31 luglio 2008

Alla TV o dietro i vetri

Dietro i vetri

Compunto, quasi un monaco, d’amore
lascio le carte, vado verso dove
il sole fra le tende alla finestra
è smania, lumine scaleno d’ambra
sull’angolo del tavolo o una sosta;
scosto le tende, roveti dai vetri
e da me stesso e il mordere dell’ansia,
fuori il ciliegio è immerso nel sereno
ma dentro il sole, fertile nell’aria
trema ogni foglia che non è piú foglia
e la foglia che era adesso va via
e salpa la sua prora d’allegria.

          Pierluigi Cappello



 
Pierluigi Cappello (fotomontaggio da originale di Maria Cecilia Camozzi)

30 luglio 2008

Vagabondavo solo come una nuvola
Che fluttua in alto sopra valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorati narcisi;
Lungo il lago, sotto gli alberi,
Svolazzando e danzando nella brezza.

Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano nella Via Lattea,
Si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia:
Diecimila ne vidi d'improvviso
Scuotendo le loro teste in una danza vivace.

Le onde accanto a loro danzavano ma loro
Sorpassavano le scintillanti onde in allegria;
Un poeta non poteva che esser felice,
In una così felice compagnia.
Ammiravo – e ammiravo – ma pensai poco
Al benessere che la scena mi aveva portato:

Poiché spesso, quando me ne sto disteso
Con umore vuoto o pensieroso,
Essi balenano a quell'occhio interiore
Che è la felicità della solitudine,
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
E danza coi narcisi.


William Wordsworth


photog in the flowers da Sara Heinrichs (awfulsara).
photog in the flowers - foto di Sara Heinrichs (awfulsara)

29 luglio 2008

El callejón sin salida de la rosa

Los dolores invadieron tus sueños
Escucha pues al mar
Entre todo lo que ves.
Acuérdate de las regiones azules
Llenas de sol
Mientras las penas allí duermen
La mano en la mano
Las noches traerán pecados
Tus ojos beberán el cielo
No podrás soportar
El susurro de una desaparición
En el callejón sin salida de la Rosa.

Los poemas serán allí silenciosos
Las canciones te harán llorar
Los vasos se quebrarán en tus manos
No podrás pensar
Y entonces...has de saberlo
No podrás verme más
En el callejón sin salida de la Rosa.


Uzeyir Lokman Cayci




paesaggio svizzero

28 luglio 2008

Origami

Vince chi piega la luce
da farne origami;
e lo ammiri: si può.
Carta, quei fiori carnivori
diretti da dita veloci
e dimentico che s’aprono
a rischio di scelta
scricchiolano musica spinosa
e vorrei che la luce lasciasse
il suo angolo lineare
per dirsi curva perfetta,
insinuarmi nel cerchio
da sola: non posso.
Impermeabile strumento
fuori resto a dare il ritmo
agli ingranaggi; scivola
altrove il merito di figli.
Solo ha forma qualche
cosa che rischia di cadere.
Continueranno le mani
a piegare la carta
e incartare la luce,
a rilucere i muti origami
lì sul ciglio della buca.

Caterina Bigazzi


Nuvola + nuvola + nuvola da te.
Nuvola + nuvola + nuvola - foto di Maria Cecilia Camozzi

27 luglio 2008

I versi

Se ne scrivono ancora.
Si pensa a essi mentendo
ai trepidi occhi che ti fanno gli auguri
l’ultima sera dell’anno.
Se ne scrivono solo in negativo
dentro un nero di anni
come pagando un fastidioso debito
che era vecchio di anni.
No, non è più felice l’esercizio.
Ridono alcuni: tu scrivevi per l’Arte.
Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro.
Si fanno versi per scrollare un peso
e passare al seguente. Ma c’è sempre
qualche peso di troppo, non c’è mai
alcun verso che basti
se domani tu stesso te ne scordi.

Vittorio Sereni



paesaggio della Bulgaria (foto da ppt)

26 luglio 2008

Suite nevosa

III

Nei giorni stupendi prima che ci si accechi
solitario canta il vento di neve
nell’inverno del puro pensiero,
il mondo del vero gelo
dai tornanti onestamente bianchi.

Belli gli animali
creati per queste candide sale:
la lepre bianca,
la bianca civetta che cambia d’albero
senza rumore,
l’ermellino che scorre via.


Harry Martinson


Last winter da zio.paperino.
Last winter - foto di zio.paperino

25 luglio 2008

L'unica vera realtà sta in voi. Ecco perché tante persone vivono una vita illusoria: esse considerano realtà le immagini esterne e non permettono mai al mondo interiore di affermarsi.

Hermann Hesse

L'immagine “http://performingarts.ufl.edu/wp-content/uploads/2007/05/momix-8-sandwiched-figures-with-silhouette.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Momix - foto di Max Pucciariello

24 luglio 2008

Voci


Voci ideali e amate
di quanti sono morti, di quanti
sono per noi perduti come i morti.

A volte ci parlano nei sogni,
a volte le ode la mente tra i pensieri.

Col loro suono riemergono un istante
suoni della poesia prima della vita –
come di notte una musica
che in lontananza muore.


Costantino Kavafis



Astrazioni geometriche - foto di Maria Cecilia Camozzi

23 luglio 2008

Stare in ascolto del silenzio

Il silenzio non è il luogo della passività o dell’isolamento, ma lo spazio originario dove ridare voce all’essenziale, alla dimensione più vera di noi stessi, al senso complessivo del vivere.

"Dopo aver camminato a lungo per le vie, in mezzo alla gente, alle cose e ai segnali, ho voglia di isolarmi dal rumore: cerco un luogo tranquillo per riposare, rilassarmi, pensare; per non pensare a niente, svuotarmi i sensi e la testa; per concentrarmi, smettere di sentire, cominciare ad ascoltare... Questa condizione di silenzio e di solitudine mi permette di ritrovare una percezione di me e del mondo che mi sta attorno, precisamente un ascolto. Il silenzio che mi sono procurato, isolandomi dai rumori normali, mi permette di ascoltare... Mi accorgo che in questo rilassarmi ho lasciato essere una dimensione di apertura della mia esperienza che di solito è messa a tacere".
Questa penetrante riflessione, tratta da L’esercizio del silenzio di Pier Aldo Rovatti, ci suggerisce la dimensione feconda del silenzio, inteso come spazio privilegiato per dare voce a ciò che, in un mondo che ci appare sempre più imprevedibile, disorientante, quando non ostile, teniamo segregato in quella gabbia d’acciaio che è diventata la nostra anima, in modo da poterci omologare ai linguaggi e ai vissuti dei più.

E questo perché l’omologazione esistenziale ci offre una sorta di rassicurante rifugio contro la fatica del vivere e, soprattutto, non mette alla prova il nostro coraggio, la nostra libera volontà di progettare percorsi alternativi a quelli efficientistici e produttivistici che connotano in modo radicale questo nostro stare al mondo.

Ascoltare il silenzio, di contro, mette in gioco la nostra “realtà totale” di uomini e ci permette di guadagnare alcune feconde dimensioni dell’esistenza, che qui ci limitiamo ad elencare, per approfondirle, comunque, nel prossimo intervento:

- Il silenzio come distanza dalla parola consueta;

- il silenzio come farmaco contro l’iperattivismo dell’”uomo-vetrina”;

- il silenzio come primato della “persona” sul “ personaggio”;

- il silenzio come scelta contro la decisione;

- Il silenzio come via privilegiata al dubbio metodologico e non esistenziale.


Fabio Gabrielli


(Le porte del Paradiso - San Galgano - foto di *elySoft*)

22 luglio 2008

Prima e dopo il tempo

Ora sono tornata a cercarti:
ci sono tutti i nomi dei fatti,
e angoli senza forma, mancanti dai ricordi.

Prima del tempo del pane,
erano spighe e papaveri rossi.

Prima del tempo del grano
era un lusso anche la fame.

Arriverà il tempo per migrare
fra i girasoli.

Prima di dormire
hanno sbadigliato tutti i dolori
schiudendo la ferita,
come una finestra malandata.

Che entri una sera Dio
con le zanzare
a sciogliermi nel sonno,

le dita dai capelli.



Beatrice Niccolai




Rosso - foto di murex a.k.a Mind & Soul

21 luglio 2008

20 luglio 2008

Una cena

Ridere a cena, la televisione accesa
il notiziario che corre inascoltato,
la domenica mandano spezzoni di partite
striscioni, primi piani di tifosi e grida,
un lampo tartareo nelle gole;

molto, credo, mi sia questo poco
e qualcosa pure mi tocca mentre mi dici
basta dài spegni andiamo di là
sono senza aggettivi e felice, amore,
triste come un desiderio assolto.


Pierluigi Cappello


Assetto di volo
Crocetti Editore 2006




Supper - foto di emptysquare

19 luglio 2008

Mattino

Era necessario un addio, perché capissi,
che non c’è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest’alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l’aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.

E sopra di noi sorgeva con l’addio
l’incontro vero e l’amore.


Blaga Dimitrova




Raoul Bova

18 luglio 2008

Después, mucho después

Después, mucho después

es su huella de sed
el secreto que dejan las lluvias
en los ojos que
reflejan su caída.

he mirado a los muertos
en los ojos
y bebido mi saliva buscando
pan en mi boca

y supe de otra
huella,

la que nace al arrojarse
desde la propia
caída,

surco en la sed, en la sed de
no ser uno

o en dejar de serlo
mirando caer las lluvias.

Hugo Mujica




Looking up! - foto di aremac

17 luglio 2008

Gli esseri umani non sono progettati per mangiare carne

Un'analisi delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche umane, che mostra che non siamo ne' carnivori, ne' onnivori.

16/07/2008 - Gli esseri umani sono molto spesso descritti come "onnivori". Questa classificazione e' basata sull'"osservazione" che normalmente si nutrono di una grande varieta' di cibi vegetali e animali. Tuttavia, cultura, tradizione e formazione giocano come elementi di disturbo nella valutazione delle nostre pratiche alimentari. Quindi, la mera osservazione non si puo' considerare come la tecnica migliore nel cercare di identificare quale sia la dieta piu' "naturale" per l'uomo. Per quanto la maggior parte degli esseri umani siano chiaramente onnivori dal punto di vista "comportamentale", resta da chiarire se lo siano altrettanto da un punto di vista anatomico.

Focalizzarsi sull'anatomia e fisiologia umana rappresenta il modo migliore e piu' obiettivo di affrontare la questione. I mammiferi si sono anatomicamente e fisiologicamente adattati a procurarsi e consumare un particolare tipo di cibo (e' una pratica comune cercare di dedurre la probabile dieta delle specie estinte attraverso l'esame delle caratteristiche anatomiche dei loro resti fossili). Quindi, dobbiamo osservare i mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori per individuare quali caratteristiche anatomo-fisiologiche sono associate ai diversi tipi di dieta e comparare le nostre caratteristiche per vedere a quale gruppo apparteniamo davvero.

Volendo definire un metodo per verificare se gli umani sono degli onnivori naturali, la procedura dovrebbe essere questa:

  • definire una lista di caratteristiche fisiologiche e parametri biochimici di tutte le specie naturalmente onnivore;
  • individuare le caratteristiche comuni a tutte le specie;
  • verificare la capacità discriminante di questa lista provando ad applicarla a specie di cui è già noto che sono onnivore, per verificare la bonta' del test e infine, se questo test risulta accurato e corretto...
  • ... verificare se i parametri della specie uomo soddisfano questo test.

Naturalmente, questa verifica, per quanto piuttosto elementare, non è mai stata fatta, e ogni indicazione, di qualunque fonte, del fatto che gli umani siano "onnivori", riferisce solamente le tendenze culturali, e non dati oggettivi di natura fisiologica e biochimica.

Ecco dunque il confronto tra le caratteristiche dei carnivori, erbivori, onnivori (notare che nel seguito, con il termine "erbivori" si comprendono anche i "frugivori").

Muscoli facciali

Carnivori: ridotti, per permettere un'ampia apertura della bocca
Erbivori: ben sviluppati
Onnivori: ridotti
Umani: ben sviluppati

Tipo di mandibola

Carnivori: ad angolo non ampio
Erbivori: ad angolo ampio
Onnivori: ad angolo non ampio
Umani: ad angolo ampio

Posizione dell'articolazione mandibolare

Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Erbivori: al di sopra del piano dei molari
Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Umani: al di sopra del piano dei molari

Movimento mandibolare

Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Erbivori: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore
Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore

Principali muscoli mandibolari

Carnivori: temporali
Erbivori: massetere e pterigoideo
Onnivori: temporali
Umani: massetere e pterigoideo

Apertura bocca della bocca in rapporto alla dimensione della testa

Carnivori: grande
Erbivori: piccola
Onnivori: grande
Umani: piccola

Denti incisivi

Carnivori: corti ed acuminati
Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada
Onnivori: corti ed acuminati
Umani: ampi, piatti e a forma di spada

Denti canini

Carnivori: lunghi, affilati e curvi
Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti
Onnivori: lunghi, affilati e curvi
Umani: corti e smussati

Denti molari

Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata
Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse
Onnivori: a lame affilate e/o piatti
Umani: piatti con cuspidi nodulari

Masticazione

Carnivori: nessuna; deglutizione del cibo intero
Erbivori: necessaria una prolungata masticazione
Onnivori: deglutizione del cibo intero e/o semplice schiacciamento
Umani: necessaria una prolungata masticazione

Saliva

Carnivori: assenza di enzimi digestivi
Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati
Onnivori: assenza di enzimi digestivi
Umani: enzimi digestivi per i carboidrati

Tipo di stomaco

Carnivori: semplice
Erbivori: semplice o a camere multiple
Onnivori: semplice
Umani: semplice

Acidità dello stomaco

Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Erbivori: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco
Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Umani: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco

Capacità dello stomaco

Carnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo
Onnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo

Lunghezza dell'intestino tenue

Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo
Erbivori: da 10 a piu' di 12 volte la lunghezza del corpo
Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo
Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo

Colon

Carnivori: semplice, corto e liscio
Erbivori: lungo, complesso, puo' essere con anse
Onnivori: semplice, corto e liscio
Umani: lungo, con anse

Fegato

Carnivori: puo' detossificare la vitamina A
Erbivori: non puo' detossificare la vitamina A
Onnivori: puo' detossificare la vitamina A
Umani: non puo' detossificare la vitamina A

Reni

Carnivori: urine estremamente concentrate
Erbivori: urine moderatamente concentrate
Onnivori: urine estremamente concentrate
Umani: urine moderatamente concentrate

Unghie

Carnivori: artigli affilati
Erbivori: unghie piatte o zoccoli
Onnivori: artigli affilati
Umani: unghie piatte

Tratto da "The Comparative Anatomy of Eating" di Milton R. Mills, M.D.

www.agireora.org

16 luglio 2008







C'è stato un tempo che bosco, rivo e prato,
la terra e ogni vista consueta
a me davvero son sembrati
cinti di luce celestiale
del candore e sfolgorio di un sogno.

William Wordsworth




Il mondo a colori - foto di Maria Cecilia Camozzi

15 luglio 2008

Debutto per i cuccioli di leone bianco nati in Germania

I leoncini bianchi


Hanno l’aria un pò assonnata questi delizioni cuccioli di leone bianco, nati lo scorso mese nel Safari Park di Schloss Holte-Stukenbrock, in Germania. Le 3 piccole star, che hanno recentemente fatto il loro primo bagno di folla, sono una specie in via d’estinzione, e se ne trovano pochi esemplari, soprattutto in Sud Africa. I leoni bianchi sono stati spesso vittime di bracconieri e traffici illeciti a causa della loro preziosa e rarissima pelliccia. Un cucciolo già svezzato può costare persino 75 mila euro.

Via | Youtube

Lion whisperer at work in South Africa

Lion whisperer at work in South Africa: Kevin Richardson, ex fisioterapista, ora zoologo. L’uomo, che lavora in una riserva non lontano da Johannesburg (Sudafrica), ha sviluppato doti di comunicazioni uniche con i leoni, pantere e altri animali feroci









14 luglio 2008

Meravigliosi frutti di bosco

Mirtillo, more, lamponi, ribes, cranberry, acerola: una squadra estiva al servizio della salute

I frutti di bosco sono ricchi di proprietà curative e hanno basso contenuto calorico, ottimi per chi ama i sapori dolci ma deve prestare attenzione alla bilancia. Nell’uso medicale sono importanti i loro preparati gemmoterapici, una diluizione in alcool e glicerina che permette di estrarre dalla bacca le proprietà terapeutiche.
Il mirtillo è ricco di vitamina C e flavonoidi e migliora il microcircolo e il tono della parete venosa, aiuta nella couperose e negli inestetismi da capillari. La mora è ricca di potassio, magnesio, fosforo e calcio e ha un’ottima azione depurativa sul sangue. E’ in grado di regolare gli effetti della sudorazione, la perdita dei sali e la conseguente debolezza psicofisica. Il macerato glicerico di mora, preso regolarmente, aiuta a contrastare la fragilità ossea e la tendenza all’osteoporosi. Il lampone è ricco di vitamine del gruppo B ed è ultile per calmare la tensione nervosa e ammorbidire la muscolatura. E’ utile davanti a uno sprint da superlavoro o davanti a un periodo di stanchezza. Le donne lo prediligono al ciclo mestruale e usano da secoli la tisana come preparazione al parto, dall’inizio dell’ultimo mese gravidico. Il cranberry, mirtillo rosso, arriva dall’America e si può consumare anche come succo puro. E’ molto studiato per la terapia e la cura della cistite: basta un bicchiere di succo puro prima di dormire per tenere lontano i batteri delle vie urinarie. E’ utile anche nelle prostatiti e nelle uretriti poichè abbassa il PH urinario e lo rende più acido, migliorando le difese. L’acerola viene dalle Ande e contiene molta vitamina C con i caroteni che stimolano la rigenerazione della pelle e la difendono dai danni solari. E’ utile per un’estate indecisa come questa in cui il sole ci troverà impreparati e gli sbalzi climatici hanno riportato mal di gola e raffreddori fuori stagione. Il ribes nero, infine, è un meraviglioso antinfiammatorio naturale con proprietà antiallergiche. Le perle del suo olio hanno proprietà cortison like e stemperano le crisi allergiche, se prese con regolarità e in anticipo rispetto all’inizio dell’allergia.

Dottoressa Stefania Piloni

13 luglio 2008

Quando la Morte sembra
da una vita
l'unica via d'uscita
tra le vite di questo universo
senza nome
legata a un filo
che come l'amore si spezza
il cuore allora torna
a pulsare nel suo ritmo
regolare
e mi riporta
ancora una volta l'alba
dei giorni futuri
presente
in questo corpo


ma tutto svanisce
da un sogno
in un luogo inesistente
dove io non so più
respirare.

Maria Cecilia Camozzi
25.1.1991



Dorian Leigh, prima top model della storia, è morta a 91 anni in Virgina (da Divasthesite.com)
Dorian Leigh, prima top model della storia, è morta a 91 anni in Virgina (da Divasthesite.com)

12 luglio 2008

La lepre è enorme,
le nubi piccole.
La notte luminosa profuma
già di code di topo, trifoglio,
l’eco veglia,
dondola la tua voce
da un margine all’altro dell’abetaia:
vuoi carezzare il gattino della betulla.
Ti sollevo un po’?
Abbasso il ramo?
No, protesa,
ti allunghi da sola.


Merja Virolainen




Fonzie's couch - foto di Mowling

11 luglio 2008

NOSTALGIA

¿De qué se nutre la nostalgia?
Uno evoca dulzuras
cielos atormentados
tormentas celestiales
escándalos sin ruido
paciencias estiradas
árboles en el viento
oprobios prescindibles
bellezas del mercado
cánticos y alborotos
lloviznas como pena
escopetas de sueño
perdones bien ganados
pero con esos mínimos
no se arma la nostalgia
son meros simulacros
la válida la única
nostalgia es de tu piel

Mario Benedetti




Forcola e remo - foto di angelo greco

10 luglio 2008

Poichè l'alba si accende...

Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
basta con l'abominevole rancore! basta
con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

Paul Verlaine




oltre le soglie del Tempo - foto di Maria Cecilia Camozzi

9 luglio 2008

Vent e lus

Il vento passa sui larici d’oro
pulviscolo di luce scende dalle fronde
luce mi viene sulle guance e sui capelli
mi viene agli occhi mentre vado camminando

E c’è una voce che viene dai luoghi alti, una voce
che vento e luce conoscono – un gemito, forse
di femmina bramosa che cerca la sua pace
ed un’altra voce da rupi lontane
così dolce di desiderio chiamando le risponde

O, forse, è soltanto dentro il cuore
che vento e luce risuonano, e lo fanno greve
do gioia e di lacrime. C’è già, là sul colle,
la prima neve che sfavilla, e chiama
altre nevicate: e qui dove io sto
l’oro dei larici a coprire di luce la terra
e questo grido d’amore. E già viene l’inverno.

Bianca Dorato


http://antwrp.gsfc.nasa.gov/apod/image/0806/solmoon_ayiomamitis.jpg
Solstice Moonrise, Cape Sounion
Credit & Copyright: Anthony Ayiomamitis (TWAN)

8 luglio 2008

Come ti amo? Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

Elizabeth Barrett Browning



Zattera migrante (Gallo Matese - Caserta) - opera di Giuliano Mauri

7 luglio 2008

Razón de amor

Lo que de amor yo supe
lo aprendí desamándote.
Por eso te idolatro
mejor que si te amara.

Vicente Núñez

Kaori, Milan 2001 - foto di Roy Stuart

6 luglio 2008

Bianco

Tutto è bianco intorno
sopra e sotto l'orizzonte.
Di bianco si colora anche la notte
tra le stelle che scolorano
puntino per puntino
all'infinito.


Maria Cecilia Camozzi



alberi finlandesi
paesaggio finlandese

5 luglio 2008

Il Maestro d'arco


a B.B.

Tu, Assente che bisogna amare ...
termine che ci sfuggi e che ci insegui
come ombra d'uccello sul sentiero:
io non ti voglio più cercare.

Vibrerò senza quasi mirare la mia freccia,
se la corda del cuore non sia tesa:
il maestro d'arco zen così m'insegna
che da tremila anni Ti vede.

Cristina Campo, 1954



My little chickadee - foto di ehpien

4 luglio 2008

Soavissimo bacio,
del mio lungo servir con tanta fede
dolcissima mercede!
Felicissimo ardire
de la man che vi tocca
tutta tremante il delicato seno,
mentre di bocca in bocca
l’anima per dolcezza allor vien meno!

Torquato Tasso



103 - foto di pedro.benquerencia

3 luglio 2008

My Bonnie lies over the ocean

Leggendo l'ultimo libro di Oliver Sacks, "Musicofilia", ho trovato un riferimento ad una canzoncina che cantavo da piccolissima, intorno ai 3 o 4 anni. Praticamente è stata la prima canzone in inglese che avevo imparato a memoria, sentendola cantare da mia madre. Il titolo è My Bonnie Lies Over The Ocean" e non sapevo che fosse un motivo scozzese.

Ecco il testo:

My Bonnie lies over the ocean
My Bonnie lies over the sea
My Bonnie lies over the ocean
Oh bring back my Bonnie to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me, to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me
Last night as I lay on my pillow
Last night as I lay on my bed
Last night as I lay on my pillow
I dreamed that my Bonnie was dead
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me, to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me
Oh blow ye the winds o'er the ocean
And blow ye the winds o'er the sea
Oh blow ye the winds o'er the ocean
And bring back my Bonnie to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me, to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me
The winds have blown over the ocean
The winds have blown over the sea
The winds have blown over the ocean
And brought back my Bonnie to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me, to me
Bring back, bring back
Bring back my Bonnie to me

Ingenuamente vivendo

Non ne usciremo vivi,
lo sappiamo entrambi.

Lo sanno quelli che come noi
hanno già trapassato mille sogni
per essere in ogni gesto,
in ogni discorso,
la forma del vento.

Qualcosa dietro le spalle,
copre senza distanza, il giorno
come uno scialle gitano nero e rosso
con una disperazione di fondo
a fare della vanità ventaglio.

Cammino il tempo così,
come una bambina
goffamente in piedi,

ingenuamente
vivendo.


Beatrice Niccolai




texture 0013 - foto di Kurt Preissler

2 luglio 2008

Sleep the good sleep...

Da una notte a un’altra
ti ho disimparato
Dormirò
abbracciandomi
da me
Finché morte
non mi separi.

Silvia Mazzini



Sleep the good sleep - foto di carf

1 luglio 2008

CANTO DEI FIORI DI SALICE

Lievi volano
non portati dal vento.
Lievi cadono
non sfiorando la terra.
In ridda confusi, danzano
nel limpido spazio:
sì che libero vaga
il mio pensiero.

Liu Yu-hsi



flash mob - foto di kim***

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