4 maggio 2008

Antinoo

in greco Αντίνοος (Bitinia, 29 novembre 110 – Egitto, 30 ottobre 130) è stato un compagno dell'imperatore Adriano.
Antinoo fu divinizzato dopo la morte dall'imperatore e una città intitolata al suo nome (Antinoupolis) venne eretta in Egitto nello stesso luogo dove era annegato. Raffigurato in numerosissime sculture (dove fu raffigurato nella veste di molte divinità, quali Dioniso ed Ermes) e su monete, è anche citato in fonti epigrafiche. Un obelisco con iscrizioni in caratteri geroglifici, a lui dedicato, fu ritrovato nel XVI secolo e successivamente (1822) innalzato a Roma sul Pincio dal papa Pio VII.

Le circostanze della sua morte sono oscure: lo storico Elio Sparziano (Vita Hadriani, capitolo 14) citava la sua morte, il lutto dell'imperatore, e gli onori che gli furono decretati, mentre Cassio Dione Cocceiano sostenne che si fosse sacrificato spontaneamente in relazione a non meglio precisate pratiche magiche e Aurelio Vittore che il sacrificio servisse a prolungare la vita dell'imperatore.

La sua divinizzazione dopo la morte, riservata solitamente agli imperatori e ai membri della famiglia imperiale, e la forte caratterizzazione egizia del suo culto, ne fanno un caso unico nella storia romana. Secondo una tradizione religiosa greco-egiziana la morte per immersione comportava la divinizzazione. Le iscrizioni e le raffigurazioni sull'obelisco del Pincio identificano Antinoo con gli dei egiziani.

Sullo stesso obelisco viene citata, secondo alcune interpretazioni, la sua sepoltura, situata in un giardino di proprietà dell'imperatore che si è voluto identificare con i resti di un edificio scoperti nella Vigna Barberini sul Palatino e che furono più tardi trasformati nel tempio dell'Elagabalium dall'imperatore Eliogabalo. Fu forse in questa occasione che l'obelisco venne fatto trasportare nell'anfiteatro castrense dove fu poi rinvenuto. Tuttavia alla fine del 2005 è stato annunciato il ritrovamento di un monumento funerario presso l'ingresso alla villa adriana di Tivoli: è allo studio l'ipotesi che l'obelisco possa essere stato in origine collocato in - o destinato a - questa tomba, che ha molte probabilità di essere quella di Antinoo (o almeno un cenotafio a lui dedicato).

Anche gli otto tondi adrianei reimpiegati sull'Arco di Costantino, dove viene più volte raffigurato il giovane, potrebbero provenire da questo monumento funerario. Tuttavia al momento di restaurare l'arco è stato notato che le connessure dei tondi con le pietre della struttura dimostrano che essi si trovano in sito, e che è quindi l'intera struttura dell'arco stesso ad essere di reimpiego.

Antinoo fu commemorato da Adriano anche con l'attribuzione delle stelle a sud della costellazione dell'Aquila che presero da allora il nome di Antinous.

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