"Pregunta una cosa y serás ignorante durante unos minutos, no la preguntes y lo serás siempre"
31 gennaio 2009
30 gennaio 2009
28 gennaio 2009
ti scrivo, corpo celeste
tu splendi, ma come ti raffreddi veloce,
carissima, te ne vuoi andare, come sei lucente
nell’ultimo giorno, poi ti afferra il vento,
la più buia delle accelerazioni, una nuvola, no,
una scia di gas e altrove
lontano lontano lontano se ne sta uno col cannocchiale
e calcola dalla tua fine la distanza di galassie
remotissime. nel frattempo tu come una supernova
precipiti in un risucchio dove non c’è luce, dove non
c’è nulla, né la possibilità di fuga e neanche più sogni,
come devo io, ti chiedo, come devo io, devo forse
Monika Rinck

Czech Republic - Prague - foto di Massy1970
27 gennaio 2009
26 gennaio 2009
Il ladro
a donne e uomini, vecchi e bambini, a foglie, finestre,
a vecchie chitarre, macchine per cucire, rami secchi,
un loro atteggiamento, una loro espressione, le cicche
i loro vestiti, quando si spogliavano nell’ora dell’amore,
le loro forme sconosciute, le loro e le sue, e ne faceva
grandi, strani mazzi di fiori o li piantava nei vasi.
dal fioraio all’angolo, lo vedevamo dietro i vetri
aspergere con la pompa le grandi rose, le dalie,
non li vendeva né li regalava; – un ladro singolare,
un principe decaduto dentro la sua serra. Solo il suo
esangue, si distingueva in mezzo ai gigli altissimi,
come un morto nel feretro di vetro. Tuttavia,
nel freddo dell’inverno, questo fiorista coi suoi fiori
ci dava sempre l’impressione di un’eterna primavera;
che tutti quei fiori erano di carta, colorati
con tinte rosse e gialle – ma soprattutto rosse –
Ghiannis Ritsos

الجوية والبرية - foto di Maria Cecilia Camozzi
25 gennaio 2009
Materia
rompiti i denti su di essa
sanguina
e dolente confessa
che per te è troppo immateriale.
Bartolo Cattafi
Il monaco - Un monaco tibetano cammina di fronte a un muro nei pressi del monastero a Tongren, nella provincia di Qinghai (Reuters)
24 gennaio 2009
penso alle tue mani
agli angoli della bocca sfuggenti
dove niente sembra si appassioni
ma poi dagli occhi un guizzo
mi riporta al movimento
e sento e non sento
il lato liberato - l’ardito -
che volge ogni tensione in riso
Gabriella Musetti

Love for sale - foto di Daneli
22 gennaio 2009
accarezzarti lo sguardo, anche per poco,
poterti dire quanto somiglia alla morte
la tua assenza. Perciò ti parlo,
interrogo gli oggetti che ti hanno conosciuto,
che insieme a me ti videro fiorire
nell’erba inaridita.
Roberto Carifi

Alicia - foto di Gary M Photo
21 gennaio 2009
La terra azzurra
qui scintilla lo stretto tra monti corrosi dal mare.
Se me ne sto in piedi alla finestra
le querce immense hanno
una profonda tonalità oleosa
come un dipinto antico,
sul cielo di smalto azzurro
nubi ritardatarie
si rincorrono dal mare.
Querce nel sole d’autunno!
Terra azzurra, terra di monti, terra di mare
ed ere alle mie spalle
in una festa di colori
e ardore.
Oggi ci sono freddo e fiocchi di neve nell’aria,
i rami nudi si protendono come artigli
verso il caldo e l’ultimo ozono.
Mi inoltro nella terra azzurra
sotto le foglie che cadono.
E un giorno sarà spoglio Yggdrasil.
Olav H. Hauge

Last bull standing - foto di shastadaisy~
Vademecum olistico per un sano dormire, secondo i principi del Feng Shui della "Scuola della Forma e Compasso"
Osservare che il letto non sia "tagliato" dalla linea che congiunge la porta con la finestra.
Rimedio: se non si può spostare il letto in posizioni favorevoli almeno metterlo in modo che la linea porta finestra percorra la parte dei piedi e non la testa.
Osservare la stanza e le sue proporzioni rispetto al letto: se siamo in soffitta vedere di mettere il letto nelle parti meno oppressive.
Rimedio: meglio con la testiera messa verso il muro con altezza maggiore in modo che chi dorme abbia uno spazio di "respiro" sopra la testa.
Osservare che le travi a vista non siano troppo basse e che non "taglino" orizzontalmente il letto.
Rimedio: mettersi al di fuori delle travi, mettere un letto a baldacchino, mettere un lenzuolo sopra al letto attaccato alle travi in questione.
Osservare i punti poco illuminati: evitare il letto in spazi senza luce naturale o in zone anguste e chiuse o in soppalchi ciechi e bassi.
Rimedio: mettere le luci, colori, tende, campiture in modo da allargare o innalzare lo spazio.
Osservare le stanze troppo alte o troppo illuminate: evitare stanze troppo alte poiché danno il senso d'instabilità o troppo illuminate (a Sud o con forti luci artificiali).
Rimedio: creare un controsoffitto, colorare il soffitto in modo da "abbassarlo", usare luci in modo che diminuiscano lo spazio.
Osservare le stanze troppo illuminate: a Sud o con forti luci artificiali.
Rimedio: usare luci calde (lampade in carta di riso ecc.) con forme morbide.
Osservare l'orientamento della stanza: meglio a Nord, o vedere, rispetto al lotto e alla situazione contingente, di mettere la stanza da letto in una stanza fresca, in ombra, non esposta a una strada o piazza ma verso la corte interna in punti di minore attività sociale.
Rimedio: isolare le pareti sia termicamente sia acusticamente con materiali bioedili.
Osservare l'orientamento del letto: se dopo aver osservato questi punti si riesce a mettere il letto con la testiera a Nord tanto meglio (una ricerca medica tedesca ha rivelato che riposando nella posizione giusta si aumenta del 7% la fase rem del sonno, che è quella deputata al vero riposo).
Osservare la stanza e l'adiacenza a altri locali: meglio non avere la porta del bagno che si annette alla stanza da letto (diminuzione "energetica" del locale notte), o soprastante un garage (masse metalliche).
Rimedio: spostare le grosse masse metalliche dal garage, colorare la porta del bagno del colore del muro.
Osservare il letto e l'adiacenza della testiera a altri locali: meglio evitare di avere la testa sul muro adiacente allo scarico del bagno, o adiacente a un televisore o computer (il cono retrostante il televisore passa il muro disturbando il sonno).
Rimedio: insonorizzare la parete del bagno con materiali bioedili (sughero, materiali in fibra di legno ecc.)
Osservare gli arredi e le loro proporzioni: no agli arredi alti o incombenti di fronte o lateralmente al letto. Osservare se si hanno elementi "eccitanti" come specchi od oggetti riflettenti.
Rimedio: provare a coprirli con un lenzuolo.
Osservare se si hanno arredi con forme morbide, curvilinee, senza spigoli specialmente nei punti di passaggio. Osservare se si hanno colori "riposanti" (colori pastello, delicati) e non eccitanti (colori troppo "vivi"). Evitare di mettere troppo nero o rosso o colori troppo accesi.
20 gennaio 2009
Libri e tulipani
con la stessa attesa dell'aria che i tulipani
protetti nei bulbi sotto un palmo di terra
sognano nel giardino del tempo strano
e nel tuo abbraccio pazienta anche l'inverno
diluito da una pioggia malinconica e saggia
ne comprende il colore che la primavera conosce
e sull'erba dei miei ricordi canta.
Maria Cecilia Camozzi
19 gennaio 2009
ch’io vivo un’altra vita che è più viva
di questa stessa mia che vivo e dico.
E’ come fosse un palmo sottoterra,
tra semi che magari fioriranno-
un po’ più sotto dove stanno i morti
a scalciare in eterno oltre la vita.
E io me ne sto lì muta: aspetto,
continuo ad aspettare, aspetto ancora,
non mi fermano il sole né la luna,
fino a che arrivi il verde e copra tutto
fino al mio cuore aperto alla gran vista.
Pare che sia così la gioia dura
d’un eremita in cima a una colonna
nel deserto.
Silvia Brè

shining - foto di Maria Cecilia Camozzi
18 gennaio 2009
accanto al vetro - il treno passa
attraversando l'apertura lasciata
tra il muro e la luce.
Fabrizio Lombardo

thinking - foto di Ivano Bettati
17 gennaio 2009
Indifferenza
16 gennaio 2009
HAY UN TIEMPO
Hay un tiempo de echarse a pensar y un tiempo de arder
y días de caer rendidos bajo techo
Un tiempo de amar
hasta el fondo
y días de herrumbre inmersos en nuestras cosas
Hay un tiempo de tender la mano y un tiempo de golpear
y un recuerdo que naufraga en nosotros y un rostro que acaso hemos visto o no.
Gustavo Pereira

15 gennaio 2009
Non esistono amori felici
Né la sua debolezza né il suo cuore E quando crede
Di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce
E quando crede di stringere la felicità la stritola
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio
La sua vita somiglia a quei soldati disarmati
Ch’eran stati preparati a un diverso destino
A che può servire che s’alzino al mattino
Loro che si ritrovano la sera sfaccendati inerti
Dite queste parole Mia vita E trattenete le lacrime
Mio amore bello mio caro amore mia lacerazione
Ti porto in me come un uccello ferito
E quelli senza capire ci guardano passare
Ripetendomi dietro le parole che ho intrecciato
E che per i tuoi grandi occhi così presto morirono
Il tempo per imparare a vivere è già passato
Piangano nella notte i nostri cuori all’unisono
Quanta infelicità per la più piccola canzone
Quanti rimpianti per scontare un fremito
Quanti singhiozzi per un accordo di chitarra
Non esistono amori che non siano dolore
Non esistono amori che non strazino
Non esistono amori che non lascino il segno
E non più che di te l’amor di patria
Non esistono amori che non si nutrano di pianto
Louis Aragon
14 gennaio 2009
Voci
di quanti sono morti, di quanti
sono per noi perduti come i morti.
A volte ci parlano nei sogni,
a volte le ode la mente tra i pensieri.
Col loro suono riemergono un istante
suoni della poesia prima della vita –
come di notte una musica
Costantino Kavafis

ghiaccio - foto di newwing
13 gennaio 2009
Brano dal mio testamento
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: gia! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sfòrzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.
Kriton Athanasulis
12 gennaio 2009
bevi l’oscurità
dell’amore mortale
e chiudi gli occhi tra le mie ali
che sono la barca che attraversa
spazio e tempo.
Clara Janés

Little.Dinosaur - foto di Chris (archi3d)
11 gennaio 2009
con due sagome scure addormentate
brune come gli uccelli
il cui corpo indietreggia contro il cielo.
Scrivo con pazienza
all'eternità non credo
la lentezza mi viene dal silenzio
e da una libertà - invisibile -
che il Continente non conosce
l'isola di un pensiero che mi spinge
a restringere il tempo
a dargli spazio
inventando per quella lingua il suo deserto.
La parola si spacca come legno
come un legno crepita di lato
per metà fuoco
per metà abbandono.
Antonella Anedda
10 gennaio 2009
9 gennaio 2009
In ospedale
Dire con voce alta il bianco delle pareti,
i cappotti, i giacconi che trattengono l’aria d’inverno
di chi ti viene a trovare,
la paura sono i corridoi lunghi
con la gente che va sbandata in vestaglia
come staccata da sé, lungo i muri
mentre fuori un vento lucida le nuvole, le case
i rami di alberi che non conosco
e il vedere dei vecchi li vede da un occhio
da cui tutto il bello del mondo è volato via.
Grande meridiana del tempo, quando il tempo si è rotto
dentro qualcosa di grande, dentro.
Amo gli acrobati e li invidio
il pilota decorato e impietoso
dalla benda nera e il teschio sulla fusoliera
quando sperare è essere un corpo
con la carne tagliata per guarire
per un riconquistato assetto che ti faccia dire
voi venitemi a trovare quando esco
sembra di vivere quando saremo fuori.
Aprile 2002
Pierluigi Cappello
7 gennaio 2009
Il Corbezzolo

Passeggiando per i nostri boschi, in questo periodo non è difficile imbattersi in un’ arbusto veramente delizioso perché ricorda il Natale con le sue piccole sfere rosse che spiccicano numerose dalle foglie verde scuro, creando un contrasto veramente da cartolina.
Si tratta della pianta del Corbezzolo (Arbutus unedo) è un albero della famiglia delle Ericacea, diffusa nei paesi del Mediterraneo occidentale.
La particolarità del Corbezzolo consiste nel fatto che sulla stessa pianta si possono trovare frutti maturi e fiori contemporaneamente. I frutti sono tondeggianti, giallo-rossi, dolci, con scorza leggermente rugosa, quando sono maturi tendono a cadere dall'albero.
Anche chiamato ceraso marino Il nome botanico, Arbutus unedo (= ne mangio uno solo), gli fu assegnato da Plinio il Vecchio, facendo una chiara allusione alla scarsa gustosità dei suoi frutti. I romani gli attribuivano poteri magici. Virgilio, nell’Eneide, dice che sulle tombe i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo. Il significato di questa pianta è la stima. Questa pianta è una fonte alimentare importante per gli animali che vivono nella macchia. E’ una specie con una grande capacità di reazione agli incendi e trova impiego anche nei rimboschimenti.
Le proprietà del Corbezzolo
Le proprietà del corbezzolo sono da ricercare soprattutto nelle foglie. I frutti, i fiori e le radici hanno anche loro proprietà curative anche se in maniera meno accentuata. Le foglie infatti, contengono varie sostanze: derivati fenolici quali l'arbutoside o arbutina e la monotropeina, numerosi tannini; resine; steroli e gomme. Il frutto contiene per circa il 10-20% zuccheri, pectine, arbutina, triterpeni, luppolo, vari steroli, pigmenti, flavonoidi, vitamine.
Utilizzo terapeutico del Corbezzolo.
Il Corbezzolo viene impiegato prevalentemente, come antisettico urinario: la pianta ha infatti una composizione simile a quella dell'Aretostaphylos uva ursina, anche se il tenore in arbutina è minore mentre quello in tannino risulta più elevato, motivo per cui è da preferire l'Uva ursina. Altri utilizzi a scopo terapeutico sono: astringente ed antidiarroico; antinfiammatoria nei confronti del fegato, delle vie biliari e di tutto l'apparato circolatorio; antispasmodico dell'apparato digerente e delle vie biliari; diuretico.
Utilizzo pratico del Corbezzolo
E dopo aver fatto tutte queste scoperte su questa particolare pianta passiamo a l’utilizzo pratico che possiamo farne. Di seguito descrivo alcune facili ricette con la raccomandazione di non abusare nell’ uso perché si puo’ incorrere ad effetti collaterali. come provocare stitichezza, e la consumazione di grandi quantità di frutti maturi provoca disturbi della digestione e uno stordimento simile all'ubriachezza infatti i frutti maturi contengono quantità significative di alcol, a questo proposito ricordiamo “il vino di corbezzolo” si tratta di un’ottima acquavite ottenuta distillando i frutti schiacciati e macerati nell’acqua fino alla fermentazione.
INFUSO DI FOGLIE DI CORBEZZOLO:
Si utilizzano 7 grammi di foglie di corbezzolo per ogni tazza d’acqua in infusione per 15 minuti . La tisana calmerà la cistite e le infiammazioni della vescica.
ACETO DI CORBEZZOLO:
una manciata di corbezzoli poco maturi,5 foglie di Alloro 1 litro di aceto Introdurre i corbezzoli + le foglie di alloro in una bottiglia, versate l’aceto, chiudete bene e riponete in un luogo fresco asciutto e al buio. Con il passare del tempo , i corbezzoli diventeranno maturi all’interno della bottiglia, e diventeranno di un bel colore rosso vivo, molto decorativo. Lasciate riposare per tre settimane prima dell’utilizzo.
DECOTTO DI CORBEZZOLO:
40 gr. di Radici Essiccate Di Corbezzolo Fatte A Pezzetti,100 cl. di acqua . Macerare le radici nell’acqua per 1 notte. Riscaldare e lasciare evaporare a fuoco basso fino a ridurre il liquido a un terzo; non filtrare se non al momento di bere. Utile contro l’arteriosclerosi: 1 bicchiere ogni mattina a digiuno per tre giorni.
Rossella Ricci
6 gennaio 2009
69
Cada uno se va como puede,
unos con el pecho entreabierto,
otros con una sola mano,
unos con la cédula de identidad en el bolsillo,
otros en el alma,
unos con la luna atornillada en la sangre
y otros sin sangre, ni luna, ni recuerdos.
Cada uno se va aunque no pueda,
unos con el amor entre dientes,
otros cambiándose la piel,
unos con la vida y la muerte,
otros con la muerte y la vida,
unos con la mano en su hombro
y otros en el hombro de otro.
Cada uno se va porque se va,
unos con alguien trasnochado entre las cejas,
otros sin haberse cruzado con nadie,
unos por la puerta que da o parece dar sobre el camino,
otros por una puerta dibujada en la pared o tal vez en el aire,
unos sin haber empezado a vivir
y otros sin haber empezado a vivir.
Pero todos se van con los pies atados,
unos por el camino que hicieron,
otros por el que no hicieron
y todos por el que nunca harán.

Roberto Juarroz

We hold the future - foto di IrenaS
5 gennaio 2009
L'apparente natura dell'essere
nel riflesso dello specchio che osservo
trattenendo il respiro per eludere l'altra,
elsa incarnata della mia sofferenza
che sporge nel mondo e mi somiglia.
Mentre stringo a me il corpo tiepido
la carne non è oppressa
ma quasi liberata dalla sua apparenza
e l'ombra delle parole è solo l'ultima eco.
Interrogo la luce che il silenzio inghiotte
dopo vaghe risposte che non comprendo
poiché oggi ho baciato un bacio, non una bocca,
ma il suono della sua voce attraverso un sogno perduto.
Maria Cecilia Camozzi
4 gennaio 2009
3 gennaio 2009
Nuova sostanza antibatterica trovata nell'aglio
03 gennaio 2009 - Nel mondo della fitoterapia l’aglio è utilizzato soprattutto per la sua azione contro il colesterolo. Invece uno studio di questi giorni ci informa sulla sua capacità di sconfiggere uno dei batteri più tenaci, lo Stafilococcus aureus Metecillina-resistente, insieme ad altri ceppi resistenti a vari antibiotici. Responsabile di tutto ciò sarebbe una sostanza in particolare contenuta nell’aglio, l’ allicina, colpevole anche dell’aroma non proprio gradevole di questo ortaggio. Pomate a base di allicina sono già state provate con successo sulle ferite di alcuni pazienti infettati dal batterio, in Gran Bretagna: nel giro di due mesi dall’inizio della cura, il batterio è scomparso dalle ferite. Questo tipo di batteri tende ad attaccare le vie respiratorie e la cute dell’uomo, ma solo in situazioni in cui il paziente risulta essere debilitato e le sue difese immunitarie cedono, come ad esempio dopo un intervento chirurgico. www.benessereblog.it
foto di eye of einstein
2 gennaio 2009
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una esplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
dove non c'è richiamo e non c'è più ragione
di spogliarsi in fretta per riposare dentro
l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
adesso che il mattino non ha mai principio
e silenzioso mi lascia ai miei progetti
a tutte le cadenze della voce, adesso
vorrei improvvisamente la prigione.
Patrizia Cavalli















