice» di un oggetto singolare, che mette la tecnologia al servizio di una delle attività tipiche degli autori famosi: firmare autografi. Marget doveva essere proprio stanca dei crampi alla mano e soprattutto di viaggiare in lungo e in largo per andare ad autografare i libri ai suoi fan. Così, per non deludere i lettori e trovare finalmente un po' di quiete e riposo dalla penna, ha pensato bene di realizzare, da una sua idea, la «LongPen», ovvero la «Penna Lunga». E per dimostrare come funziona l'ha provata per la prima volta domenica alla Fiera del libro di Londra, firmando così le dediche anche sul suo ultimo libro, «The Tent».


DEDICA TELECOMANDATA – La «Long Pen» consiste in una mano-robot telecomandabile da remoto con l'ausilio di un electronic pad e una webcam, e permette di rilasciare autografi e dediche sui libri anche a migliaia di chilometri di distanza. «Un apparecchio democratico» l'ha definito l'autrice canadese, spiegando che permetterà, agli autori che vorranno usarlo, di essere in più luoghi contemporaneamente, superando le barriere di tempo e spazio e facilitandole il contatto con i lettori, ovunque si trovino.

L'ISPIRAZIONE DAI CORRIERI - In realtà l'idea era nata nella mente della scrittrice 66enne già nel 2004, ma al tempo non era stata presa sul serio e quando aveva cercato di spiegare a cosa stava lavorando tutti avevano pensato a uno scherzo. L'ispirazione le era giunta osservando i corrieri postali, in particolare quelli che quando consegnano un pacco fanno firmare per ricevuta non sulla carta bensì sul touch screen di una specie di palmare specializzato, tramite apposito pennino. Affascinata da questa tecnologia per la firma digitale, la Atwood ha quindi cominciato a pensare a un modo per applicare lo stesso principio alle sue necessità. Ovviamente la tecnologia è stata riadattata al caso, ma il principio è rimasto pressoché lo stesso.

NOLEGGIO – La dinamica (ma pigra) scrittrice ha così cercato un partner tecnologico, trovando nell'ingegnere Matthew Gibson e nel suo gruppo la spalla ideale. Insieme hanno fondato addirittura una società appositamente per sviluppare e produrre la sua idea. Ed è quindi nata Unotchit (da leggere «you no touch it», ovvero «senza toccare»), l'azienda che ha fabbricato la favolosa macchinetta e che la noleggerà di volta in volta a case editrici e scrittori che vorranno godere dei vantaggi offerti dall'ingegnosa trovata. E mentre si studiano nuove applicazioni della Long Pen (che potrebbe entrare anche nel mondo dello sport o della musica, al servizio di giocatori o cantanti), alcuni topi di biblioteca già lamentano la scomparsa del contatto personale con l'autore: un'emozione che non può essere sostituita nemmeno dalla più lunga delle penne.



Alessandra Carboni
06 marzo 2006

6 marzo 2006

foto di Gregory Colbert



Niebla (fragmento)

"El amor precede al conocimiento, y este mata a aquel. Nihil volitum quin praecognitum, me enseñó el padre Zaramillo, pero yo he llegado a la conclusión contraria y es que nihil cognitum quin praevolitum. Conocer es perdonar, dicen. No, perdonar es conocer. Primero el amor, el conocimiento después. Pero ¿cómo no vi que me daba mate al descubierto? Y para amar algo, ¿qué basta? ¡Vislumbrarlo! El vislumbre; he aquí la intuición amorosa, el vislumbre en la niebla. Luego viene el precisarse, la visión perfecta, el resolverse la niebla en gotas de agua o en granizo, o en nieve, o en piedra. La ciencia es una pedrea. ¡No, no, niebla, niebla! ¡Quién fuera águila para pasearse por los senos de las nubes! Y ver al sol a través de ellas, como lumbre nebulosa también."

Miguel de Unamuno (España, 1864-1936)

5 marzo 2006

la luna a colori




freddi diamanti

su un nero tappeto:

notte di brina.




ANNAMARIA MATERA

4 marzo 2006

foto di Raymond Ellstad


...I pazzi, gli innamorati e i poeti possiedono un denominatore comune: la fantasia. I primi la usano in modo stravagante, i secondi la piegono a scovare strabilianti somiglianze nel volto dell'amata, i poeti, infine, se ne servono per conferirne qualcosa di magico anche alla realtà più comune. Per loro mezzo il "nulla evanescente" assume forme sensibili, i sogni di gioia acquistano pienezza di contenuti e gli incubi notturni si configurano in mutevoli immagini di cose o d'animali. Tale è il potere dell'artista che, bena ragione, può essere considerato divino demiurgo di un nuovo vero."

William Shakespeare (Tratto da "Sogno di una notte di mezza estate")

3 marzo 2006

foto di Jacques-Henri Lartigue (1894-1986)


Dobbiamo essere genuini, il che significa non aggressivi e sinceri con noi stessi. In questo modo potremo costruire una società illuminata. La società illuminata non si può costruire né sviluppare al livello dei sogni o dei concetti. La società illuminata deve essere reale e buona, onesta e genuina.

Chögyam Trungpa

2 marzo 2006

foto di Maria Cecilia Camozzi


Il risvegliato,
colui la cui mente è serena
e ha trasceso il dilemma del bene e del male,
è libero da ogni timore.


Dhammapada

1 marzo 2006

Forbes: dieci invenzioni che cambieranno il mondo

Tecnologie sensoriali per "sentire" gli oggetti virtuali (con possibilità per i medici di formulare diagnosi tattili a distanza) e terapie geniche per eliminare le malattie ancora prima che si manifestino. Ma non solo. Ci sono anche Internet 2 (la Rete di nuova generazione molto più veloce ed efficiente) e la cannuccia riutilizzabile per depurare l'acqua uccidendo i batteri come la salmonella e gli stafilococchi.

Ecco alcune delle dieci invenzioni che, secondo una graduatoria stilata da Forbes, sono destinate a migliorare il destino del genere umano. I criteri per selezionarle sono stati la capacità di arricchire le condizioni di vita e di attivare sommovimenti economici e sociali positivi entro poche generazioni.

Per questo la prestigiosa rivista include nell'elenco il computer portatile da 100 dollari ideato dal Mit (Massachusetts institute of technology) per consentire anche alle popolazioni più povere del mondo di comunicare in Rete, e la batteria a celle combustibili in grado di funzionare senza interruzione generando energia da idrogeno e ossigeno. Tecnologia questa che potrebbe portare, in un futuro non troppo lontano, a veicoli con bassissimo impatto ambientale, dato che le batterie sono rinnovabili in eterno.

Pensando alle innovazioni per migliorare la qualità della vita non potevano poi mancarne altre legate all'evoluzione del Web. In primo luogo la telefonia via Internet che, diffondendosi, consentirebbe a milioni di persone di entrare in contatto a bassissimo prezzo. Infine Wimax, cioè la possibilità dell'accesso in Rete senza fili e a banda larga entro aree delimitate ai 40 Km. Innovazione che rivoluzionerà la connettività visto che non ci sarà più bisogno di cavi e si abbatteranno quindi i costi relativi.

Si tratta di sviluppi tecnologici che promettono davvero di migliorare le "umane sorti e progressive". Anche se la stessa rivista che ha fatto la classifica non ha nascosto preoccupazioni sulle conseguenze negative che certe scelte ostinate delle potenze mondiali, nel campo dell'energia e dello sfruttamento delle risorse come il petrolio, potrebbero determinare. Resta solo da sperare che l'ingegno, ma anche la capacità di raziocinio, dell'umanità abbiano il sopravvento.


I.D.

Christmas Morning in The Caribbean (Santiago de Cuba) - foto di lygor

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