"Pregunta una cosa y serás ignorante durante unos minutos, no la preguntes y lo serás siempre"
28 febbraio 2006
L'amore
Ciò che all'interno ricerca spazio, vuole una cavità, desidera un vuoto - che non gli viene dato - per poter uscire, per poter affiorare. Se un pozzo e' ostruito dalla sabbia e dalle pietre, basta togliere questi ostacoli perché l'acqua sgorghi verso l'alto.
Lo stesso vale per l'uomo: e' ricolmo d'amore, ma l'amore richiede spazio per venire alla luce.
E fino a quando il tuo cuore e la tua anima dicono "io", sei come un pozzo ostruito da sabbia e pietre, il fiume dell'amore non potrà affiorare in te.
Osho Rajneesh
27 febbraio 2006
"Il pensiero filosofico ci permette di osare sentire quello che sentiremmo in ogni caso ma senza osare, e che resterebbe per questo sospeso a metà nascita, come quasi sempre succede al nostro sentire. E' per questo che la vita di tanta gente non va oltre il conato, un conato di vita. E questo è grave, perché la vita deve essere piena in qualche modo, in questo conato di essere che siamo"
Maria Zambrano
26 febbraio 2006
Una valida alternativa ai sali e alle perle da bagno
Riempire la vasca da bagno d'aqua calda. Tagliare a fette un'arancia (oppure un pompelmo, un paio di mandarini o un paio di limoni) e lasciarle galleggiare nell'acqua.Immergersi nella vasca e stofinare la polpa e la buccia dell'arancia sul viso e sul corpo insistendo particolarmente su talloni, gomiti e ginocchia.
25 febbraio 2006
Oggi pomeriggio sono stata ad una mostra collettiva e, tra gli artisti che esponevano, c'era un mio caro amico d'infanzia. La sorpresa però è stata quando mi sono trovata davanti alle opere del mio amico: il ritratto centrale raffigurava la mia faccia. Infatti era un ritratto che mi fece (da una foto) tanti anni fa, ma che mi somiglia ancora moltissimo... e alcuni tra i visitatori che si fermavano a guardarlo dicevano: "mi sembra di conoscerla", "mi sembra di aver già visto questa ragazza"... in effetti, mi trovavo a un paio di metri di distanza. :-)
24 febbraio 2006
23 febbraio 2006
22 febbraio 2006
L'addestramento

20 febbraio 2006
Non sottovalutate il male fatto,
pensando: "Non me ne verrà nulla".
L'acqua, cadendo a goccia a goccia,
riempie anche una giara.
L'uomo stolto si riempie di male,
anche se lo accumula a poco a poco.
Non sottovalutate il bene fatto,
pensando: "Non me ne verrà nulla".
L'acqua, cadendo a goccia a goccia,
riempie anche una giara.
L'uomo saggio si riempie di bene,
anche se lo accumula a poco a poco.
Dhammapada
(non conosco l'autore della foto, se qualcuno lo sa, me lo può comunicare?)
19 febbraio 2006
VOLVER A NACER
VOLVER A NACER
Volverá en este día,
hoy,
de mar encrespado,
mi mano como solía
a tu pelo alborotado.
Volverá mi boca a tu nombre,
mi razón a perderse en ti,
tu sal a sazonar al hombre
tu pasión a apoderarse de mi.
Volverá a ser la vida,
y tu luz a cubrir la nada.
La oscuridad escondida
será de nuevo morada.
Volverá mi alma a decir,
mi palabra a entenderse,
el fondo de mi piel a sentir,
a mi yo, mi soy yo, parecerse.
Busco en este día nacer
al amor que pasará.
Busca mi mano volver
a tu amor que volverá.
Rafael
17 de Febrero de 2006
18 febbraio 2006
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d' estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alto e vittorioso sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hickmet
17 febbraio 2006
mani - foto di Maria Cecilia Camozzi
Non sono più silenziosi
gli specchi
né più furtiva è l’alba avventurosa
sotto la luna sei quella pantera
che ci è dato di scorgere
da lontano
per forza indecifrabile
di un decreto
divino ti cerchiamo vanamente
più remoto del gange
e del ponente
tua è la solitudine tuo il segreto
la tua schiena condiscende
alla lenta carezza della mia mano
hai tollerato fin da un’eternità
ch’è quasi l’oblio ormai
l’amore della mano diffidente
in altro tempo sei
sei il padrone di un ambito sbarrato
come un sogno
jorge luis borges
a un gatto
15 febbraio 2006
«il linguaggio è il mistero che definisce l’uomo, in esso l’identità e la presenza storica dell’uomo si esplicano in maniera unica. È il linguaggio che separa l’uomo dai codici segnaletici deterministici, dalle disarticolazioni, dai silenzi che abitano la maggior parte dell’essere. Se il silenzio dovesse tornare di nuovo in una civiltà in rovina, sarebbe un silenzio duplice, forte e disperato per il ricordo della Parola»
George Steiner
14 febbraio 2006
13 febbraio 2006
Carlos Castaneda
12 febbraio 2006
11 febbraio 2006
Iniziare la giornata in bellezza
Ognuno ha il suo risveglio personale. Una cosa è certa: sbaglia chi si alza in tutta fretta all'ultimo minuto per dormire di più! Certo, la sveglia resta un trauma lo stesso, ma forse qualcosa si può fare in tutta calma.
Il sottofondo musicale non può mancare mentre si beve un bel bicchiere di acqua calda, dolcificata con un cucchiaino di miele e uno di polvere di guaranà (tonico e energetico senza apportare calorie, diuretico, antinfluenzale).Una bella spazzolata a tutto il corpo regala un ottimo massaggio linfatico.
10 febbraio 2006
Shudapanthaka era uno dei discepoli diretti del Buddha Sakyamuni. Nato nella casta sacerdotale dei bramini, era un giovane d'intelletto non molto acuto. Pur avendo studiato le sacre scritture dei Veda, non era riuscito a comprenderle. In seguito suo fratello Mahapanthaka, lo ordinò monaco e tentò inutilmente di insegnargli quattro versi della dottrina buddista, tanto che infine disperato lo rimandò a casa. Sulla via di casa Shudapanthaka incontrò il Buddha, che lo condusse in un tempio e gli insegnò a spazzare il pavimento e così facendo, a ripetere due sole parole: «spazza» e «polvere». Lui si diede a spazzare di buona lena, ma per quanto scopasse la sporcizia immediatamente ritornava come prima. Dopo aver trascorso un certo tempo nello sforzo infruttuoso di pulire il tempio, Sudapanthaka comprese improvvisamente il significato delle parole che il Buddha gli aveva insegnato. Tenendo in mano la scopa, dichiarò agli altri monaci che spazzare via la polvere non voleva dire scopare la polvere per terra, bensì le impurità causate dalle proprie emozioni, il desiderio, l'odio e l'ignoranza.
Parabola buddista
9 febbraio 2006
Llueve hacia el amanecer
La gran jaula de luz se ha roto en el aire,
liberando, creo, más de un millón de pájaros
cuyas salvajes sombras ascendientes no volverán,
y todos los cables vienen cayendo.
Ni jaulas, ni pájaros que asustan; la lluvia
se hace ahora más ligera. Es pálido el rostro
que desafió el enigma de su prisión
y lo resolvió con un inesperado beso,
cuyas pecosas e insospechadas manos encendieron.
Elizabeth Bishop
8 febbraio 2006
si buscas como un abrigo
y si temiendo en tus huellas
yo sé muchas grutas, y una
Donde a tu tímido oído
Donde a tu mágico acento
Y donde tu alma y la mía,
Ven a esta gruta y en ella
Y antes que el ave temprana
yo te volveré al abrigo
Mientras que yo en el exceso
7 febbraio 2006
foto di Maria Cecilia Camozzi
REVÉS
La espalda ancha, trabajada, fuerte
Se entrega toda en una noche.
La miro frente a frente,
Se deja acariciar
No puede defenderse.
La siento, trémula
Sus ángulos cambian
Sigue allí.
Inerme.
Los rasguños en su espacio
Son huellas
Del daño que es dulce
De arrebatos
Pero sigue allí
Se entrega
A mí.
Leticia Bermúdez
5 febbraio 2006
Noche cerrada
Sigo la huella de mis pasos,
Sé que algún día
Gioconda Belli
4 febbraio 2006
Someone once said:
If it comes back to you, it's yours forever...
If it doesn't, it was never yours to begin with.
from "Indecent Proposal"
LA MUSICA COME ABILITA’ COGNITIVA
Sappiamo che la musica aiuta a strutturare il pensiero e il lavoro delle persone nell’apprendimento delle abilità linguistiche, matematiche e spaziali; soprattutto l’intelligenza musicale influisce sullo sviluppo emotivo, spirituale e culturale più di altre intelligenze. Meno risaputo è che la musica possa influenzare l’organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale: tale fenomeno viene denominato ‘effetto Mozart’.
Uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, Alfred Tomatis, dichiara che "Mozart è un’ottima madre, provoca il maggior effetto curativo sul corpo umano".
Lo ‘effetto Mozart’ riesce ad agire essenzialmente come tecnica psicologica nella modificazione di problemi emotivi e può modificare le varie patologie di cui è affetto l’essere umano: è un’eccellente tecnica di comunicazione ma anche un aiuto ad altre tecniche terapeutiche.
Prima di analizzare questo ‘effetto curativo musicale’ bisogna conoscere quali processi psicologici si innescano nella mente musicale, che rapporto sussiste tra musica e linguaggio e quali localizzazioni cerebrali sono specifiche delle abilità musicali.
Specificamente, i problemi psicologici insiti nella comprensione musicale, vanno affrontati in termini di processi cognitivi facendo riferimento all’opera di John A. Sloboda, psicologo sperimentale: egli analizza la componente cognitiva insita nella comprensione e nell’apprezzamento di un fatto musicale.
La sua attenzione è rivolta alle ricerche empiriche: analizza ciò che gli individui riescono a compiere con la musica e non quello che dicono di fare. Viene studiato il comportamento dei musicisti nella vita reale e non il comportamento che si verifica in situazioni artificiose di laboratorio.
La psicologia dei processi cognitivi cerca di offrire un aiuto ai compositori per capire le basi mentali della loro attività: comprendere e spiegare caratteristiche fondamentali delle abilità musicali e dei meccanismi cognitivi insiti in esse.
Il cognitivismo di Sloboda si riferisce ad una modellistica dei processi cognitivi in termini di rappresentazione delle conoscenze; sicuramente tale analisi rappresenta sì, un’introduzione alla psicologia dei processi cognitivi ma, la musica viene ad essere un pretesto per analizzare i processi cognitivi impiegati in tutti i settori in cui l’uomo si trova a contatto con il mondo e, quindi, non solo nell’ambito musicale.
Si comprendono le strutture utilizzate per rappresentare la musica; tale processo di apprendimento è concepito in due fasi: prima fase è quella in cui si verifica l’apprendimento in quanto in minoranza) in cui viene incoraggiata l’aspirazione ad eccellere in una determinata abilità.
Quindi, secondo il Nostro autore, le abilità musicali si costruiscono sulla base di capacità e tendenze innate : troviamo prima un insieme comune di capacità primitive(nella nostra cultura occidentale, sino ai dieci anni di età, il processo dominante è quello dell’acculturazione) poi subentra un bagaglio di esperienze che la cultura fornisce , con la crescita, ai bambini (infatti sono fondamentali, per lo sviluppo delle abilità musicali, sia l’ambiente familiare che quello scolastico).
Più i bambini sono esposti alla musica, prima di iniziare la scuola, e più profondamente uno stadio di codificazione neurale li accompagnerà per tutta la vita.
Successivamente subentra l’ influsso esercitato da un sistema cognitivo generale in trasformazione: la capacità di insegnare ad un bambino ad ascoltare, a prestare attenzione all’inflessione e a contestualizzare suoni e parole è stata trascurata dalla società moderna; solo un ascolto attento e corretto, consente di accedere allo ‘Effetto Mozart’. [...]
2 febbraio 2006
Chögyam Trungpa
1 febbraio 2006
foto di Вадим Зверев
E' la proprietà di causare elevate emozioni nell'osservatore che una cosa possiede avendo le parti che la compongono in armoniosa relazione l'una con l'altra. E' ciò che fa ottenere il consenso generale alle vere opere d'arte
E' il genere di bellezza di cui intendo parlare in questo articolo e la chiamerò bellezza oggettiva, libera da ogni associazione.
Un esempio di un effetto che la bellezza oggettiva causa è una emozione che chi la subisce non è in grado di sopportarla completamente e sviene o prova una forte sofferenza interiore che non riesce a motivare. Fra coloro che l'hanno provata Stendhal è stato il primo che ne ha fatto una descrizione e da allora è chiamata, seppur lungi dall'essere una condizione patologica, sindrome di Stendhal, perché la scienza ufficiale tende a psichiatrizzare ogni comportamento che non corrisponda a quelli considerati normali per il suo homo sapiens.
Quando parliamo della bellezza entriamo nel campo dell'estetica, non inteso come branca della filosofia ma come spettro di vibrazioni.
I nostri sensi sono in grado di percepire uno spettro ben definito di vibrazioni che vanno da un numero minimo e massimo, di cui i valori e gli aspetti tecnici non è necessario entrare nei dettagli.
Per fare un esempio, nello spettro delle onde sonore, un cane può sentire un suono emesso da un fischietto ad ultrasuoni mentre per gli umani tale fischietto è muto.
Le onde estetiche fondamentali hanno frequenze molto elevate e normalmente non vengono percepite dai sensi degli esseri umani, tuttavia spesso essi sperimentano delle armoniche inferiori di estetica.
Succede però a volte che un insieme di forme, suoni, colori e movimenti colpiscano un essere spirituale direttamente, praticamente oltrepassando il filtro dei sensi fisici.
L'essere spirituale ha la capacità di vibrare a frequenze molto più elevate di quelle normalmente percepite dai sensi fisici.
L'armonia di elementi di una vera opera d'arte ovvero la sua bellezza, è in grado di far vibrare un essere spirituale alla frequenza fondamentale dell'Estetica e a quel punto tale essere sperimenta un'emozione molto elevata.
Per il corpo dello spettatore quell'emozione è troppo forte per essere manifestata come le altre normali emozioni che rientrano nella consuetudine dell'essere umano e i vari sistemi collassano provocando le manifestazioni tipiche della cosiddetta sindrome di Stendhal. Niente di patologico, tutt'altro.
L'arte oggettiva, universale ha delle particolari caratteristiche. Le opere che posseggono tali caratteristiche contengono gli stessi elementi armonici con cui l'intero universo è stato creato.
Tali opere sono senza tempo, sopravvivono alle varie mode che si alternano nel corso dei millenni, ricevono ininterrottamente ammirazione dal primo momento in cui sono state create fino alla purtroppo inevitabile consumazione.
Osservando una di tale opere riscontriamo che le proporzioni delle varie forme sono identiche a quelle che la Natura applica nei processi di creazione.
Questo rapporto proporzionale è rappresentato con chiarezza nella Sezione Aurea che era ben conosciuta nei Veda, in molte antiche civiltà dell'Asia Minore, dagli Egizi e dai grandi artisti del Rinascimento. [...]


















