31 gennaio 2006

EL SUEÑO

Por una espesa y honda
avenida de árboles que unen
en lo alto su copa y pesadumbre
el sueño avanza.
Abre sus grandes alas,
sus poderosos brazos
de lenta sombra y noche grande: cierra
contra todo horizonte.
En el centro del aire
cabecea un navío,
rodeado de enormes
territorios de sueño.
El sueño avanza: pone
su silenciosa planta
en el umbral de nuestra
transitoria vigilia.
Acaricia y golpea,
llama con voz suave
y entra como un río
de seguro poder.
El sueño halaga,
porfía y nos rodea,
hasta que al fin caemos
en su seno girando
como plumas, girando
interminablemente.
Ésta es la inerme paz, la sosegada
mentira de la sombra.
El sueño multiplica
su rostro en un espejo
sin fin: vértigo quieto, inmóvil
torbellino.
¡Gritad! Pero no; el grito
es también sueño. Ahora su dominio.
Potestad de la noche.

José Ángel Valente


30 gennaio 2006


... la conocida sombra de nuestros cuerpos
ya no acaba en nosotros
sigue por cualquier suelo cualquier orilla
hasta alcanzar lo real escandaloso
y lamer con lealtad los restos de silencio
que también integran nuestro largo amor...


Mario Benedetti

29 gennaio 2006

glowing with Goodness - foto di Donna MurtyTodd



La mente è più raggiante di qualunque altra cosa, ma poiché le falsificazioni, che sono ombre transitorie, vengono ad oscurarla, essa perde il suo splendore, come il sole quand'è oscurato dalle nubi. Non devi pensare che il sole si nasconda dietro le nubi, perché sono le nubi che, andando alla deriva, vengono davanti al sole e lo oscurano.



28 gennaio 2006

foto di Alberto Buzzanca

El Candelero (fragmento)

"Contempla en la vela que lleva este candelero, a quien doy a luz, aquello que clarificará ciertas sombras de ideas... No hace falta que te instruya en mi creencia. El tiempo todo lo da y todo lo quita; todo cambia pero nada perece. Uno solo es inmutable, eterno y dura para siempre, uno y el mismo consigo mismo. Con esta filosofía mi espíritu crece, mi mente se expande. Por ello, no importa cuán oscura sea la noche, espero el alba, y aquéllos que viven en el día esperan la noche. Por tanto, regocíjate, y mantente íntegro, si puedes, y devuelve amor por amor. "

Giordano Bruno

27 gennaio 2006

Sobre la causa, el principio y el uno (fragmento)


"Todo este orbe, esta estrella, no estando sujeta a la muerte, y siendo imposibles la disolución y la aniquilación en la Naturaleza, de tanto en tanto se renueva a sí mismo cambiando y alterando todas sus partes. No hay un arriba o abajo absolutos, como enseñó Aristóteles; ninguna posición absoluta en el espacio; sino que la posición de un cuerpo es relativa a las de los otros cuerpos. En todos lados hay un incesante cambio relativo de posición a través del universo, y el observador siempre está en el centro. "

Giordano Bruno

26 gennaio 2006

Armonia con se stessi

Crescita personale vuol dire sapere che con il nostro atteggiamento nei confronti di noi stessi, degli altri e di ciò che stiamo facendo, possiamo determinare la qualità della nostra vita e del mondo in cui viviamo

Abbiamo mai pensato che la realtà dipende anche dell'idea che noi ce ne facciamo, dal tipo di pensieri che coltiviamo nei suoi confronti e dal tipo di aspettative che abbiamo? Non è il destino a costruire la nostra vita, ma siamo noi, col nostro atteggiamento a forgiare il nostro destino, minuto per minuto. Se siamo scontenti, delusi, scoraggiati, tutto ciò che intraprenderemo avrà su di sé già il peso della sconfitta. Se siamo ottimisti, fiduciosi, entusiasti, le probabilità di successo sono già alte in partenza. Il nostro atteggiamento non influisce direttamente sugli eventi, ma agisce indirettamente, attraverso un'interminabile catena di piccoli gesti, sguardi, parole, che ci attirano al simpatia e il consenso delle persone - che siano superiori, clienti, colleghi - e che col passare del tempo si tradurranno in effetti concreti. Piccoli gesti, sguardi, parole che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi. "Fortuna", potrà dire qualche mala lingua, "buon raccolto dopo una buona semina" si potrebbe più giustamente commentare. Il nostro atteggiamento ha un ruolo fondamentale nella gestione della nostra esistenza, e soprattutto nel determinarne la qualità. Scopriamo così che l'idea che noi ci facciamo di noi stessi e del mondo diventa determinante per lo sviluppo del nostro futuro e per la possibilità di esplicare un ruolo creativo e costruttivo in cui mettere il luce aspetti sempre nuovi di noi stessi, per creare realtà sempre più adatte a modelli presenti, non a modelli passati, reiterati acriticamente e automaticamente. Il vecchio motto "chi lascia la vecchia via per la nuova, sa quel che perde, non sa quel che trova", viene sostituito da un nuovo invito: "per raggiungere un luogo che non conosci, devi prendere un cammino che non conosci". La nostra vita può diventare la piena espressione del nostro essere, e la vita quotidiana può diventare l'occasione per rivelarsi e attivare le molteplici sfaccettature della nostra natura. La qualità della nostra vita va misurata in base a quanto sappiamo assaporare pienamente tutto ciò che l'esistenza ci offre, quando risvegliamo i sensi, rispettiamo i sentimenti, valorizziamo le idee, diamo forma ai sogni e agli ideali. L'importante, allora, non è raggiungere una meta o l'altra, ma procedere con l'atteggiamento giusto, un atteggiamento di apertura e disponibilità, di attenzione interna e di attenzione esterna, attenzione a sé e agli altri, a ciò che vogliamo dalla vita e a ciò che la vita vuole da noi. Ci scopriremo felici con molto meno di quanto normalmente si pensa necessario, e il traguardo che ci porremo come obiettivo non sarà quantitativo, ma qualitativo, sarà quello dell'armonia con noi stessi.


25 gennaio 2006

Oltre l'apparenza

C'è una luce oltre l'apparenza,
oltre il linguaggio della razionalità che sfugge
alla comprensione e al desiderio...
Se tento di inseguirla si affievolisce.

Allora non resta che lasciarmi andare alla corrente
e sperare che, alla fine, ci sia
un oceano abbastanza grande per tutti i sognatori.

Tuttavia ho paura
di volare troppo in alto senza ali adatte,
di violare una terra casta con la mia caduta e sentire,
poi, il silenzio piangere nello sguardo del mondo.

Si cerca ovunque qualcosa di eternamente
inafferrabile.

Mi cerco ovunque, per dare un senso a ciò che faccio.
La mia anima è aperta innanzi al suo cuore...
Sul mio cuscino di stelle,
solo un abbraccio infinito...



Maria Cecilia Camozzi


Carla Bruni

24 gennaio 2006

Oggi mi sento alla deriva. Vorrei aprire la bottiglia del mare e leggere delle parole che mi rendano una giornata serena. Non so...

22 gennaio 2006


I moderni filosofi morali hanno avuto la tendenza a studiare l'etica nel vuoto, ignorando le intuizioni delle conoscenze naturali e umane. Anche i più importanti biologi e sociologi, che hanno cercato di correggere questa anomalia, hanno fondato i loro principi etici su una visione della natura e della società molto distorta. Ne è risultata un'etica "da tecnosfera" che fa coincidere il progresso e il bene morale con l'espansione economica e il dominio dell'uomo sulla natura. È perciò necessario ritornare all'etica tradizionale, l'unica capace di collocare i valori etici nel contesto adatto: quello di dare forma al comportamento umano nei suoi rapporti con la società, l'ecosistema, la biosfera e il cosmo stesso.


Edward Goldsmith

21 gennaio 2006

Camille Claudel
(1864-1913)



Genio, passione, solitudine, miseria e follia nella vita della scultrice francese Camille Claudel, allieva ed amante del grande Auguste Rodin, il cui valore personale e contributo all’arte del Maestro aspettano ancora di essere pienamente considerati.
Ha una natura profondamente personale, che attira per la grazia ma respinge per il temperamento selvaggio.
Lo scultore francese Rodin, uno dei maggiori artisti della sua epoca che, partito da suggestioni michelangiolesche, esaltandone il “non finito”, seppe dar vita a creazioni talvolta impressioniste talvolta simboliste di rara potenza, così si espresse su Camille Claudel, sua modella e musa, poi allieva, già dotata di grande talento, infine artista originale, diventata scultrice per scolpire il suo amore per colui che tutto le aveva insegnato e la cui lezione così bene aveva appreso (Le ho mostrato l’oro, ma l’oro che trova è tutto suo, Rodin).
Camille, nata a Fère-en-Tardenois l’8 dicembre del 1864, voleva diventare scultrice già dall’età di dodici anni, e fu proprio la costanza con cui si applicava alla modellatura che convinsero suo padre a darle il permesso di studiare a Parigi, privatamente e presso l’Académie Colarossi, sotto la guida dello scultore Boucher.
A 18 anni espose per la prima volta al Salon; subito dopo ci fu l’incontro con Rodin, che aveva ventitré anni più di lei.
Camille era bellissima! Fronte superba e magnifici occhi azzurri, come annotò suo fratello Paul, il celebre poeta e diplomatico: Un front superbe, surplombant des yeux magnifiques, de ce rare bleu si rare à rencontrer ailleurs que dans les romans.
Da subitò li legò una grande passione, ed anche una reciproca influenza (lui ritrasse lei e lei ritrasse lui) e grande collaborazione (fu Camille a modellare le mani e i piedi nelle figure della Porta dell’Inferno), ma Rodin aveva un’altra donna, Rose Beuret, ed anche un figlio con lei, di due anni minore di Camille, e mai avrebbe rinunciato alla fedele compagna che gli perdonava le numerose avventure. Per questo motivo tormentato fu il rapporto fra i due artisti, raccontato dallo scultore in decine e decine di disegni, ora conservati al Museo Rodin di Parigi, anche nei risvolti erotici, come del resto fece Camille nelle sue sculture, dando vita ad un kamasutra artistico ispirato al famoso poema indiano, rielaborato tra il IV e il V secolo a. C. dal poeta Kalidasa, raccontato da Vyasa nel Mahabharata, poi tradotto magistralmente da Goethe, al quale s’’ispirarono pure Schubert nel Singspiel Sakuntala, nel 1820, e Alfano nella Leggenda di Sakuntala, nel 1921, in cui è protagonista la leggiadra ninfa Sakuntala che cerca il suo sposo scomparso.

Dopo gli anni dell’intensa passione, artisticamente espressa con la scultura in bronzo La Valse, del 1891, in cui Camille scolpì una coppia che balla un valzer appassionatamente, dopo una sua breve relazione col compositore Claude Debussy (incontrato nel salotto del poeta Mallarmé), che irritò Rodin ma non lo spinse ad abbandonare Rose, come avrebbe desiderato la giovane compagna, nel 1892 tra i due avvenne la rottura definitiva, avendo la donna tristemente compreso che mai sarebbe diventata la moglie di Rodin; allora Camille intraprese un percorso personale di autoaffermazione.Nascono in questi anni opere come Clotho nel 1893, le varie versioni di la Petite Châtelaine, iniziato nel 1893 e poi ripreso nel 1895 e nel 1898, e nel 1907, l'Age mûr, il suo capolavoro.
Espressione artistica del distacco da Rodin, l'Age mûr, l'Età matura, è una scultura in cui è ritratta una giovane donna in ginocchio che protende le braccia verso un uomo più anziano che, voltato di spalle, si lascia portare via da una donna pure anziana; facilmente riconoscibili nell’uomo anziano e nella donna giovane Camille e Rodin, nella donna anziana forse Rose o forse, più simbolicamente, la morte. Nel 1897 realizzò les Causeuses, tra il 1886 e il 1888 Sakuntala, l'imponente gruppo scultoreo in bronzo ispirato al dramma indiano, nel 1900 la Vague, testimonianza del profondo mutamento artistico avvenuto in Camille, avvicinatasi all’arte giapponese assimilata anche dall’Art Nouveau, utilizzando, nelle sue nuove raffinate creazioni, un materiale prezioso come l’onice.Intanto si aggravavano i segni di un disordine mentale palesatosi già nel 1896: Camille cominciò a soffrire di manie di persecuzione e nel processo di annientamento di se stessa arrivò anche a distruggere le sue opere.
Nel 1913 fu fatta rinchiudere in un manicomio vicino Parigi dalla madre e dal fratello Paul. Successivamente trasferita nel manicomio a Montdevergues, vi morì il 19 ottobre del 1943, in solitudine ed abbandono, aspettando invano la visita della sorella e della madre, alla quale aveva ripetutamente chiesto di essere riaccolta in casa:
Se tu mi concedessi soltanto la stanza della signora Régnier e la cucina, potresti chiudere il resto della casa. Non farei assolutamente nulla di riprovevole.Ho sofferto troppo...Nei trent’anni d’internamento non aveva mai più né disegnato né modellato.Così, riassumendo l'amara vicenda della sua vita, la ricordò suo fratello Paul:Mia sorella Camille aveva una bellezza straordinaria, ed inoltre un'energia, un'immaginazione, una volontà del tutto eccezionali. E tutti questi doni superbi non sono serviti a nulla; dopo una vita estremamente dolorosa, è pervenuta a un fallimento completo.

Francesca Santucci

20 gennaio 2006

Il mercato dei pensieri

Entre sabanas - foto di Morgan


Il mercato dei pensieri

Ogni notte,
il nulla s'adagia nel mio letto
informe,
tra corpi gelati d'apparenza
fantasmi della mente,
che vivono nell'inganno di loro stessi
prima del disfacimento finale.

Cellule che sognano universi paralleli
si beffano, anzi ignorano
pensieri così bassi da non essere sfiorati...

Alta imperturbabilità, ma senza sostanza
aleggia sufficiente sotto il velo sciupato
di una Maja svestita,
barattata al mercato per quattro note:
correnti sotterranee di energie illusorie
trasformano la terra in Arte,
l'aria in Musica silenziosa
e l'uomo capolavoro del Mondo.

Nude membra accerchiate nel sonno
sopravvivono a guerre private
di numeri senza volto...
e quando vedo il mio,
riflesso
allo specchio della Vita,
non trovo i confini di una sola identità.
Il peso dei secoli mi ha sedotto
per la via più comoda
ed ora non mi resta che il disincanto. 


Maria Cecilia Camozzi

19 gennaio 2006

foto di Raul Drechsel

«Chiunque, anche per un solo secondo, avverta una fede pura e chiara ascoltando la verità, proverà una felicità incommensurabile. Perché? Perché, in quel momento, quella persona non è compresa nel concetto di un sé o di un essere vivente o di una durata di vita. Non è coinvolta in concetti sul mondo, e non è persa nel concetto della vacuità. Non fa caso alcuno all'idea che questo è un segno, o che questo o quello non è un segno.
«Perché se sei avviluppato nelle idee, allora sarai compreso in un sé. Ed anche sei compreso nelle idee sulla vacuità, sei sempre avviluppato nel sé. Ecco perché non dovremmo attaccarci alla credenza che le cose esistono oppure non esistono. Questo è ciò che sottintendo quando dico che i miei insegnamenti sono una zattera da abbandonare quando vedi coi tuoi occhi la realtà».



Sutra di diamante

18 gennaio 2006

Long Neck Girl - Thailand - foto di jonbenson1978


Domanda: «Potresti brevemente descrivere la compassione idiota?»

Chögyam Trungpa: «La compassione idiota è l'idea altamente astratta che vuoi far del bene... Naturalmente dovresti fare di tutto per tutti, senza far preferenze di sorta; ma ciò non significa che devi sempre essere remissivo. La gentilezza dovrebbe avere cuore e resistenza. Affinché la compassione non si trasformi in compassione idiota, devi usare l'intelligenza. Altrimenti, potresti autocompiacerti nel pensiero che stai creando una situazione compassionevole quando, in effetti, stai alimentando l'aggressione dell'altra persona. Se vai in un negozio e il commerciante ti froda, e tu ci torni e lasci che ti truffi ancora, beh, questa non mi sembra una cosa molto sana da fare per gli altri».

Chögyam Trungpa

17 gennaio 2006

ABDUCTION

Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni.
Molte persone si rivolgono ad uno psicologo per via di "uno strano sogno ricorrente", o di una fobia riguardo, ad esempio, un certo animale e solo in un secondo tempo, spesso con l’ausilio dell’ipnosi regressiva, si avvicinano alla definizione della loro situazione di "addotti". Se si escludono i casi più eclatanti, infatti - in cui alcune persone vengono destate nel cuore della notte e prelevate a forza, o anche in presenza di testimoni oculari (si pensi al caso Travis Walton) - spesso i soggetti vivono la propria esperienza ignorandola completamente, o intuendola solo alla lontana. Nel corso di una abduction, infatti, di norma una persona non viene "svegliata", ma più semplicemente viene spostato il suo livello di consapevolezza dal sonno ad una veglia semi-onirica. È un po’ come ipnotizzare una persona addormentata, indurla a fare un giro e poi riportarla a letto. Inoltre, secondo molte testimonianze, i rapimenti avverrebbero in uno status in cui si può levitare e attraversare le pareti, accrescendo così la sensazione di "sognare".
"Missing Time" (Tempo mancante, o vuoto temporale), amnesie, specialmente di un’ora o più. Il periodo di "missing time" di solito si verifica dopo un avvistamento UFO ed in genere, sotto regressione ipnotica, affiorano ricordi di entità che prelevano il soggetto e lo esaminano fisicamente, cancellando poi il ricordo dell’accaduto dalla sua mente. Non è raro che al ricordo originale venga sostituito un ricordo-schermo ("screen memory"), fatto di immagini realistiche e che costituiscono un evento fittizio e banale a copertura di un certo lasso di tempo mancante, mentre altre volte nella mente del soggetto viene lasciata memoria del vuoto temporale. Fra i "patterns" di "località", le persone in questione vengono prese dall’abitacolo della loro auto (per lo più in posti isolati), dal proprio letto, o finanche in bicicletta o a passeggio. Ne consegue che l’abduction può avvenire ovunque e che non c’è immunità geografica.





ELEMENTI CARATTERISTICI
Paralisi
: il soggetto prova la sensazione di essere paralizzato e di giacere su una superficie dura, senza potersi muovere. A volte nell’ambiente si manifestano luci brillanti e si avverte la presenza di altri esseri.
Essere spiati: il soggetto sente di essere osservato, da qualcosa di indefinibile.
Sogni lucidi: il soggetto vive sogni lucidi, particolarmente intensi e riferisce di essere stato capace di volare e attraversare superfici solide, come le mura di casa.
Luci blu: durante il recupero dei ricordi originali, sotto ipnosi, ricorre l’immagine di una diffusa luce blu.
Simboli: a volte il soggetto menziona strani simboli, lettere o disegni incomprensibili, che in contatti successivi vengono illustrati dai presunti ET.
Esseri non Umani: il soggetto spesso sogna esseri le cui fattezze variano dallo stereotipo del Grigio (alto circa un metro e venti, macrocefalo e grandi occhi ovali neri), a spettrali figure alte e incappucciate, al tipo Nordico, biondo con penetranti occhi azzurri.
Insonnia: in particolare concomitanza con le ore centrali della notte, verso le 3.00, è comune l’insonnia. Il soggetto entra in uno stato di tensione, perché nel cedere al sonno teme il ripetersi dell’esperienza. Non di rado appaiono sfere di luce o lampi di luce blu al di là di una finestra o verso il soffitto.
Suoni e Ronzii: manifestazioni acustiche di origine ignota, simili ad impulsi, ticchettii o frequenze acutissime, talvolta meccaniche.
Richiami: alcuni addotti sentono di doversi recare in luoghi a loro sconosciuti, e spesso ben specifici.
Luoghi: il soggetto sogna grandi città di cristallo o di acciaio con edifici di foggia strana, cieli dal colore innaturale, o l’interno di sale dalle pareti metalliche dotate di apparecchiature futuristiche. Frequentemente il soggetto riferisce di essersi trovati di fronte allo schermo di un video o di un computer, in cui "qualcuno proietta" immagini di avvenimenti.
Visioni: chiudendo gli occhi nel desiderio di addormentarsi, di colpo si manifestano immagini di alieni di vario genere accanto al letto, o di UFO, che svaniscono riaprendo gli occhi.





EFFETTI FISICI RISULTANTI DALLE ABDUCTIONS
Cicatrici o segni: si evidenziano soprattutto nella zona della bocca, del naso, dietro o nelle orecchie, sui genitali o sotto il ginocchio e nelle mani.
Bruciature inspiegabili: idem.
Dolori: frequenti quelli alla schiena o al collo, o ai genitali.
Per le donne: gravidanze apparenti (isteriche, secondo la medicina) e sparizione del feto prima del parto. Le fenomenologie sono talvolta accompagnate da sogni vividi in cui la donna viene fatta partorire anzitempo da qualcuno, spesso esseri non umani.
Sinusiti croniche: il blocco, o la sensazione di occlusione nasale, sono frequenti, talvolta in associazione ad epistassi (perdite di sangue).
Fobie: in particolare nei confronti degli occhi neri o di creature (anche animali) con occhi neri e grandi, come gufi e foche. Si palesano fobie nei confronti degli ambienti ospedalieri e delle procedure mediche. Tipiche quelle verso gli insetti e alcuni rumori meccanici, nonché disagio di fronte a film o altre rappresentazioni di tipo apocalittico.
Emorragie: tipiche quelle nasali e dalle orecchie, e per le donne talvolta in aree genitali.
Mal di testa: è un altro sintomo piuttosto frequente, talvolta accompagnato da perdita dell’equilibrio e malumore.
Corpi estranei: si manifestano sottocute. Di norma sono duri e sferoidali, e non superano il mezzo centimetro. Ad una analisi medica superficiale possono apparire come inusuali depositi calcarei o comunque litici, mentre una volta estratti rivelano una composizione minerale anomala. Forse si tratta di impianti di origine aliena.

dal sito www.setiufo.org

15 gennaio 2006

Ceneri e neve, terre e voli


Senza parole. E' la sintesi dello stato in cui ci si trova dopo aver visitato la mostra "Ashes and Snow" all'Arsenale di Venezia.Le installazioni dell'artista Gregory Colbert fanno subito entrare in contatto lo spettatore con la percezione che la comunicazione tra uomo e animale esiste, e si trova al di sopra delle parole. E si ha l'impressione che i commenti verbali alle immagini stridano con l'armoniosa quiete che le pervade. Le fotografie sono in un bianco e nero ricercato - realizzato con le tonalità del seppia, del bianco e dell'ocra - che conferisce all'immagine un carattere d'epoca nel quale ogni minimo dettaglio emerge con chiarezza. Così gli sguardi dei monaci-bambini in meditazione e dei pachidermi che li accompagnano non passano inosservati, e lo spettatore nota che il bambino steso in posizione fetale, in una pozza d'acqua, non è bagnato dalla pioggia ma dall'energico e giocoso spruzzo della proboscide di un elefante, del quale si intravede solo una parte delle zampe. Un filmato narra le foto una ad una, illuminando anche i più diffidenti su come gli scatti siano stati realizzati "dal vero" - senza fotomontaggi - in una situazione di totale sintonia tra i protagonisti, nella quale gli animali hanno deliberatamente scelto di interagire con gli uomini.Le immagini, e le foto, che forse rendono meglio quest'idea sono quelle tra la donna e il falco del deserto. Lei, che ha la pelle nera ed è avvolta in una tunica bianca di stoffa annodata su un lato, danza all'interno di una stanza, e ha nelle mani due piume affusolate. Alle sue spalle il falco. Magicamente, il movimento delle braccia di lei innesca il volo del falco, non una ma più volte. E il falco nel suo volo scansa appena il corpo danzante della donna ...anzi con l'enorme ala dispiegata le accarezza dolcemente il volto e la spalla.Meditazione, silenzio, immobilità o movimento espressivo sono i linguaggi che la narrazione di Colbert connette alla comunicazione fra gli esseri viventi: espressioni di una verità che non ha bisogno di parole perché sgorga direttamente dal cuore.


foto di Gregoy Colbert (da Ashes and Snow)



Nell'ultima quiete la luce penetra tutto il regno; nella quieta illuminazione, pervade il puro vuoto.
Quando torno a guardare il mondo fenomenico, tutto è come un sogno.


Han-Han-shan Te-Ch'ing

13 gennaio 2006

Sulla libertà


E un oratore disse: Parlaci della Libertà. E lui rispose: Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà, Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide. Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione. E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento. In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze. Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio? Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi? L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte. Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare.Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto. Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ? E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto. E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute. In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio. Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi. e quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce. E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.

Kahlil Gibran




ritratto - foto di Angelo Greco

12 gennaio 2006

La nonviolenza e' la più grande forza a disposizione dell'umanità, e' la più potente fra tutte le armi distruttive che l'ingegno dell'uomo ha inventato.

Mahatma Gandhi




[...] Nel vostro mondo esiste un abisso tra ciò che è la vostra volontà e ciò che sono le vostre intenzioni, a voi note, e le regole del gioco in cui sono immerse, che vi sono ignote. In questo momento della storia non siete voi i conquistatori. L'informazione massivamente storpiata fa parte di una strategia millenaria utilizzata con gli esseri umani. L'induzione di pensieri, delle emozioni o degli organismi sociali che non vi appartengono attraverso l'uso di certe tecnologie è una strategia ancor più antica.
Meravigliose possibilità di progresso sono unite a grandi e sovversivi propositi. Questi pericoli e opportunità esistono ora. Potete soltanto percepire quanto vi stiamo mostrando. L'estinzione delle risorse naturali è programmata dal vostro collettivo umano, e non è un obbiettivo a lungo termine, questa estinzione è già in corso.
I meccanismi per esaurire e assassinare i vostri ecosistemi hanno già superato i limiti della reversibilità. Il saccheggio delle risorse e lo squilibrio nella distribuzione delle risorse i cui prezzi aumentano giornalmente, causeranno guerre fratricide su scala planetaria, colpendo anche i centri delle vostre città e anche le comunità rurali.
L'odio avanza e cresce a scapito dell'amore. E' l'amore ciò che vi dona la fiducia nella capacità di trovare soluzioni. Purtroppo però la massa critica è insufficiente e il lavoro di sabotaggio si sta compiendo diligentemente anche su di essa.
Le condizioni umane che ubbidiscono alle abitudini del passato e all'allenamento, possiedono un così alto livello di inerzia che li condanna finalmente a morire. Voi affrontate questi problemi, sottoponendoli ai vostri rappresentanti la cui coscienza del bene comune è nascosta dall'aggregazione agli interessi corporativi. I vostri rappresentanti discutono sempre della forma ma non trattano quasi mai il contenuto.
Giunti al momento di agire, i ritardi accumulati, fanno sì che voi siate già morti ancor prima di poter fare una scelta. Questa è la vera ragione per cui, più che mai prima nella vostra storia, le vostre decisioni quotidiane agiscono da guida e hanno un impatto significativo affinché esista un domani e voi possiate continuare a vivere. [...]

tratto da un messaggio alieno ricevuto da Jean Ederman (military pilot of jet propulsion and aerial controller)

11 gennaio 2006

Rilassiamo la vista

a me gli occhi...



Rilassiamo la vista

Si chiama "palmeggiamento" il metodo coniato da W.H. Bates a indicare un procedimento di rilassamento che può risolvere il problema della vista imperfetta e di molte malattie organiche dell'occhio

Uno dei maggiori contributi del grande W.H. Bates, M.D., è quello di aver inventato la parola "palming" - che noi abbiamo reso in italiano coniando il termine "palmeggiamento", un metodo molto semplice, e come viene spiegato nel capitolo ad esso dedicato dallo stesso Bates nel suo libro originario si basa essenzialmente sulla capacità della mente di ritrovare il suo stato naturale di rilassamento e di assenza di sforzo "regolandosi" sullo sfondo nero che si dovrebbe vedere quando si chiudono gli occhi e li si coprono con le mani senza toccarli, escludendo tutta la luce.
Quando questo succede nel giro di pochi istanti, una volta applicate le mani, il paziente, può tranquillizzarsi e sapere che la guarigione è a portata di mano, e si tratta solo di abituarsi a riprodurre automaticamente questa condizione di rilassamento anche ad occhi aperti, quando si esercita normalmente il senso della vista, in tutte le condizioni, interiori ed esteriori.

Sia il Dott. Bates che la sua assistente Emily confermano questa verità raccontando innumerevoli casi più o meno gravi guariti dopo poche sedute di palmeggiamento ben riuscito: cataratta, maculopatie, strabismo, e i più comuni errori di rifrazione, subito vengono alleviati se il paziente è in grado di vedere nero quando ha gli occhi coperti e la luce viene esclusa totalmente grazie alle mani che fanno da schermo.

Sfortunatamente ai nostri tempi ciò non accade così spesso come accadeva allora: probabilmente su dieci persone che si cimentano con il palmeggiamento, solo una o due saranno in grado di applicarlo positivamente e con successo sin da subito. Il resto, la grande maggioranza, si accorge di vedere, non ostante il buio, ogni sorta di colore e di macchia, di striature, di lampeggiamenti, di rumori di fondo. Persone malate seriamente di glaucoma, di cataratta, vedranno sfondi bianchi anziché neri, nuvole dense, macchie iridescenti e cangianti molto fastidiose. Chi soffre di astenopia di solito vede una specie di nebbia, tutta instillata di puntini fosforescenti più o meno luminosi, e quando si sforza di vedere al buio, ad esempio in una stanza illuminata solo dalla luce dei lampioni cittadini che filtrano dalle gelosie o dalle tapparelle, in genere vede sagome indistinte annegate in questa nebbiolina pulsante che è fonte di ulteriore nervosismo. In certi casi, è possibile che questo sfondo non nero sia ancora meno nero ad occhi chiusi che ad occhi aperti, il che appare del tutto antiscientifico (come fa l'occhio a vedere la luce ad occhi chiusi e a non vederla ad occhi aperti?). È indubbio che l'origine di questa non-nerezza è nel cervello, nella mente, in uno sforzo mentale che si compie per vedere. In certi casi peculiari, questo sforzo è maggiore ad occhi chiusi, e accorgersi di questo porta ad una rapida guarigione, perché il paziente capisce che è il suo "fare" che è sbagliato, non l'occhio che è fuori fuoco.

Rishi Giovanni Gatti

10 gennaio 2006

Le balene cantano, navi permettendo

La morte e la vita sono viste come nient'altro che trasmutazioni;
le innumerevoli creature sono tutte dello stesso genere e c'è una parentela che le collega tutte.

Huai Nan Tzu (II sec. a.C.)




GalapAgos Sea Lion and School of Salema - foto di David Doubilet


Le balene cantano, navi permettendo

di EMANUELE PERUGINI

Quest'anno al festival di Sanremo altre ai nuovi autori e ai big comparirà una nuova categoria di cantanti: quella delle balenottere. Non che i giganti del mare con le loro 70 tonnellate di peso e con i loro 27 metri di lunghezza escano dall'acqua per salire sul palco dell'Ariston. Molto più semplicemente nelle acque davanti al teatro più famoso d'Italia i maschi di questa specie hanno già iniziato a cantare. Proprio in questo periodo inizia infatti la stagione degli amori per questi cetacei e i maschi di balenottera, il secondo animale più grande del mondo, iniziano ad emettere il loro caratteristico canto per attirare l'attenzione delle femmine e quindi accoppiarsi. Dopo due anni di gestazione poi verrà alla luce un cucciolo di tre tonnellate di peso e lungo 6,5 metri. Le loro voci però corrono in rischio di essere soffocate, non tanto dagli applausi, quanto dall'inquinamento acustico prodotto dalle navi in transito in questo stretto braccio di mare. «La stagione dell'amore delle balene - spiega Francesco Borsani, ricercatore dell'istituto centrale di ricerca applicata al mare (Icram) di Roma - inizia proprio in questo periodo, cioè tra febbraio e marzo. Per questo i ricercatori grazie alle loro boe acustiche sono riusciti a registrare l'intensità del canto dei maschi e quanto inquinamento acustico è presente nel Tirreno. I dati sono però preoccupanti. In media il 97 per cento delle registrazioni ottenute nel Mar Ligure ogni giorno è disturbato dal passaggio di una o più navi. Questo significa che su ventiquattro ore di tempo resta libera da disturbi sonori solo una piccolissima finestra di appena 43 minuti. «È davvero troppo poco. In questo modo - dice ancora il biologo marino - le femmine rischiano di non sentire il richiamo del maschio e di non accoppiarsi. E questo è un rischio che può pregiudicare la salvaguardia della specie». In tutto il Mar Mediterraneo ci sono circa duemila esemplari di Balenottera comune. Si tratta di animali che vivono in solitudine e che sono abituati a nuotare per diverse centinaia di chilometri al giorno. Il canto dei maschi di questa specie riesce ad essere avvertito da una femmina anche a 500 chilometri di distanza. «Attenzione però - dice Borsani - non è il canto a cui siamo abituati». Infatti, di solito alla televisione, o in qualche cd musicale New Age, si sente il canto delle megattere delle Hawaii, una specie completamente diversa, i cui suoni sono molto più leggeri e ricchi di fascino. Le balene del Mediterraneo invece emettono una serie continua e martellante di impulsi sonori su una frequenza particolare. Per fare un paragone si potrebbe dire che se le megattere sono Beethoven, le balenottere del Mediterraneo sono più simili a un moderno compositore di musica da discoteca. La loro frequenza che per qualche strano scherzo è diversa da quelle delle balenottere delle Canarie, ma simile invece a quelle della Scozia. Si tratta comunque di un canto che noi uomini non possiamo ascoltare. Per riuscire a farlo bisogna aumentare la velocità di registrazione di almeno 16 volte.

da "IL MATTINO", 31/12/2005

9 gennaio 2006


Se riuscite a coltivare stati mentali salutari prima di andare a dormire e permettete loro di perdurare durante il sonno senza distrarvi, allora anche il sonno diverrà salutare.

Dalai Lama, in "Dormire, sognare e morire"

8 gennaio 2006


"Sii presente a ogni respiro. Evita i passi falsi. Il tuo desiderio è la libertà.
Tu viaggi verso di te. Raccogliti in solitudine, nella folla. La preghiera nel tuo cuore.
Hai uno scopo. Raggiungilo.
Sii vigile. Distogli l'attenzione da immagini indesiderabili.
Ricordati. Abituati a riconoscere ciò che hai nel tuo cuore."

Abd-Al-Khaliq

6 gennaio 2006

Raspberries - foto di billbonner


Rudolf Steiner ha tracciato un quadro preciso del malessere crescente nell'individuo dei tempi moderni. All'origine vi è la mancanza di conoscenza sulla costituzione dell'essere umano e sulla sua componente spirituale.

Una conferenza tenuta a Monaco da
Rudolf Steiner nel gennaio 1912 aveva come argomento: "Nervosità, fenomeno del nostro tempo". Potremmo meravigliarci della modernità di un siffatto titolo a quasi cento anni di differenza! Oggi noi constatiamo un generalizzato aumento di patologie di origine "nervosa", come l'ansia, la depressione, gli attacchi di panico. E' interessante notare come proprio Steiner, in quella occasione, sottolineò che quella nervosità sarebbe aumentata progressivamente nell'umanità a venire. Steiner si sofferma su due esempi: il primo è quello di chi "è incapace di trattenere un pensiero e di seguirlo fino alle sue conseguenze, chi salta continuamente da un pensiero all'altro".Un secondo caso è invece quello di uomini "che non sanno cosa fare di se stessi, non sanno prendere decisioni proprio quando andrebbero prese e non sanno mai di preciso quello che dovrebbero fare nelle diverse situazioni". Da che cosa è originata questa mancanza di concentrazione, questo senso di insicurezza, di ansietà? Da una sostanziale "schizofrenia" del vivere dell'uomo contemporaneo.
L'essere umano, nella visione steineriana, è strutturato in quattro parti costitutive: la prima parte, quella che è visibile agli occhi di tutti, è quella del corpo fisico, che occupa un suo spazio e ha una sua forma. Ma questo corpo è altresì compenetrato da altri tre "corpi", cioè involucri di sostanza non fisica, bensì spirituale, che lo nutrono, lo alimentano e gli permettono di vivere: il corpo eterico, cioè l'insieme delle forze o energie vitali che sono alla base delle funzioni biologiche dell'organismo; il "corpo" astrale, cioè l'anima, ciò che rende ogni essere umano unico nel suo mondo interiore di sentimento e di emozioni; e infine l'Io, che è l'essenza più alta e sublime di ogni uomo, che si può identificare nella voce interiore della coscienza, nella scintilla "divina" che riposa in ogni essere umano.
L'uomo risulta essere una creatura che trae la sua origine nelle forze divino-spirituali che circondano e sostanziano tutto l'universo. Il corpo fisico dell'uomo partecipa delle leggi della natura e della mondo minerale, ma esso sarebbe, senza l'anima e lo spirito, solo un cadavere, in balia delle forze distruttive della natura.
L'uomo è, quindi, un entità spirituale che si manifesta, nella dimensione terrestre, attraverso un involucro sensibile. L'uomo è un organismo anche nel senso più alto del termine, poiché tutto in esso vive in virtù delle forze spirituali che lo compenetrano, che si manifestano anche nelle funzioni biologiche, nel respiro, nella circolazione, nel ritmo cardiaco.
Nella nostra civiltà attuale, abbiamo sviluppato una attenzione specifica soltanto per tutto ciò che è visibile e sperimentabile con i nostri sensi legati al corpo fisico. Il progresso scientifico dell'umanità ha portato ad enormi benefici in termini di salute, benessere, senso di padronanza di tutti i mezzi di sostentamento, comodità, ma, paradossalmente, si è sperimentato che più è aumentato il benessere economico e materiale, più è cresciuto il numero delle persone che soffrono di stati di paura, ansia, senso di inadeguatezza, sconforto, mancanza di
gioia di vivere, insoddisfazione. Abbiamo dimenticato che siamo esseri dotati di anima, viviamo in una scissione continua tra quello che fa il nostro corpo e quello che fa il nostro spirito, il più delle volte siamo lontani con il nostro cuore, con il nostro sentimento, da quello che facciamo, obbligandoci a vivere in una perenne divisione del nostro intero essere.
Quello che Marx definiva la condizione di "alienazione" dell'operaio costretto a manovrare macchine con movimenti ripetitivi, è diventata la condizione della società intera. "Più si deve fare ciò che non interessa, più si indebolisce il proprio corpo eterico". Le forze vitali del nostro corpo si sfibrano, il pensiero non è più guidato dall'anima e quindi si ammala, va alla deriva, talvolta si automatizza, si sclerotizza e può arrivare a prendere il sopravvento sulle altri parti dell'uomo: sindromi come quelle del pensiero ossessivo - compulsivo non sono altro per Steiner che gli effetti di un pensiero abbandonato a se stesso, che si è, per così dire, incollato al sistema nervoso, perdendo il contatto con la sua fonte di origine.
"L'antroposofia dovrebbe agire in modo che nell'uomo si sviluppino in maniera giusta, con forza e vigore, le singole parti costitutive della natura umana", scrive Rudolf Steiner. La parola stessa, che deriva dal greco, lo specifica: una conoscenza saggia dell'uomo che non si ostini a considerarlo come un mero risultato di processi chimici, bensì una entità di origine spirituale che ha nel fisico la sua espressione materiale.
Fino a quando nella società e nell'educazione si continuerà a voler ignorare questa
struttura spirituale nell'uomo, i disturbi psicologici saranno in costante aumento.

Silvia Cioffi

5 gennaio 2006



Il problema con il mondo è che gli stupidi hanno assolute certezze
e le persone intelligenti sono piene di dubbi.

Bertrand Russell

4 gennaio 2006

Woman and taxi, New York, 1982 - foto di HELEN LEVITT


Qualcuno una volta ha detto:


Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.

3 gennaio 2006

Le vie che portano al successo

"Cinque sono le vie che portano a conoscere il successo.
Sapere quando si può e quando non si può combattere.
Sapersi avvalere sia di forze numerose, sia di forze esigue.
Saper infondere uguale forza nei superiori e negli inferiori.
Attendere con prudenza le altrui imprudenze.
Avere generali capaci e un sovrano che non interferisce.
L'invincibilità dipende da noi stessi.
Conoscendo gli altri e conoscendo se stessi, in cento battaglie non si correranno rischi"

Sun Tzu


Door... located in Marrakesch, Morocco - foto di jandrade

2 gennaio 2006

"Siamo parte di una terra vivente"

Alla base dell'ecopsicologia, l'idea e lo sviluppo dell'idea che siamo tutti parte del nostro pianeta Terra. Un concetto ampiamente approfondito da Theodor Gustav Fechner, psicologo del 19° secolo, precursore di Ipotesi Gaia

Pioniere della psicologia sperimentale, fondò la psicofisica e indagò le leggi basilari della percezione sensibile. Lo psicologo tedesco Theodor Gustav Fechner (1801-1887) è anche ricordato per la sua ardita e
poetica visione del mondo, per la quale ogni unità fisica è un elemento costitutivo di un'unità psichica superiore: la grande Anima della Terra - visione esposta nel Libro Zend-Avesta. Pensieri sulle cose del cielo e dell'aldilà, del 1851.
"Un inno alla vita
", ecco come si può definire la sua opera. In essa è profusa la summa delle sue riflessioni: la Terra è un organismo vivente, animato come quello di ogni essere vivente; ha un corpo, un suo respiro e possiede anche degli organi sensibili. E quali potrebbero essere tali organi, se non gli uomini stessi e tutte le creature che ne calcano il suolo? "L'uomo, l'animale e il mondo si trovano più che in contatto: si trovano in un processo di mutua compenetrazione".

Noi tutti siamo organi della terra vivente: e non vogliamo accorgercene perché "dovendo guardare in faccia a un essere gigantesco che ci abbraccia, preferiamo chiudere gli occhi e dire a noi stessi che non esiste. Qualora però ci facessimo animo e guardassimo, ci accorgeremmo che non è l'essere mostruoso e gigantesco che si riteneva fosse, bensì la nostra diletta madre terra che ci porta nel suo seno".
Ecco un suo testo originale, tratto dalla rara edizione di Theodor Gustav Fechner, Zend-Avesta, Pensieri sulle cose del cielo e dell'al di là, Bocca, Milano 1944:
"Ho talvolta rivolto la mia attenzione a un formicaio e a un alveare, e mi sono domandato: cos'è che costringe le incoscienti formiche e api a un lavoro così fortemente indirizzato verso un fine? Ho letto che le farfalle e i bruchi si muovono in grandi processioni, nelle quali un animale vola o striscia dietro l'altro, e mi sono chiesto qual è la forza che spinge tali animali? non già le anime delle singole bestiole. Il Tutto vede come attraverso il meccanismo visuale d'una sola anima, ma dove ha sede tale anima? Se l'anima risiede in qualche luogo, essa può solo trovarsi in ciò che abbraccia tutto questo, nella cosa in cui tutto striscia e vola, cresce e risiede: formiche, fiori, terra, formicai e alveari: la nostra terra. Nella nostra terra ha sede ciò che muove questi esseri. Con gli uomini non avviene altro di quanto avvenga con le formiche, le api, i bruchi e le farfalle, spinti verso fini che nessuno di questi singoli animali ha posto.
La terra è, per forma e sostanza... una creatura, in sé e per sé, con proprietà individuali e collegata con il Tutto, che si pone di fronte ad altre simili creature. Sotto la pressione di un mondo esterno, essa dispiega le sue energie interne e sviluppa interiormente un giuoco di elementi liberi. In particolare sottostà al cambiamento, in generale rimane stabile. Quel che si dice del nostro corpo si può altrettanto dire della terra (in questa, però, tutto in misura molto maggiore).
Gli uomini e gli animali sono esseri minuscoli, mutabili, passeggeri, formatisi dalle materie terrestri e presto riconvertentesi in queste; esseri senza costanza e senza durata, che cercano fuori di sé ciò che la terra possiede nel proprio seno. La terra è un tutto potente, unitario, non dipendente che da se stesso; che opera in sé tutti i cambiamenti della vita elementare, vegetale, animale; un tutto che fa continuamente sorgere il 'nuovo' da sé medesimo e che, nel mutarsi delle forme, si mantiene e si sviluppa.
Nel corpo della terra si riconosce la sua vera e più alta anima. E non le manca in realtà neanche il sistema nervoso: essa ha i cervelli e i sensi di tutti gli uomini e di tutti gli animali, poiché questi e quelli appartengono a essa... l'aria, il mare e la terra costituiscono il piedistallo dello spirito, poiché, conducendo le onde sonore, trasmettono i pensieri da uomo a uomo e, per mezzo dei raggi di luce, fanno sì che i viventi possano osservarsi e regolarsi reciprocamente. Tutti questi sono mezzi di collegamento fra gli esseri viventi di questa terra, mezzi che fanno considerare garantita l'unità della coscienza terrestre.
La terra ha così strette analogie con noi che è possibile affermare che essa possiede un'anima unitaria e autonoma, come la nostra. Naturalmente anche lo spirito della terra ha il suo campo di osservazione. Gli uomini e gli animali rendono alla terra ciò che l'occhio e l'orecchio rendono a noi: il processo della sensazione è in entrambi i casi lo stesso. La terra, grazie agli uomini e agli animali che fungono da organi dei sensi, attinge continuamente dal serbatoio comune del loro spirito, e arricchisce sempre più il proprio possesso. Ma come la terra ha, con innumerevoli uomini e animali, un campo di sensazioni assai più vasto di quello che abbiamo noi coi nostri organi sensoriali, così la terra stessa riceve da noi immensamente più di quel che noi riceviamo da essa con i nostri sensi. E, come il nostro occhio non può essere concepito senza le sue radici nel cervello, possiamo in tal guisa dire che noi uomini, malgrado la nostra individualità, siamo connessi con tutta quanta la terra. Siamo per così dire, radicati alla terra."

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